Il valore della produzione di uva da vino in Australia crolla del 31%, mentre l'industria affronta una crisi sempre più profonda

ABARES prevede un continuo calo della produzione e dei prezzi fino al 2027, con le varietà rosse e le esportazioni più colpite dai venti contrari globali.

03-03-2026

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Australia’s Winegrape Production Value Plunges 31% as Industry Faces Deepening Crisis

L'industria vinicola australiana sta affrontando una forte contrazione, secondo l'ultimo rapporto sulle materie prime agricole dell'Australian Bureau of Agricultural and Resource Economics and Sciences (ABARES). Il rapporto del trimestre di marzo 2026 prevede un calo del 31% del valore della produzione di uva da vino per la stagione 2025-26, portandolo a 657 milioni di dollari. Questa cifra è inferiore del 18% rispetto alle previsioni del dicembre 2025, a causa del calo dei prezzi e della riduzione della produzione nazionale.

Il rapporto prevede che il declino continuerà anche nel 2026-27, con un ulteriore calo del 2% del valore della produzione di uva da vino, che scenderà a 644 milioni di dollari. Sia la produzione che i prezzi dovrebbero rimanere ben al di sotto delle medie storiche, rispettivamente del 34% e del 33% in meno rispetto ai valori dell'ultimo decennio. Per il 2025-26 si prevede una diminuzione del 20% della produzione di uva da vino, che si attesterà a 1,25 milioni di tonnellate, anch'esse inferiori del 20% rispetto alla media decennale. Si prevede che questo livello si mantenga stabile nel 2026-27.

Diversi fattori stanno contribuendo a questa flessione. I prezzi dell'acqua più alti nel bacino meridionale di Murray-Darling e i prezzi dell'uva persistentemente bassi stanno scoraggiando i coltivatori dal massimizzare la produzione. La scarsità d'acqua è un problema significativo, con bassi livelli di stoccaggio, alti prezzi temporanei dell'acqua e assegnazioni limitate che interessano le regioni interne, dove si svolge gran parte della produzione di uva da vino in Australia. I recenti eventi di caldo estivo hanno ulteriormente ridotto il potenziale produttivo, soprattutto dopo un inverno e una primavera secchi nelle principali aree di coltivazione dell'uva.

Il rapporto indica anche che il fermo dei vigneti e i traslochi limitano la superficie vitata, in particolare nelle regioni interne. Queste tendenze sono più evidenti dove le pressioni economiche hanno costretto alcuni coltivatori a lasciare i vigneti inattivi o a rimuoverli del tutto.

Si prevede che la produzione di uve rosse sarà particolarmente colpita. Il valore dei vitigni rossi come Shiraz, Cabernet Sauvignon e Merlot è destinato a diminuire in modo significativo sia nel 2025-26 che nel 2026-27. ABARES attribuisce questo fenomeno all'eccesso di scorte di vino rosso, al calo del consumo globale e alla domanda limitata da parte dei produttori di vino. Si prevede che i prezzi di queste uve rosse nelle regioni calde dell'entroterra scenderanno di circa il 20% nel prossimo anno.

Anche la produzione di uve bianche è sotto pressione. L'aumento della produzione di varietà bianche come lo Chardonnay e il Sauvignon Blanc, sia a livello nazionale che neozelandese, unito alla debolezza della domanda da parte dei viticoltori, dovrebbe far calare i prezzi tra il 12 e il 17% nelle regioni calde dell'entroterra nel corso del 2025-26. Il rapporto rileva che l'aumento delle scorte di vino bianco, il calo della domanda interna di vini provenienti da regioni più fredde e la diminuzione del consumo globale sono tutti fattori che contribuiscono a questo fenomeno.

Le esportazioni non sono immuni da queste sfide. Si prevede che il valore delle esportazioni di vino australiano scenderà del 6% a 2,4 miliardi di dollari nel 2025-26, con un ulteriore calo del 5% previsto nel 2026-27, portando il valore delle esportazioni a 2,3 miliardi di dollari. Il rapporto individua nella riduzione delle spedizioni verso la Cina continentale, dopo un periodo di rifornimento successivo all'abolizione dei dazi, la causa principale del crollo delle esportazioni. Anche l'indebolimento dei valori delle esportazioni verso il Regno Unito e gli Stati Uniti sta contribuendo.

Il contesto globale rimane difficile per gli esportatori di vino australiani. Le pressioni sul costo della vita in tutto il mondo, il cambiamento delle preferenze dei consumatori verso le bevande a basso contenuto alcolico e l'aumento delle scorte dei grossisti, soprattutto negli Stati Uniti, pesano sulla domanda. Sebbene i volumi di esportazione verso la Cina siano aumentati di anno in anno fino al 2024-25, rimangono del 35% inferiori alle medie pre-pandemia.

Si prevede che i volumi complessivi delle esportazioni diminuiranno del 2% all'anno nei prossimi due anni, raggiungendo una stima di 643 milioni di litri nel 2025-26 e scendendo ulteriormente a 628 milioni di litri nel 2026-27.

Il rapporto ABARES delinea un quadro difficile per il settore vinicolo australiano nei prossimi due anni, con coltivatori ed esportatori che dovranno affrontare una combinazione di pressioni economiche, ambientali e di mercato.

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