
La coltivazione dei vigneti è un'intricata danza con la natura, dove l'armonia tra crescita e protezione gioca un ruolo cruciale nella produzione di uve di qualità. In un mondo in cui la sostenibilità è sempre più importante, i viticoltori si rivolgono a metodi che non solo combattono efficacemente i parassiti e le malattie, ma rispettano e preservano anche l'ambiente. Queste strategie, che vanno dagli approcci meccanici e biotecnici agli interventi biologici e chimici, stanno ridisegnando il modo di gestire i vigneti, concentrandosi sulla prevenzione piuttosto che sulla cura.
La prima linea di difesa nella protezione dei vigneti è rappresentata dai metodi meccanici e fisici. Questi includono vari sistemi di controllo delle erbe infestanti, l'uso di reti protettive e deterrenti acustici o ottici per allontanare gli uccelli attratti dall'uva matura. Si utilizzano anche recinzioni per prevenire i danni causati da animali terrestri come cinghiali, conigli e roditori. Questi metodi non costituiscono una minaccia per l'ecosistema e testimoniano l'adagio "un grammo di prevenzione vale un chilo di cura".
La tecnocultura si concentra sul potenziamento della resilienza naturale della vite. Si inizia con la selezione della varietà di uva più adatta al luogo specifico, seguita da una concimazione adeguata per rafforzare la resistenza naturale e da trattamenti fogliari tempestivi. Anche la manipolazione microclimatica è un aspetto fondamentale, per creare condizioni meno favorevoli a patogeni e parassiti indesiderati.
I metodi di controllo biologico impiegano organismi benefici per combattere quelli dannosi. Ciò include l'uso di acari, ragni, coccinelle e vespe per tenere sotto controllo le popolazioni di insetti dannosi. I preparati a base di Bacillus Thuringiensis colpiscono i bruchi della vite, mentre i preparati fungini affrontano i patogeni specifici degli insetti. Questo approccio non solo riduce i parassiti indesiderati, ma preserva anche gli insetti utili come gli acari predatori, riducendo la necessità di futuri interventi chimici.
I metodi biotecnici sfruttano le reazioni naturali dei parassiti a determinati stimoli chimici o fisici. Pannelli cromatici, piante ornamentali e la diffusione di aromi aiutano a respingere o catturare gli insetti dannosi. Uno degli strumenti più efficaci di questo arsenale sono le trappole a feromoni, che attirano gli insetti con il pretesto di trovare un compagno.
Questo approccio innovativo prevede l'uso di feromoni creati artificialmente per disorientare gli insetti maschi, rendendo loro difficile individuare le femmine per l'accoppiamento, impedendo così la propagazione. Gli erogatori di feromoni devono essere distribuiti prima del primo volo della stagione, non inquinano e sono innocui per gli insetti utili.
Nonostante siano la forma più aggressiva di controllo dei parassiti, i metodi chimici si stanno evolvendo. L'obiettivo è ridurre al minimo il loro uso, riservandolo ai casi in cui i livelli di parassiti superano le soglie di nocività. L'uso di insetticidi, acaricidi, erbicidi o fungicidi è generalmente preventivo. Tuttavia, con la crescente attenzione alla sostenibilità e alla conservazione dell'ambiente, il loro uso sta diminuendo a favore di metodi biologici e biotecnici.
Il futuro della gestione dei parassiti e delle malattie dei vigneti risiede nelle pratiche sostenibili. Partendo da un vigneto sano e impiegando metodi rispettosi della natura, si riduce il ricorso a tecniche più dannose. Questo non solo prolunga la vita e la qualità del vigneto, ma si allinea anche con il cambiamento globale verso la gestione dell'ambiente e l'agricoltura sostenibile.
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