Robert Beir
19-12-2024

La vendemmia 2024 in Europa è diventata un riflesso crudo del continuo impatto del cambiamento climatico, in particolare sulla viticoltura contemporanea. Segnata da condizioni climatiche estreme, quest'anno ha messo alla prova la resistenza dei vigneti e l'adattabilità dei viticoltori. Piogge persistenti, temperature insolitamente fresche e un'accentuata pressione delle malattie hanno caratterizzato la stagione, dando vita a un'annata ricca di contrasti: rese basse ma una ripresa dell'acidità, una qualità molto apprezzata dal settore.
La primavera ha portato frequenti precipitazioni in gran parte dell'Europa, creando alti livelli di umidità nei vigneti. Questo ambiente ha favorito la diffusione di malattie fungine come la peronospora, colpendo in modo significativo regioni come la Valle della Loira. Zone come Menetou-Salon e Pouilly-Fumé hanno registrato rese storicamente basse. Le difficoltà si sono protratte per tutta l'estate, con piogge intermittenti e giornate fresche che hanno ritardato la maturazione dell'uva e limitato lo sviluppo degli zuccheri.
La fine dell'estate e l'inizio dell'autunno hanno introdotto ulteriori sfide. Le piogge di settembre hanno intensificato i problemi del vigneto, favorendo la botrite e il marciume acido, soprattutto nelle parcelle più basse e vigorose. Tuttavia, queste stesse condizioni hanno preservato i livelli di acidità, che erano stati elusi nelle ultime annate dominate dalle ondate di calore. I viticoltori hanno impiegato tecniche di gestione precise, tra cui una rigorosa selezione dei vigneti e un attento monitoraggio in cantina, per garantire che venissero utilizzate solo le uve migliori.
In Italia, regioni come la Toscana e Bolgheri hanno affrontato modelli climatici simili che hanno rallentato la maturazione delle uve. Ne sono scaturiti vini più leggeri, con livelli alcolici più bassi e un'acidità pronunciata, che ricordano le annate classiche degli anni '80 e dei primi anni '90. Nonostante le rese ridotte, pratiche agronomiche ed enologiche meticolose hanno salvaguardato la qualità del raccolto.
La Spagna ha subito anche gli effetti di un clima imprevedibile. Negli ultimi decenni, i cambiamenti climatici hanno portato a un anticipo dei cicli di germogliazione e maturazione, oltre che a un aumento della concentrazione di zuccheri nelle uve, con conseguente produzione di vini più alcolici e meno acidi. Tuttavia, la stagione 2024 ha portato temperature moderate e uno sviluppo più lento delle uve, consentendo un migliore equilibrio tra zucchero e acidità, in particolare nella Rioja e nella Ribera del Duero.
Bordeaux ha affrontato sfide notevoli. Nota per il suo Cabernet Sauvignon, la regione ha avuto problemi di maturazione in molti vigneti. Temperature più basse e piogge frequenti hanno ostacolato la maturazione ottimale, portando potenzialmente a sapori più verdi negli appezzamenti gestiti con meno attenzione. Ciononostante, molti produttori hanno salvato il raccolto tornando a uno stile più tradizionale, creando vini con un contenuto alcolico inferiore e una maggiore freschezza.
Nel sud della Francia, la regione della Linguadoca ha registrato condizioni più moderate rispetto agli ultimi anni. Quest'area, spesso soggetta a caldo estremo, ha beneficiato di piogge significative e notti fresche durante il periodo di maturazione, favorendo uno sviluppo più equilibrato delle uve. I vini che ne sono derivati hanno mostrato freschezza e acidità, un cambiamento gradito in una regione in cui il caldo eccessivo porta spesso a vini troppo maturi e privi di struttura.
Gli effetti del cambiamento climatico sono stati evidenti durante tutta la vendemmia. I modelli meteorologici estremi hanno costretto i produttori a riconsiderare le loro strategie, bilanciando le sfide delle annate calde che accelerano la maturazione e aumentano i livelli alcolici con stagioni più fresche come la 2024, dove la salute dei vigneti e l'acidità hanno avuto la precedenza. L'acidità, storicamente considerata una pietra miliare della qualità in stili come lo Champagne, l'Albariño e il Sauternes, è tornata prepotentemente in auge quest'anno, consentendo la produzione di vini più freschi, equilibrati e duraturi.
La situazione europea evidenzia un divario nel modo in cui i produttori percepiscono l'impatto del cambiamento climatico. Alcuni considerano le condizioni più calde come vantaggiose per specifiche varietà o regioni settentrionali, consentendo una maturazione più uniforme. Tuttavia, l'annata 2024 ha sottolineato i vantaggi di un ritorno agli stili classici nelle regioni tradizionali, privilegiando la freschezza rispetto alla potenza.
La dedizione dei viticoltori ha giocato un ruolo fondamentale nella gestione di queste sfide: molti hanno adottato tecniche specifiche per proteggere i vigneti e selezionare accuratamente le uve. Questa attenzione ai dettagli ha trasformato una vendemmia difficile in un'opportunità per enfatizzare le caratteristiche considerate essenziali per un vino di qualità.
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