Regno Unito, accisa sulla birra in aumento del 4,6% dal 1° febbraio 2027

HMRC: aliquota generale a 23,61 £ per litro di alcol puro; circa 2,575 pence in più, IVA esclusa, su una birra da 500 millilitri al 5%

giovedì 29 ottobre 2026

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Dal 1° febbraio 2027 il Regno Unito aumenterà l’accisa sulla birra, portando l’aliquota generale applicata alla maggior parte delle birre a 23,61 £ per litro di alcol puro, rispetto agli attuali 22,58 £. Lo indicano le tabelle ufficiali pubblicate mercoledì da HM Revenue & Customs nell’ambito delle misure di bilancio del governo.

La modifica riguarda le birre con una gradazione alcolica pari o superiore al 3,5% e inferiore all’8,5%, sia di produzione nazionale sia importate e vendute sul mercato britannico. L’aumento è di 1,03 £ per litro di alcol puro, pari a circa il 4,6% rispetto all’aliquota in vigore da febbraio.

Poiché nel Regno Unito l’accisa sugli alcolici è calcolata sulla quantità di alcol puro contenuta nel prodotto, l’aumento dell’imposta su una singola bevanda è molto più contenuto di quanto possa suggerire l’aliquota generale. Sulla base dei dati pubblicati, per una birra da 500 millilitri al 5% vol. l’aumento dell’aliquota generale comporterebbe 2,575 pence in più di accisa, IVA esclusa. Si tratta di un calcolo dell’imposta, non di una previsione del prezzo finale al dettaglio.

Per le birre alla spina che soddisfano i requisiti per l’aliquota agevolata, l’accisa salirà a 20,34 £ per litro di alcol puro, rispetto a 19,45 £. L’aumento è di 0,89 £, anche in questo caso pari a circa il 4,6%. Per la stessa birra da 500 millilitri al 5% vol., ciò si tradurrebbe in 2,225 pence in più di accisa, IVA esclusa.

HMRC, l’autorità britannica responsabile delle imposte e delle dogane, amministra il sistema di accise sugli alcolici. Le tabelle pubblicate mercoledì definiscono i nuovi importi nell’ambito del più ampio pacchetto fiscale del governo. La misura è ancora futura: non significa che i prezzi della birra siano già aumentati e, di per sé, non determina quanto pagheranno i consumatori nei negozi, nei pub o nei ristoranti.

La modifica dell’accisa interessa l’intera filiera, poiché l’imposta è versata da produttori e importatori e può incidere su grossisti, rivenditori e operatori del settore dell’ospitalità che acquistano e vendono birra. L’impatto varia in base alla gradazione alcolica e al formato, perché il sistema tassa il contenuto alcolico e prevede un’aliquota inferiore per le birre alla spina che soddisfano i requisiti. A parità di formato, una birra più forte è soggetta a un’accisa maggiore di una più leggera, perché contiene più alcol puro.

L’annuncio ha inoltre conseguenze diverse per le imprese, a seconda del loro modello operativo. I birrifici che vendono birra confezionata sono soggetti all’aliquota generale, mentre pub e altri locali che servono birra alla spina idonea possono beneficiare dell’aliquota ridotta, se rispettano le condizioni previste. Gli importatori di birra estera nel Regno Unito sono soggetti allo stesso regime di accise dei produttori nazionali.

Gli esempi pubblicati non includono agevolazioni specifiche per i piccoli produttori. Il governo ha dichiarato che intende ampliare anche queste agevolazioni: di conseguenza, per alcuni birrifici più piccoli l’onere fiscale finale potrebbe essere diverso da quello risultante dai semplici calcoli basati sulle sole aliquote generali.

L’aumento mantiene la birra all’interno del sistema britannico di accise sugli alcolici introdotto dopo la Brexit, che tassa i prodotti in base alla gradazione e prevede scaglioni specifici per categoria. Per le birre con una gradazione pari o superiore al 3,5% e inferiore all’8,5%, la modifica del 1° febbraio 2027 aumenta l’onere nominale dell’accisa per la maggior parte del mercato, con un’aliquota inferiore ma comunque in crescita per le vendite di birra alla spina che soddisfano i requisiti.

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