Il volume di birra di Heineken in Cina è aumentato di quasi il 30% nel primo semestre del 2026.

Il risultato ottenuto tramite la partnership con China Resources Beer si è distinto in un mercato debole, che ha portato il volume di Budweiser APAC in Cina a scendere del 6%.

06-08-2026

Heineken ha dichiarato che il volume della sua birra in licenza in Cina è cresciuto di quasi il 30% nel primo semestre del 2026, un forte incremento in un mercato rimasto complessivamente debole e in cui i consumi della vita notturna sono ancora sotto pressione.

Il dato riguarda Heineken Original, Heineken Silver e Amstel, prodotte e gestite in Cina attraverso l’alleanza di Heineken con China Resources Beer. L’azienda ha reso noto il risultato nei dati semestrali pubblicati il 5 agosto, offrendo uno dei segnali più chiari dell’anno che la domanda nel segmento premium della birra in Cina potrebbe stare cambiando, anche se il mercato più ampio resta fiacco.

La crescita risalta ancora di più se confrontata con la performance riportata da Budweiser Brewing Company APAC, uno dei maggiori produttori di birra della regione e un attore di rilievo nelle categorie premium e super-premium in Cina. Nello stesso periodo da gennaio a giugno, Budweiser APAC ha detto che il suo volume in Cina è sceso del 6% e che i ricavi nel Paese sono diminuiti del 6,4%.

Nel complesso, i due insiemi di risultati suggeriscono che i consumatori in Cina non si stanno spostando in modo uniforme tra i marchi di birra importata e quelli in stile premium. I marchi Heineken sono cresciuti rapidamente attraverso la partnership con China Resources Beer, mentre Budweiser APAC ha perso terreno nello stesso mercato. Ma i dati non dimostrano che i consumatori Budweiser stiano passando direttamente a Heineken. Il portafoglio Heineken in Cina è più piccolo di quello di Budweiser APAC e Heineken non pubblica i volumi assoluti in ettolitri né la sua quota di mercato in Cina, rendendo difficile misurare la portata del guadagno rispetto al mercato totale.

Anche con questo limite, il risultato conta per entrambi i produttori perché la Cina resta uno dei mercati della birra più importanti al mondo, nonostante anni di domanda dei consumatori disomogenea e una crescita più lenta in bar, club e ristoranti. La premiumizzazione, cioè il passaggio verso marchi più costosi, è stata per anni una strategia centrale per i grandi produttori globali in Cina. Ma questa strategia è diventata più difficile da leggere, poiché i consumatori riducono la spesa discrezionale in alcuni canali e le occasioni di consumo si spostano lontano dalla vita notturna.

Heineken ha affermato che la Cina è ormai diventata uno dei suoi tre maggiori mercati per contributo agli utili, una posizione notevole per un Paese in cui il produttore olandese opera tramite una partnership anziché attraverso il pieno controllo dell’attività locale. L’azienda ha inoltre detto di aver superato la crescita dell’industria birraria cinese per otto anni consecutivi, indicando un periodo prolungato di risultati positivi e non un solo semestre forte.

Questa tendenza di lungo periodo aiuta a spiegare perché l’azienda abbia continuato a dare enfasi alla Cina anche se le condizioni restano difficili. Heineken ha utilizzato il rapporto con China Resources Beer, il maggiore produttore di birra del Paese per volume, per ampliare la diffusione dei propri marchi internazionali. L’alleanza offre a Heineken accesso a un’ampia rete distributiva e a una scala locale che sarebbe difficile costruire da sola. China Resources Beer, nota soprattutto per il marchio Snow, ha a sua volta utilizzato la partnership per rafforzare la propria offerta premium con etichette globali in grado di attrarre i consumatori che passano dalla birra mainstream a fasce più alte.

La crescita più recente suggerisce che questa strategia stia ancora producendo risultati, in particolare per Heineken Silver, una lager più leggera spinta con forza in Asia, e per Heineken Original e Amstel. Heineken non ha distinto i volumi dei singoli marchi in Cina, ma raggruppare i tre insieme ha mostrato slancio in un momento in cui molti produttori di birra stanno faticando a generare crescita nel Paese.

I numeri più deboli di Budweiser APAC evidenziano la natura disomogenea della ripresa. L’azienda è stata più esposta alla vita notturna e al consumo on-premise, canali che non hanno ancora recuperato pienamente forza. Ha inoltre dovuto fare i conti con un contesto di spesa più difficile, soprattutto tra i giovani consumatori urbani diventati più selettivi negli acquisti premium. Un calo del 6% del volume in Cina e una diminuzione del 6,4% dei ricavi indicano che le vendite più deboli non sono state compensate da prezzo o mix nella stessa misura dei periodi precedenti.

Per il business della birra, il mercato cinese è diventato più difficile da leggere rispetto a dieci anni fa. Il consumo totale di birra è maturato, le tendenze demografiche sono meno favorevoli e la concorrenza nelle categorie premium è più affollata. I produttori locali hanno migliorato confezionamento, marketing e qualità nei segmenti di fascia più alta, mentre i gruppi internazionali stanno lottando per crescere in un mercato ancora enorme ma non più semplice.

Questo rende la performance relativa ancora più importante. L’aumento di quasi il 30% di Heineken, pur partendo da una base più piccola, suggerisce che posizionamento del marchio e percorso di commercializzazione stanno facendo la differenza. L’ampia presenza di China Resources Beer nel retail e nella distribuzione potrebbe aiutare Heineken a raggiungere più punti vendita e più città in un momento in cui accesso ed esecuzione contano quanto il sentiment generale dei consumatori. Anche l’immagine premium e internazionale dell’azienda potrebbe trovare riscontro tra i consumatori che continuano a spendere in categorie selezionate pur riducendo altrove.

Resta comunque probabile che analisti e investitori trattino i dati con cautela. Senza dati sui volumi assoluti, non è possibile sapere quanto grande sia stato l’aumento in termini fisici. Un forte progresso percentuale può riflettere una base relativamente modesta. Anche il confronto con Budweiser APAC è imperfetto perché le due società non hanno la stessa composizione di marchi, la stessa esposizione ai canali o la stessa scala in Cina. L’attività di Budweiser APAC in Cina copre una gamma più ampia di etichette e canali di vendita, quindi il suo calo non può essere letto semplicemente come l’immagine speculare della crescita di Heineken.

Ciò che i numeri mostrano è che il mercato cinese della birra premium si sta frammentando in modo più visibile. Invece di vedere tutti i marchi globali salire o scendere insieme, alcuni stanno ancora trovando spazio per crescere attraverso partnership mirate, distribuzione selettiva e un posizionamento più incisivo. Il risultato del primo semestre di Heineken aggiunge un tassello a questo quadro e offre all’azienda un argomento più forte per sostenere che la sua strategia in Cina, costruita attorno a China Resources Beer e a un portafoglio mirato in stile importato, sta prendendo slancio anche mentre il mercato della birra più ampio e il canale della nightlife restano deboli.