La cantina portoghese Malápio premiata per lo sviluppo sostenibile ai Luso-French Trophies 2026
La giuria premia i vini a basso intervento di Bairrada, la fermentazione in recipienti di argilla e il recupero di antiche tecniche locali
martedì 20 ottobre 2026

Adega Centenária Malápio, cantina della regione portoghese di Bairrada, ha ricevuto un riconoscimento nella categoria Sviluppo sostenibile ai Luso-French Trophies 2026, un programma di premi per le imprese organizzato dalla Camera di Commercio e Industria Portoghese-Francese, nota con la sigla portoghese CCILF.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, il premio è stato consegnato il 13 ottobre durante la serata di gala della Camera di commercio al SUD Lisboa, a Lisbona. Il riconoscimento premia l’impegno di Malápio nella produzione di vini a basso intervento e nella capacità di coniugare pratiche ambientali e recupero di antiche tecniche locali di vinificazione.
Malápio opera ad Aguada de Baixo, nel comune di Águeda, e ha costruito la propria identità sull’uso di recipienti di argilla centenari per la fermentazione. La cantina afferma di produrre vini naturali nella regione di Bairrada senza additivi chimici e senza ricorrere a tecnologie altamente interventiste, inserendo il proprio modello d’impresa in una più ampia strategia di sostenibilità che comprende pratiche circolari e la tutela dell’ecosistema locale.
Il progetto è stato fondato da Romeu Martins, che spiega di aver creato la cantina anche per rendere omaggio alla memoria e al mestiere del nonno Aristides, ceramista della regione. Questo legame familiare è al centro della comunicazione pubblica dell’azienda. Malápio dichiara che il vigneto si estende per circa un ettaro e segue un antico modello di coltivazione mista, con diverse varietà di uve autoctone che crescono insieme, uno stile che la cantina fa risalire al Medioevo. Le uve vengono vendemmiate a mano e fermentate in recipienti di argilla sigillati con cera d’api e resina di pino.
In una dichiarazione, Martins ha affermato che il premio rispecchia una concezione della sostenibilità che guarda non solo alle nuove tecnologie, ma anche alle pratiche ereditate dal passato. Ha spiegato che l’approccio della cantina prevede la conservazione delle pareti originali in adobe della cantina, il lavoro con i suoli argillosi della zona e interventi minimi durante la vinificazione. Ha presentato questo modello come una risposta alle pressioni ambientali e alla più ampia sfida del cambiamento climatico.
I Luso-French Trophies giungono quest’anno alla 32ª edizione. I premi intendono valorizzare l’attività imprenditoriale e i rapporti economici tra Portogallo e Francia. Secondo le informazioni diffuse sull’evento, la categoria Sviluppo sostenibile è dedicata ai progetti che riducono l’impatto ambientale, promuovono la biodiversità e generano benefici socioeconomici duraturi nelle comunità in cui operano.
Per Malápio, il premio contribuisce inoltre a richiamare l’attenzione su un tipo di produzione vinicola ancora poco diffuso a Bairrada. La regione è conosciuta soprattutto a livello internazionale per gli spumanti e i rossi ottenuti da uve Baga, ma i piccoli produttori suscitano un interesse crescente puntando sui metodi tradizionali, sulle varietà locali e su pratiche agricole e di cantina a basso intervento. Malápio si inserisce in questo movimento, ponendo particolare enfasi sulla fermentazione in recipienti di argilla e sulla continuità storica del luogo e dei materiali utilizzati.
L’azienda afferma inoltre di aver ampliato la propria attività oltre la produzione di vino, proponendo 31 esperienze per i visitatori a Bairrada, incentrate sul contatto con il paesaggio e sull’integrazione con l’ambiente circostante. La cantina presenta questa attività come un’ulteriore estensione del proprio modello di sostenibilità, che combina attività agricola, patrimonio locale e turismo rurale, mentre i piccoli produttori di tutto il Portogallo cercano nuove fonti di reddito e rapporti più diretti con i consumatori.
Il premio arriva mentre le dichiarazioni di sostenibilità nel settore del vino sono sottoposte a un esame sempre più attento da parte di acquirenti, operatori turistici e associazioni di settore. In questo contesto, riconoscimenti come quello assegnato dalla CCILF possono avere valore sul piano del marketing, ma spingono anche i produttori a dimostrare che gli impegni ambientali vanno oltre il marchio. Nel caso di Malápio, la comunicazione pubblica dell’azienda si fonda sulle pratiche in vigneto, sull’uso dei tradizionali recipienti di argilla per la fermentazione, sulla conservazione della cantina storica e sulle dimensioni ridotte della produzione ad Águeda.