A settembre i prezzi del vino negli Stati Uniti divergono: bottiglie in negozio più economiche dello 0,7% rispetto a un anno prima

Secondo il Bureau of Labor Statistics, a settembre il vino acquistato in ristoranti e bar costava ancora l’1,8% in più rispetto al 2025.

giovedì 15 ottobre 2026

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A settembre i prezzi del vino negli Stati Uniti divergono: bottiglie in negozio più economiche dello 0,7% rispetto a un anno prima

A settembre i prezzi del vino venduto nei negozi degli Stati Uniti erano inferiori dello 0,7% rispetto a un anno prima, mentre il vino consumato fuori casa costava l’1,8% in più, secondo i dati dell’indice dei prezzi al consumo pubblicati dal Bureau of Labor Statistics.

A settembre la differenza tra i due canali era di 2,5 punti percentuali: i dati mostrano che l’andamento dei prezzi del vino continuava a divergere a seconda del luogo in cui i consumatori lo acquistavano. I dati del BLS riguardano il mercato statunitense e confrontano settembre 2026 con settembre 2025.

Per le famiglie che acquistano vino al dettaglio, il calo annuo significa che i prezzi nei negozi sono rimasti inferiori ai livelli di un anno prima, nonostante l’aumento mensile registrato a settembre. Il BLS ha riferito che l’indice del vino destinato al consumo domestico è salito dello 0,4% rispetto ad agosto, su base non destagionalizzata. Su base destagionalizzata, lo stesso indice è sceso dello 0,2% a settembre, dopo essere rimasto invariato ad agosto.

Questo andamento mensile è rilevante perché segnala un lieve rafforzamento a breve termine dei prezzi nei negozi, insufficiente però a cancellare il calo più ampio su base annua. Il dato annuale resta negativo e indica che il livello medio dei prezzi del vino acquistato per il consumo domestico era ancora inferiore a quello di un anno prima.

Per il vino consumato fuori casa, una categoria che comprende gli acquisti in luoghi come ristoranti e bar, l’andamento è stato diverso. L’indice è rimasto invariato rispetto ad agosto su base non destagionalizzata, ma era superiore dell’1,8% rispetto a settembre dello scorso anno. In altre parole, a settembre i prezzi fuori casa non sono aumentati su base mensile, ma sono rimasti sopra i livelli di un anno prima.

La divergenza tra i due dati mette in luce le diverse pressioni sui prezzi che possono interessare gli scaffali dei negozi e le attività di ristorazione. I prezzi del vino nei negozi risentono di fattori quali i costi all’ingrosso, la concorrenza tra rivenditori, le promozioni e la composizione dell’offerta. Il vino venduto fuori casa è influenzato non solo dal costo della bevanda, ma anche dalle più ampie spese operative di ristoranti e altri locali, tra cui il lavoro, gli affitti e i costi legati al servizio. I dati del CPI non analizzano nel dettaglio questi fattori, ma mostrano che i prezzi finali pagati dai consumatori hanno seguito andamenti diversi nei due contesti.

I dati provengono dalla pubblicazione del CPI del BLS relativa a settembre, diffusa il 14 ottobre, e dalla tabella 2 dell’agenzia. Il Bureau è l’ente federale di statistica che elabora l’indice dei prezzi al consumo, una delle principali misure dell’inflazione negli Stati Uniti. Il CPI monitora nel tempo le variazioni dei prezzi pagati dai consumatori per un’ampia gamma di beni e servizi.

Per il vino, l’ultimo rapporto offre un’indicazione circoscritta ma chiara. In media, i consumatori che hanno acquistato bottiglie da consumare a casa hanno pagato meno rispetto a un anno prima, mentre chi ha ordinato vino fuori casa ha dovuto sostenere prezzi più elevati rispetto a settembre scorso. La divergenza è persistita anche se, da agosto a settembre, entrambe le categorie hanno registrato variazioni contenute o nulle.

La categoria dei negozi mostra inoltre la differenza tra i dati mensili e quelli annuali. Un aumento dello 0,4% rispetto ad agosto su base non destagionalizzata può indicare una ripresa dei prezzi sugli scaffali, soprattutto dopo i dati più deboli dei mesi precedenti. Tuttavia, poiché il confronto su base annua è ancora pari a -0,7%, l’aumento di settembre non ha invertito il calo complessivo degli ultimi 12 mesi. La diminuzione mensile destagionalizzata dello 0,2% sottolinea come le variazioni di breve periodo possano apparire diverse una volta considerate le consuete dinamiche stagionali.

Il BLS accompagna i dati della categoria del consumo fuori casa con un’ulteriore avvertenza. L’agenzia segnala che la serie sul vino consumato fuori casa si basa su un campione più ridotto. La misura può quindi essere più variabile e va interpretata con cautela, soprattutto quando si osservano variazioni mensili contenute. L’agenzia rileva inoltre che le serie destagionalizzate possono essere riviste con la disponibilità di nuovi dati.

I dati del CPI non misurano quanto vino abbiano acquistato gli statunitensi, con quale frequenza lo abbiano bevuto né se cantine, rivenditori o ristoranti abbiano guadagnato di più o di meno su ogni bottiglia o bicchiere. I dati rilevano i prezzi al consumo, non i volumi di vendita, le abitudini di consumo o i margini di profitto. Il rapporto di settembre contribuisce comunque a delineare in che modo l’inflazione stia incidendo diversamente sulle bevande alcoliche a seconda del canale d’acquisto.

Per i consumatori, l’effetto pratico è semplice: a settembre acquistare vino nei negozi costava in media leggermente meno rispetto a un anno prima, mentre bere vino fuori casa era più caro. Per le imprese, i dati suggeriscono che nell’arco dei 12 mesi i prezzi al dettaglio hanno subito pressioni maggiori rispetto a quelli applicati da ristoranti e locali simili.

I dati di settembre rientrano inoltre in una dinamica spesso osservata nelle statistiche sull’inflazione dei consumi: gli alimenti e le bevande acquistati per il consumo domestico possono avere un andamento diverso da quelli consumati nell’ambito di un servizio. In un ristorante o in un bar, il prezzo finale riflette più del solo prodotto. Questo aiuta a spiegare perché l’indice del vino consumato fuori casa possa continuare a salire anche quando quello del vino venduto al dettaglio è in calo.

La pubblicazione del BLS non riporta i prezzi delle bottiglie né le variazioni in dollari per queste categorie di vino. Indica soltanto le variazioni percentuali degli indici. A settembre, l’andamento degli indici ha lasciato i prezzi del vino negli Stati Uniti divisi tra un mercato al dettaglio ancora sotto il livello dello scorso anno e un mercato fuori casa che è rimasto sopra tale livello.

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