Merano WineFestival premia i primi vini Platinum da 100/100

Le bottiglie sono state presentate a Roma insieme al progetto di un osservatorio, previsto per il 2027, sulla produzione, le vendite, i consumi e la percezione del vino.

giovedì 8 ottobre 2026

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Merano WineFestival premia i primi vini Platinum da 100/100

Mercoledì gli organizzatori hanno presentato a Roma il programma della 35ª edizione del Merano WineFestival e hanno colto l’occasione per annunciare due importanti novità per il settore vitivinicolo italiano: i primi quattro vincitori del WineHunter Award Platinum a ottenere il punteggio massimo di 100/100 e la nascita, prevista per il 2027, del Merano Wine Observatory, che monitorerà l’evoluzione di lungo periodo della produzione e dei consumi di vino.

Il festival si svolgerà dal 6 al 10 novembre al Kurhaus di Merano, in Alto Adige. Il programma è stato presentato al Senato, nella Sala Caduti di Nassirya, durante un evento promosso dal vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e moderato dal giornalista Andrea Radic, coordinatore della commissione d’assaggio.

I primi quattro vini della storia dei WineHunter Award a ottenere il punteggio Platinum di 100/100 sono il Perlé Ferrari Trento DOC 2002 di Ferrari Trento, dal Trentino; l’Alto Adige Terlano DOC Rarity 2013 di Cantina Terlano, dall’Alto Adige; la Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 di Azienda Vinicola Attilio Contini, dalla Sardegna; e il Vin Santo di Montepulciano DOC “Occhio di Pernice” 2012 di Avignonesi, dalla Toscana. Gli organizzatori hanno comunicato che l’elenco completo dei 101 vincitori del WineHunter Award Platinum nelle categorie vino, cibo e spirits è stato pubblicato online.

Helmuth Köcher, fondatore del Merano WineFestival e ideatore della selezione The WineHunter, ha spiegato che la manifestazione vuole rispondere a un mercato in cambiamento non solo nei gusti, ma anche nella struttura. Secondo gli organizzatori, il Merano Wine Observatory, la cui attività è prevista tutto l’anno a partire dal 2027, si concentrerà su come il vino potrebbe essere prodotto, venduto, consumato e percepito nei prossimi decenni. Köcher ha dichiarato che il progetto analizzerà dati, comportamenti dei consumatori ed esperienze del settore, con un’attenzione particolare alle tendenze globali.

Durante l’evento al Senato, Köcher ha indicato alcuni ambiti che, a suo avviso, stanno assumendo un’importanza crescente sul mercato: il consumo attento alla salute, i prodotti a bassa o nulla gradazione alcolica, la sostenibilità e il rapporto tra vino e alta ristorazione. Questi temi trovano spazio nel programma del festival 2026, che prevede aree dedicate ai prodotti low e no alcohol, ai vini biologici e biodinamici, ai vini naturali e ai vitigni PIWI, oltre a incontri sulla ricerca scientifica in viticoltura ed enologia.

Centinaio ha affermato che il festival è diventato un importante punto d’incontro per il settore e una vetrina della qualità italiana. Tra gli altri relatori figuravano la sindaca di Merano Katharina Zeller; Maria Chiara Gadda, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera; Silvia Fregolent, vicepresidente della 9ª Commissione del Senato; Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE; Diana Lenzi di Coldiretti; e Luigi D’Eramo, sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

Diversi relatori hanno colto l’occasione per inquadrare il settore vitivinicolo in una prospettiva economica e politica più ampia. Gadda ha detto che il comparto deve fare i conti con il cambiamento climatico, l’evoluzione dei modelli produttivi e le pressioni commerciali. Zoppas ha dichiarato che ICE ha raddoppiato il numero di delegazioni in arrivo legate all’evento, nell’ambito di un’iniziativa volta a favorire i contatti tra produttori e acquirenti, importatori e distributori esteri. Lenzi ha definito il vino una risorsa agricola ed economica centrale per l’Italia e ha citato 241.000 imprese, 681.000 ettari coltivati e un valore stimato di 11 miliardi di euro legato ai sistemi di produzione DOP e IGP. Fregolent ha indicato una produzione nazionale di 47,3 milioni di ettolitri, 14 miliardi di euro di fatturato e 7,8 miliardi di esportazioni.

Il festival, della durata di cinque giorni, si aprirà il 6 novembre con una cerimonia internazionale e un brindisi in diretta streaming collegato a Tokyo, dove si terrà contemporaneamente la prima edizione del Merano WineFestival Japan. La giornata sarà dedicata anche a TasteTerroir - bio&dynamica, un format incentrato sui vini biologici, biodinamici e naturali e sui produttori che lavorano con vitigni PIWI. Gli organizzatori hanno annunciato che la giornata inaugurale darà spazio anche alla viticoltura sostenibile, alla vinificazione in anfora, all’affinamento subacqueo e a una selezione di Riesling.

Tra i principali appuntamenti aperti al pubblico della prima giornata ci sarà la cerimonia di premiazione del WineHunter Award Platinum, in programma alle 16:30 al Teatro Puccini, durante la quale saranno assegnati anche cinque speciali Honor Award e conferiti riconoscimenti a importanti enologi italiani selezionati per il percorso Cult Oenologist. Per questa sezione, gli organizzatori hanno annunciato i nomi di Franco Bernabei, Carlo Ferrini, Luca D’Attoma, Riccardo Cotarella, Alessandro Cellai, Gianni Menotti, Paolo Caciorgna, Paolo Vagaggini e Gabriele Gadenz.

La sera del 6 novembre il programma del festival prevede una cena di gala al Kurhaus, organizzata in collaborazione con Teritoria, una rete di strutture ricettive e ristoranti in Europa. Secondo gli organizzatori, alla cena parteciperanno chef provenienti da diverse regioni italiane. Nel corso dell’evento saranno inoltre assegnati i cinque WineHunter Stars 2026. Gli organizzatori hanno indicato come destinatari l’enologo Roberto Cipresso, il maître-sommelier Beppe Palmieri dell’Osteria Francescana, il conduttore televisivo Giuseppe “Peppone” Calabrese, Filippo Felluga, che riceverà il Wine Artist Star alla memoria di Livio Felluga, e la Master of Wine Cristina Mercuri per la comunicazione.

Dal 7 al 9 novembre, il Kurhaus ospiterà il programma principale di degustazioni. Secondo gli organizzatori, Wine Italia riunirà oltre 350 cantine, mentre Wine International vedrà la partecipazione di più di 100 produttori provenienti da 12 Paesi, tra cui Libano, Moldavia, Georgia, Azerbaigian, Brasile, Argentina e Sudafrica. Nell’area WineHunter saranno servite oltre 120 etichette selezionate, con il supporto dei sommelier FISAR Alto Adige. Gli organizzatori hanno inoltre annunciato il debutto della selezione “Next Platinum” e la presenza di etichette che hanno ottenuto la Gold Grand Medal al Mondial des Vins Extrêmes, concorso dedicato alla viticoltura di montagna e di forte pendenza.

La GourmetArena, aperta dal 6 al 9 novembre, ospiterà circa 150 aziende, che presenteranno prodotti alimentari, birre e spirits provenienti da tutta Italia. Secondo gli organizzatori, l’area sarà sede anche di dimostrazioni di cucina, abbinamenti, della zona no-low alcohol e della WineHunter Rosé Selection. L’Hotel Terme Merano ospiterà degustazioni guidate e presentazioni di libri nell’ambito delle WineHunter Masterclasses.

Il festival prevede anche un programma dedicato ai contatti commerciali. Gli organizzatori hanno dichiarato che il networking B2B sarà potenziato attraverso il WH Buyers’ Club e l’ICE Buyers Area, mentre gli eventi aperti al pubblico legati al Fuori Salone si svolgeranno lungo Corso Libertà a Merano. La giornata conclusiva, il 10 novembre, sarà dedicata agli spumanti con il format “Catwalk Champagne&more”, accompagnati da prodotti come caviale e ostriche. Quel giorno si terrà anche la cerimonia di premiazione della selezione Nord del concorso EmergenteSala.

Sostenibilità e ricerca continueranno ad avere un ruolo di primo piano nella manifestazione. Gli organizzatori hanno annunciato il ritorno del summit “Breath and Cry of the Earth”, la mattina del 6 novembre al Teatro Puccini, in collaborazione con la International Viticulture & Enology Society, Connected Reality e ForTeam. Il programma dovrebbe includere presentazioni di ricerche da parte di accademici e specialisti di viticoltura ed enologia, tra cui partecipanti dell’Università di Trento, dell’Università di Verona e della Libera Università di Bolzano.

Il programma culturale comprenderà incontri e presentazioni di libri su parità di genere nel settore vitivinicolo, imprese familiari, leadership femminile e storia del vino nelle diverse regioni. Gli organizzatori hanno annunciato che Laura Donadoni presenterà il progetto europeo “Grapes of Change”; altri appuntamenti vedranno la partecipazione di Camilla Lunelli, Chiara Giorleo, Mario Vacca, Olga Sofia Schiaffino e della giornalista e sommelier Antonella Amodio.

Il festival riproporrà anche uno strumento digitale per consentire ai visitatori di acquistare le bottiglie degustate agli stand dei produttori. Secondo gli organizzatori, il sistema, sviluppato con la piattaforma Most’, permette di scansionare un codice QR allo stand, aggiungere i prodotti al carrello e completare un unico acquisto con spedizione al termine della giornata.

Secondo i dati diffusi a Roma, l’edizione di quest’anno dovrebbe coinvolgere 810 aziende e offrire oltre 2.600 prodotti in degustazione. Gli organizzatori hanno inoltre citato la partecipazione di più di 100 produttori internazionali da 12 Paesi, 126 etichette nell’area WineHunter e 150 espositori nella GourmetArena. I biglietti e gli accrediti professionali sono già disponibili sul sito del festival.

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