Un progetto spagnolo sperimenta un robot quadrupede nei vigneti

Secondo gli sviluppatori, sensori e intelligenza artificiale potrebbero trasformare le ispezioni più onerose in dati standardizzati per anticipare le previsioni di resa.

lunedì 5 ottobre 2026

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Un progetto spagnolo sperimenta un robot quadrupede nei vigneti

Un progetto spagnolo di tecnologia agricola sta sperimentando un robot quadrupede dotato di sensori e intelligenza artificiale per monitorare vigneti e colture da frutto, con l’obiettivo di trasformare i controlli sul campo, ad alta intensità di manodopera, in dati standardizzati che i produttori possano usare per prendere decisioni più rapidamente.

Il progetto, denominato AGRHOUND, coinvolge il Centro Tecnológico Nacional Agroalimentario de Extremadura (CTAEX), con sede a Badajoz. Secondo il CTAEX, l’obiettivo è sviluppare e validare un sistema robotico a quattro zampe per colture ad alto valore, nell’ambito di quella che il gruppo definisce Agricoltura 5.0: un approccio che combina sensori sul campo ed elaborazione intelligente dei dati per supportare processi decisionali autonomi.

La macchina è progettata per muoversi in condizioni che possono risultare difficili per i mezzi su ruote, tra cui filari irregolari, pendenze lievi e vegetazione fitta. Le telecamere e gli altri sensori montati sul robot raccolgono informazioni ravvicinate mentre avanza tra le colture. I dati vengono poi elaborati con modelli di intelligenza artificiale, in fase di addestramento per rilevare schemi legati alla crescita, al vigore e alle condizioni fisiologiche delle piante.

Uno degli obiettivi principali è stimare la resa. Nei vigneti e nei frutteti, previsioni di questo tipo possono aiutare i produttori a pianificare la manodopera, i tempi di vendemmia e le vendite del raccolto prima dell’inizio della raccolta. I partecipanti al progetto sottolineano che il robot non è destinato a sostituire agricoltori o agronomi. Il suo scopo è fornire osservazioni più frequenti e coerenti, così che le squadre sul campo possano individuare le aree da ispezionare più attentamente ed evitare di prendere decisioni per un intero appezzamento sulla base di campionamenti limitati.

Le prime verifiche sul campo sono già iniziate in condizioni di coltivazione commerciali. Secondo la descrizione del progetto, uno dei siti di prova è un vigneto nella regione vinicola della Ribera del Duero, mentre un altro è un’azienda di coltivazione di more a Huelva, che opera sotto un macrotunnel, una struttura di protezione sufficientemente alta da consentire ai lavoratori di muoversi al suo interno in piedi. L’impiego di due colture molto diverse mira a verificare se il sistema possa adattarsi a differenti disposizioni degli impianti, condizioni del suolo e pratiche di gestione colturale.

I dati raccolti nei siti di prova vengono utilizzati per addestrare l’intelligenza artificiale, affinché distingua meglio foglie, frutti e rami in condizioni di luce variabili, tra diverse varietà e nelle varie fasi di maturazione. Il progetto sta inoltre lavorando a sistemi di navigazione e guida che dovrebbero rendere il robot più autonomo, permettendogli di individuare da solo le aree di interesse, avvicinarsi alle piante e svolgere attività come ispezioni visive o raccolta di campioni.

Per i produttori, il principale vantaggio di un sistema di questo tipo è la ripetibilità. Un robot può seguire lo stesso percorso e registrare le misurazioni applicando ogni volta gli stessi criteri, facilitando il confronto dei cambiamenti di un appezzamento da una settimana all’altra. Potrebbe inoltre ridurre parte dello sforzo fisico e del tempo necessari per percorrere a piedi, filare dopo filare, grandi superfici coltivate e ispezionare manualmente viti o frutti.

Il progetto si inserisce in un più ampio impegno, in Europa e in Spagna, per introdurre robotica, visione artificiale e sistemi a sensori in agricoltura. Iniziative analoghe sono state sperimentate negli oliveti e nei vigneti, compresi progetti che utilizzano LiDAR, immagini satellitari e sensori non invasivi per misurare il terreno, stimare la produzione di uva o monitorare lo stato idrico delle viti. Sono state sviluppate anche altre piattaforme autonome per il diserbo di precisione, compresi sistemi laser pensati per ridurre l’uso di erbicidi.

L’interesse pratico per l’uso nei vigneti è particolarmente evidente per il settore delle bevande, in cui viticoltori e cantine dipendono da previsioni affidabili del raccolto e da informazioni tempestive sul campo. Se sistemi come AGRHOUND si dimostreranno accurati e convenienti, potrebbero rafforzare la viticoltura di precisione, aiutando i produttori a monitorare la salute delle viti, stimare prima le rese e indirizzare con maggiore precisione l’irrigazione e altri interventi. Ciò potrebbe, a sua volta, favorire la pianificazione lungo la filiera del vino, dal fabbisogno di manodopera in vigneto alle decisioni sulla gestione dell’uva in arrivo in cantina.

Per il momento, AGRHOUND è ancora in fase di validazione. Gli sviluppatori devono ancora dimostrare che il robot possa funzionare in modo affidabile al di fuori delle dimostrazioni controllate e nelle condizioni quotidiane delle aziende agricole. La durata della batteria, la manutenzione sul campo, la connettività nelle aree rurali e le prestazioni nel fango, sui pendii o tra la vegetazione fitta sono tra i fattori che determineranno l’eventuale adozione della tecnologia per l’uso corrente da parte dei produttori. Mentre i test proseguono, il progetto continua ad addestrare i propri algoritmi con dati reali provenienti da vigneti e colture da frutto.

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