La birra supera il vino in Francia

I consumatori più giovani e l’aumento dei costi portano il consumo di vino al livello più basso dal 1957

18-05-2026

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La birra supera il vino in Francia

La Francia ha raggiunto una svolta nelle proprie abitudini di consumo, con la birra che per la prima volta ha superato il vino, mentre i consumatori più giovani riducono il consumo del tradizionale vino da tavola e si orientano verso alternative più economiche.

Il cambiamento arriva mentre il costo della vita continua a pesare sui bilanci delle famiglie e mentre le abitudini di consumo evolvono in un Paese da sempre identificato con il vino. Secondo i dati dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino, OIV, citati da The Independent, in Francia lo scorso anno sono stati consumati 22 milioni di ettolitri di vino, leggermente meno dei 22,1 milioni di ettolitri di birra rilevati da Brewers of France. È la prima volta che la birra supera il vino nel mercato francese.

Il calo del consumo di vino è stato costante. I dati per il 2025 mostrano una flessione del 3,2% rispetto all’anno precedente e un calo del 7,2% rispetto alla media quinquennale in Francia, a conferma di un rallentamento più ampio in uno dei principali Paesi consumatori di vino al mondo. Secondo il rapporto, il consumo di vino in Francia è ora al livello più basso dal 1957.

Gli esperti del settore affermano che le ragioni vanno oltre il solo prezzo. I mercati maturi del vino sono sotto pressione per le difficili condizioni economiche, mentre le tensioni commerciali globali, compresi i dazi statunitensi, hanno aggiunto ulteriore pressione su produttori ed esportatori. Allo stesso tempo, stanno cambiando anche le abitudini sociali. I consumatori più giovani sono meno legati alla struttura tradizionale dei pasti che un tempo sosteneva il consumo quotidiano di vino in Francia.

La birra ha retto meglio perché spesso costa meno ed è più strettamente associata ai momenti di consumo informale. Anche la birra analcolica ha guadagnato terreno, con un aumento del 12% lo scorso anno, a indicare che nella trasformazione è entrata anche una maggiore attenzione alla moderazione.

Per il settore vinicolo francese, questo cambiamento impone una risposta. I produttori guardano sempre più al turismo, alla sostenibilità e ai vini a basso tenore alcolico come strumenti per restare rilevanti agli occhi dei consumatori più giovani e adattarsi a un mercato che non si comporta più come un tempo.

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