18-05-2026

Folonari sta investendo 7 milioni di euro in una nuova cantina a Tenuta del Cabreo, sulle colline di Montefioralle, a pochi chilometri da Greve in Chianti, in una mossa che sottolinea come l’enoturismo sia diventato centrale nella strategia commerciale di una delle storiche famiglie del vino toscane. Il progetto, presentato nel cuore del Chianti Classico, arriva mentre l’azienda cerca di rafforzare sia la produzione sia l’ospitalità in un momento in cui le vendite di vino sono sotto pressione in diversi mercati e i produttori cercano nuovi modi per raggiungere i consumatori.
Il nuovo impianto fa parte di quello che la famiglia definisce il “mondo Cabreo”, un progetto per costruire un’esperienza unica attorno a vino, cucina e ospitalità. L’investimento è significativo per un’azienda con ricavi annui di circa 11 milioni di euro e riflette un più ampio spostamento del settore verso i vini di pregio e l’ospitalità legata alle destinazioni. Giovanni Folonari, ottava generazione della famiglia nel vino, ha detto che l’azienda vuole raccontare la storia di un intero territorio e non soltanto di una bottiglia. Ha aggiunto che i consumatori moderni vogliono più dell’eleganza nel bicchiere: cercano identità, origine e storia familiare.
Il gruppo Folonari oggi si concentra su vini legati al territorio e prodotti interamente nelle proprie tenute, dalla vigna alla cantina. Il portafoglio comprende cinque proprietà: Nozzole e Cabreo nel Chianti Classico, Torcavolto a Montepulciano, Campo al Mare a Bolgheri, La Fuga a Montalcino e Vigne a Porrona in Maremma. Insieme coprono oltre 210 ettari di vigneti. L’azienda ha inoltre mantenuto il Sangiovese al centro del proprio lavoro, soprattutto a Nozzole, dove produce vini Annata, Riserva e Gran Selezione da questo vitigno.
La nuova cantina Cabreo è stata progettata dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti ed è suddivisa in tre aree principali: vinificazione, affinamento in botte e degustazione. La sala di vinificazione utilizza vasche in acciaio inox alimentate per gravità e con dettagli color bronzo pensati per rendere più raffinato l’ambiente di lavoro dal punto di vista estetico. La cantina ospita oltre 300 contenitori in rovere, tra tonneaux, barrique e botti grandi, oltre a vasche in acciaio inox per fermentazione e stoccaggio con una capacità totale di 4.500 ettolitri. Le vasche sovrapposte consentono di tenere separati i singoli cru durante la produzione.
Anche la tecnologia ha un ruolo più rilevante nel nuovo edificio. La cantina include un selezionatore ottico che esamina singolarmente ogni acino d’uva prima della fermentazione. Il progetto comprende inoltre un archivio delle annate storiche dedicato ai vini Super Tuscan prodotti a Cabreo. I vertici aziendali hanno spiegato che l’obiettivo è creare un sistema integrato di ospitalità che colleghi produzione, pernottamento e ristorazione.
Davide Profeti, diventato amministratore delegato di Tenute Folonari alla fine di aprile, ha detto che la famiglia ha compiuto un importante sforzo finanziario per costruire quello che ha definito un vero ecosistema Cabreo. Ne fanno parte due relais boutique già esistenti, Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo, oltre a un ristorante che reinterpreta la cucina tradizionale toscana. Con l’apertura della nuova cantina, i visitatori possono ora attraversare tutte le componenti del progetto come parte di un’unica esperienza radicata nel paesaggio attorno a Greve in Chianti.
L’azienda punta anche sul fatto che l’ospitalità di lusso possa attirare viaggiatori desiderosi di lasciare alle spalle centri urbani affollati come Firenze, che dista circa 30 minuti in auto. Giovanni Folonari ha detto che molti visitatori vogliono trascorrere del tempo in campagna dopo aver visitato i luoghi simbolo delle città e cercano tranquillità tra vigneti e colline verdi. Ha aggiunto che, in un contesto macroeconomico difficile segnato da dazi, conflitti e dibattito pubblico sul consumo di alcol, investire ora è una scelta deliberatamente controcorrente.
All’inaugurazione, il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, ha conferito la cittadinanza onoraria ad Ambrogio Folonari, che fondò il capitolo moderno dell’azienda dopo aver acquistato una tenuta lì nel 1967. Folonari ha detto di essere arrivato da Brescia da giovane e di aver visto l’area evolversi nel corso dei decenni. Ha aggiunto che lo scopo della nuova cantina è prima di tutto la qualità.
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