Le esportazioni agroalimentari italiane toccano il record di 72,5 miliardi di euro

A Tuttofood i vertici hanno sottolineato che il settore agroalimentare resta un pilastro dell’economia nonostante dazi e turbolenze globali

11-05-2026

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A Tuttofood, la fiera del food & beverage inaugurata lunedì a Fiera Milano Rho e in programma fino al 14 maggio, il comparto agricolo e alimentare italiano è stato presentato come uno dei motori economici più solidi del Paese, con esportazioni oltre i 70 miliardi di euro e un valore della filiera più ampia stimato da Coldiretti in 707 miliardi di euro. Il messaggio arrivato da ministri, organizzatori della fiera e responsabili dell’export è stato unanime: il settore resta centrale per l’economia italiana, ma la sua crescita dipende da un coordinamento più stretto tra imprese, reti di settore, istituzioni e fiere.

L’appuntamento arriva in un momento in cui il mercato alimentare sta cambiando rapidamente, tra nuovi trend di consumo, pressioni sulle catene di approvvigionamento e una concorrenza crescente sui mercati esteri. Il debutto ufficiale del Food Manifesto, presentato a marzo, ha fatto parte di questo confronto. Il documento intende definire le priorità di un comparto diventato un simbolo chiave del made in Italy e una grande fonte di occupazione, investimenti ed export.

In un messaggio scritto inviato alla fiera, Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha affermato che l’agroalimentare resta uno dei cinque principali pilastri dell’eccellenza italiana ed è riconosciuto all’estero per qualità, identità e innovazione. Ha richiamato diversi indicatori di forza: esportazioni oltre i 70 miliardi di euro, leadership europea nel valore aggiunto agricolo e primato mondiale nei prodotti a denominazione protetta. Ha detto che sono circa 900 i prodotti certificati che insieme generano oltre 20 miliardi di euro di valore e più di 12 miliardi di euro di export. Ha citato anche il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Urso ha detto che il sistema fieristico è particolarmente importante per le imprese più piccole che vogliono entrare in nuovi mercati. Ha richiamato l’accordo tra Aefi, l’associazione delle fiere italiane, e It-Ex come esempio di come le fiere possano servire la politica industriale. Ha inoltre affermato che il governo sostiene innovazione, sicurezza degli approvvigionamenti ed espansione all’estero attraverso il piano Transizione 5.0, pensato per aiutare le imprese con investimenti digitali e green.

Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ha detto che difendere la ricchezza dell’Europa e dell’Italia significa tutelare un patrimonio agroalimentare che è insieme culturale ed economico. Ha osservato che le indicazioni geografiche protette sono un segnale concreto di sostenibilità ambientale, tutela della biodiversità e modello produttivo autentico che potrebbe trovarsi in difficoltà senza tutele più forti in un mercato globale più competitivo. Lollobrigida ha definito Tuttofood una vetrina internazionale in cui si incontrano produttori, trasformatori, distributori e buyer esteri. Ha detto che contribuisce a promuovere l’export e a creare nuove opportunità di business.

La fiera stessa riflette una partnership tra Fiera di Parma e Fiera Milano. Parma porta con sé decenni di esperienza maturata con Cibus, mentre Milano offre respiro internazionale, relazioni d’affari e logistica. Franco Mosconi, presidente di Fiere di Parma, ha detto che costruire una piattaforma internazionale per le aziende del food & beverage è insieme un onore e una responsabilità. Ha descritto l’asse Parma-Milano-Colonia come un collegamento tra due delle aree manifatturiere più importanti dell’Unione europea attraverso la cooperazione tra attori pubblici e privati.

Carlo Bonomi, presidente di Fiera Milano, ha detto che in un’economia globale segnata da instabilità geopolitica e mercati frammentati le imprese hanno bisogno di piattaforme internazionali capaci di sostenere crescita ed espansione all’estero. Ha affermato che Tuttofood 2026 è diventata un punto di riferimento globale per l’agroalimentare e il made in Italy perché favorisce innovazione, relazioni e nuove opportunità sui mercati esteri.

L’evento si innesta anche su una partnership consolidata tra Parma e Koelnmesse, organizzatore di Anuga a Colonia, una delle maggiori fiere alimentari al mondo. Un altro partner chiave è Ice-Agenzia, l’agenzia italiana per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese, che si occupa degli incoming buyer dall’estero. Matteo Zoppas, presidente di Ice-Agenzia, ha detto che il 2025 ha confermato la forza strutturale dell’export agroalimentare italiano anche in mezzo a tensioni geopolitiche e incertezza. Ha aggiunto che le esportazioni sono cresciute del 5% rispetto all’anno precedente raggiungendo il record di 72,5 miliardi di euro.

Zoppas ha detto che il riconoscimento UNESCO della cucina italiana ha rafforzato l’immagine del settore all’estero e funziona come soft power per il made in Italy. Ma ha anche richiamato alcune criticità. Il conflitto in Medio Oriente ha inciso sui costi energetici e sui prezzi delle materie prime. Anche i dazi statunitensi hanno avuto un impatto: le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 21,9% nei primi due mesi del 2026.

Ha detto che il governo sta cercando di aprire nuovi canali commerciali attraverso quella che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito diplomazia della crescita. Ice-Agenzia ha sostenuto nel solo agroalimentare oltre 2.200 aziende italiane nel 2025 e ha portato in Italia più di 2.000 operatori stranieri in missione. A Tuttofood quest’anno Ice ha portato oltre 200 operatori da 36 Paesi, tra cui Arabia Saudita, Brasile, Canada, Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia e Singapore.

Per il 2026 Ice ha programmato 258 iniziative Food & Wine che comprendono progetti di e-commerce, accordi con catene internazionali della distribuzione moderna e partecipazione a fiere in Italia e all’estero. Zoppas ha detto che questi sforzi mirano a sostenere un settore che rappresenta il 15% del prodotto interno lordo italiano.

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