Bakus Robot trasforma i vigneti francesi con l'agricoltura di precisione autonoma

I viticoltori si rivolgono alle macchine dotate di intelligenza artificiale per far fronte alla carenza di manodopera, ridurre le emissioni e adattarsi ai cambiamenti climatici e normativi.

13-03-2026

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Bakus Robot Transforms French Vineyards With Autonomous Precision Farming

Nei vigneti di Quincy, nella regione francese dello Cher, è in corso una silenziosa rivoluzione tecnologica. La tenuta Mellot ha adottato il robot Bakus, una macchina completamente autonoma sviluppata da Vitibot, che ora si muove tra i filari senza conducente. Dotato di sensori e telecamere, Bakus svolge un lavoro preciso e regolare. Catherine Corbeau-Mellot, che gestisce la tenuta, ha inizialmente esitato prima di investire nel robot. Tuttavia, afferma che è diventato rapidamente indispensabile a causa dei cambiamenti climatici e del graduale divieto di utilizzare molti prodotti chimici. Questi fattori hanno costretto i viticoltori a essere più reattivi, con finestre di intervento più brevi nei vigneti. In primavera, quando è necessario svolgere molte attività contemporaneamente, è necessario agire simultaneamente su tutti gli appezzamenti.

L'uso di robot autonomi nei vigneti francesi è in rapida espansione. Aziende come Vitibot di Champagne, Exxact Robotics di Épernay e Naïo Technologies di Tolosa sono leader di questo mercato. Secondo Sébastien Loillieux, vice direttore generale di Vitibot, questo cambiamento è significativo quanto il passaggio dai cavalli ai trattori meccanici all'inizio del XX secolo. Spiega che il vantaggio di Vitibot deriva dall'impiego precoce dei robot e dall'apprendimento diretto da parte dei viticoltori, che ha contribuito a migliorare l'affidabilità. Oggi, circa 200 robot Bakus operano nei vigneti francesi, rendendo Vitibot un leader di mercato. Il costo di un robot Bakus è simile a quello di un trattore di alta qualità, circa 200.000 euro, con un periodo di ammortamento previsto di sette anni. Corbeau-Mellot osserva che i costi di manutenzione sono inferiori a quelli dei trattori idraulici.

A Quincy il Bakus viene utilizzato principalmente per la lavorazione del terreno. Può essere equipaggiato con vari attrezzi, come falciatrici per controllare l'erba tra i filari o grandi lame per diserbare tra le viti. Loillieux sottolinea che c'è stata una forte richiesta di questo tipo di prodotto perché la carenza di manodopera è particolarmente acuta tra gli operatori di trattori. Corbeau-Mellot conferma che trovare manodopera è sempre più difficile e che il loro bisogno di conducenti di trattori è altamente stagionale. Il robot, invece, può funzionare in qualsiasi momento, compresi i fine settimana, con una durata della batteria di dieci ore.

Le preoccupazioni ambientali sono un'altra delle ragioni principali per l'adozione di questi robot. Cédric Moussé, un produttore di Champagne che pratica l'agricoltura biologica e biodinamica, vede il robot completamente elettrico come parte del suo obiettivo di raggiungere zero emissioni di carbonio. Secondo le prime stime, l'utilizzo di questi robot può dimezzare le emissioni di CO2 rispetto ai tradizionali trattori diesel. Moussé sottolinea anche altri vantaggi: i robot sono più precisi dei trattori, causano una minore compattazione del suolo e sono meno costosi dell'assunzione di lavoratori. Aggiunge che una persona appena uscita dalla scuola può imparare a manovrarli in modo sicuro con sole due ore di formazione, mentre per diventare un operatore esperto di trattori occorrono dai due ai tre anni.

Nonostante la loro autonomia, queste macchine richiedono comunque la supervisione umana a causa delle attuali norme di sicurezza. Ogni robot è dotato di rilevatori alimentati dall'intelligenza artificiale sulle ruote anteriori e posteriori per fermarsi in caso di rischio di collisione. In pratica, un operatore deve rimanere nelle vicinanze mentre il robot lavora. Loillieux li descrive come compagni in grado di svolgere un compito mentre l'uomo ne svolge un altro in un altro punto del vigneto.

Ci sono anche sfide logistiche. Affinché i robot siano economicamente vantaggiosi, i vigneti devono essere relativamente grandi, perché per spostarli da un appezzamento all'altro è necessario trasportarli su rimorchi - non possono circolare sulle strade pubbliche - e mappare ogni nuovo appezzamento prima di iniziare il lavoro. Corbeau-Mellot riconosce che il carico, lo scarico, lo spostamento e l'installazione del robot richiedono una pianificazione, ma afferma che nelle tenute più grandi ciò consente reali economie di scala. Loillieux immagina un futuro in cui una sola persona potrebbe supervisionare diversi robot che lavorano simultaneamente su appezzamenti diversi.

I leader del settore ritengono che la viticoltura sia solo all'inizio di una profonda trasformazione guidata dall'automazione e dalla digitalizzazione. Questo cambiamento rappresenta anche una svolta culturale in un settore noto per la valorizzazione della tradizione e delle competenze individuali. Loillieux osserva che l'automazione introduce la standardizzazione in un campo in cui ogni viticoltore è orgoglioso di possedere competenze uniche. Per rispondere a questa preoccupazione, Vitibot si è concentrata sulla possibilità di personalizzazione, in modo che i viticoltori possano incorporare il loro know-how nella programmazione della macchina. Metà del personale di Vitibot lavora nella ricerca e nello sviluppo per continuare a far progredire la tecnologia e adattare gli strumenti ai diversi terroir.

Mentre la produzione vinicola francese affronta nuove pressioni ambientali ed economiche, i robot autonomi stanno ridisegnando sia il lavoro quotidiano che le strategie a lungo termine nei vigneti di tutto il Paese.

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