Il Vaticano lancia un progetto di agricoltura sostenibile a Castel Gandolfo che pone l'accento sull'agroecologia e sull'integrazione sociale

Il Borgo Laudato si' mira a fondere pratiche agricole tradizionali e moderne, offrendo al contempo formazione e opportunità ai migranti e agli sfollati.

30-09-2025

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Vatican Launches Sustainable Farming Project at Castel Gandolfo Emphasizing Agroecology and Social Integration

All'inizio di settembre, il Vaticano ha inaugurato un nuovo progetto agricolo nei giardini di Castel Gandolfo, a circa 20 chilometri da Roma. L'iniziativa, chiamata Borgo Laudato si', è stata lanciata da Papa Leone XIV, succeduto a Papa Francesco all'inizio di quest'anno. Il progetto soddisfa un desiderio di Papa Francesco di creare un "laboratorio vivente" per pratiche agricole ecologiche che mettano le persone al centro della riflessione agricola.

Borgo Laudato si' si estende per circa 50 ettari sui terreni della residenza estiva papale. Il sito è stato progettato per presentare le principali colture della regione mediterranea. Secondo il professor Laurent Torregrosa, direttore del Centro della vite e del vino dell'Institut Agro Montpellier e membro della commissione di esperti di Fructu Vinae, il progetto offrirà un'ampia rappresentazione dell'agricoltura mediterranea. Otto esperti internazionali di viticoltura ed enologia sostengono la realizzazione di questa iniziativa, che trae ispirazione dall'enciclica Laudato si' di Papa Francesco del 2015.

Il Vaticano è impegnato da anni in discussioni sulla stabilità sociale, l'integrazione e la formazione dei migranti e degli sfollati, molti dei quali non hanno un'istruzione agricola formale. Il professor Torregrosa ha spiegato che l'enciclica ha riposizionato l'agricoltura come centrale per la sostenibilità e l'equilibrio della vita. Papa Francesco ritiene che l'intensificazione dell'agricoltura moderna, la riduzione della forza lavoro e la crescente distanza tra produttori e consumatori abbiano portato a trascurare il suo ruolo essenziale. Egli ha sostenuto la necessità di riportare l'agricoltura al centro delle preoccupazioni umane.

Papa Leone XIV ha portato avanti questa visione. Dei terreni destinati alla sperimentazione a Castel Gandolfo, circa quattro ettari saranno dedicati ai vigneti. La vite ha un'importanza simbolica per il Vaticano e per molti Paesi europei. Nel settembre 2024, otto esperti di diversa estrazione sono stati riuniti da Papa Francesco per studiare la fattibilità di un vigneto agroecologico a Castel Gandolfo. Dopo la sua morte, avvenuta in aprile, il suo successore ha confermato il progetto.

Il vigneto sperimentale combinerà tecniche moderne con metodi tradizionali per sviluppare un nuovo approccio alla viticoltura basato sull'agroecologia, sulla condivisione delle risorse e su pratiche incentrate sull'uomo. Il vigneto comprenderà sia varietà di uve antiche che tipi resistenti alle malattie. Verranno testati diversi sistemi di gestione del suolo e di allevamento della vite. Alcune varietà italiane sono già state piantate sotto la guida dell'Università di Udine. I vitigni resistenti alle malattie contribuiranno a ridurre il ricorso ai trattamenti chimici.

Anche la formazione è una parte fondamentale di Borgo Laudato si'. Molte iniziative agroecologiche attuali si concentrano principalmente sugli aspetti tecnici. L'approccio del Vaticano mira a esplorare come il lavoro manuale possa essere incrementato e come le persone possano essere formate a nuovi metodi. Cambiare la gestione del suolo o introdurre nuove varietà di uva non è facile, quindi la formazione pratica è essenziale.

Il progetto vuole essere un sito dimostrativo di ciò che si può ottenere in agricoltura passando alla policoltura e integrando nuovi approcci agroecologici. Offrirà opportunità di lavoro e servirà come centro di formazione per le persone che imparano questi metodi.

Alla commissione Fructu Vinae è stato affidato un mandato di cinque anni, fino al 2029. Durante questo periodo, verranno prodotti vini dal vigneto sperimentale di Castel Gandolfo. L'équipe comprende professori delle università di Udine, Napoli, Madrid, Geisenheim, Montpellier, oltre a rappresentanti della filantropia e del giornalismo enologico.

La nuova iniziativa agricola del Vaticano riflette un impegno costante per la sostenibilità e l'integrazione sociale attraverso la sperimentazione pratica di colture mediterranee e viticoltura innovativa.

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