Il patto commerciale UE-Mercosur eliminerà i dazi sul vino fino al 35%, aprendo un mercato brasiliano da 500 milioni di dollari

Il settore vinicolo e manifatturiero italiano prevede un'impennata delle esportazioni grazie all'accordo che garantisce l'accesso a 270 milioni di consumatori dopo 25 anni di trattative

12-01-2026

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EU-Mercosur Trade Pact to Eliminate Up to 35% Wine Tariffs, Opening $500 Million Brazilian Market

L'Unione Europea ha approvato il tanto atteso accordo di libero scambio con il Mercosur, il blocco sudamericano che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. La decisione arriva dopo 25 anni di negoziati ed è considerata particolarmente significativa per il settore vinicolo europeo e italiano. L'accordo è stato sostenuto da diversi Paesi dell'UE, tra cui l'Italia, ma ha incontrato l'opposizione di altri, come la Francia. La firma definitiva dell'accordo è prevista per il 12 gennaio.

Per l'Italia, e in particolare per le industrie con un forte orientamento internazionale come il vino e l'industria manifatturiera, l'accordo potrebbe incrementare le esportazioni verso una regione con un'economia in crescita e una base di consumatori giovani. I produttori italiani vedono in questo accordo un'opportunità per raggiungere nuovi mercati dove la domanda di prodotti di alto valore è in aumento. Le principali associazioni industriali italiane hanno risposto positivamente all'approvazione dell'UE, anche se alcune hanno espresso delle riserve.

Lamberto Frescobaldi, presidente dell'Unione Italiana Vini (UIV), ha accolto con favore l'accordo, osservando che potrebbe ampliare le opportunità commerciali per il vino italiano, rafforzando al contempo i controlli sulle merci. Ha elogiato il ruolo del governo italiano nell'assicurare condizioni favorevoli. Frescobaldi ha sottolineato che il Sud America, con oltre 250 milioni di consumatori, ha legami storici e culturali con l'Europa e rappresenta un mercato promettente per i vini europei. Attualmente, i vini europei che entrano in Brasile sono soggetti a tariffe di importazione fino al 27% per i vini fermi e al 35% per i vini spumanti. Questi dazi dovrebbero essere gradualmente eliminati nei prossimi otto anni, il che potrebbe migliorare la competitività dei produttori europei. Attualmente, il vino italiano rappresenta solo l'8% circa delle importazioni annuali di vino del Brasile, per un valore di circa 40 milioni di euro su un mercato totale di quasi 500 milioni di euro.

Anche il settore manifatturiero vede l'accordo come uno sviluppo positivo. Paola Carron, presidente di Confindustria Veneto Est, ha affermato che l'accesso al Mercosur è essenziale per sostenere la tenuta dell'industria italiana ed europea. Ha sottolineato che il Mercosur non è importante solo per la domanda, ma anche come fonte di materie prime critiche necessarie per le transizioni digitali, energetiche e ambientali. L'accordo aprirà un mercato di 270 milioni di consumatori e potrebbe far risparmiare agli esportatori dell'UE circa 4 miliardi di euro di tariffe all'anno. Carron ha osservato che mentre l'Europa ha esitato su questo accordo, altre potenze globali come gli Stati Uniti e la Cina stanno portando avanti le proprie strategie commerciali.

I dati degli ultimi anni mostrano un crescente interesse delle aziende italiane per la regione del Mercosur. Tra il 2019 e il 2024, le esportazioni del settore manifatturiero veneto verso i Paesi del Mercosur sono aumentate di oltre il 20%, raggiungendo i 743 milioni di euro nel 2024. Le principali aree di esportazione includono macchinari, prodotti chimici, farmaceutici e alimentari. Le esportazioni venete verso l'intera America Latina hanno superato 1,3 miliardi di euro in questo periodo. Carron ha sottolineato che un'ulteriore crescita è possibile se le imprese ricevono un sostegno adeguato e ha invitato gli Stati membri dell'UE a ratificare rapidamente l'accordo.

Tuttavia, non tutte le reazioni sono state del tutto positive. Raffaele Drei, presidente di Fedagripesca Confcooperative, ha riconosciuto che il voto del Coreper segna un passo importante verso la firma del trattato, ma ha espresso preoccupazione per i potenziali rischi. Ha avvertito che l'ammissione di prodotti extracomunitari non conformi agli standard europei potrebbe minacciare i settori agricoli e la sicurezza alimentare. Drei ha apprezzato gli sforzi compiuti dal ministro dell'Agricoltura italiano per garantire salvaguardie più forti, ma è rimasto cauto riguardo all'impatto su prodotti strategici come zucchero, miele, carne, riso e mais.

L'accordo offre tutele per alcuni alimenti italiani di alta qualità, riconoscendo 57 indicazioni geografiche - tra cui il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano e il Prosciutto di Parma - ma alcuni gruppi agricoli sostengono che queste misure non siano sufficienti. Secondo Fedagripesca Confcooperative, la Commissione europea ha mostrato una limitata volontà di impegnarsi con i leader politici e le parti sociali su questi temi.

Con l'avvicinarsi della firma finale, i sostenitori sperano che l'accordo rafforzi la posizione dell'Europa nel commercio globale, mentre i critici continuano a chiedere maggiori tutele per l'agricoltura locale e gli standard alimentari. L'esito dell'accordo probabilmente condizionerà le relazioni commerciali tra Europa e Sud America per gli anni a venire.

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