Le esportazioni di vino dell'UE diminuiscono di 1 miliardo di euro nel 2025 nonostante il record del commercio agroalimentare

Le vendite negli Stati Uniti calano del 14% a causa del cambiamento della domanda globale e della concorrenza che mettono a dura prova la terza categoria di esportazione europea

17-03-2026

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EU Wine Exports Drop by €1 Billion in 2025 Despite Record Agri-Food Trade

L'ultima relazione della Commissione europea sul commercio agroalimentare, pubblicata venerdì scorso, mostra che l'Unione europea ha stabilito un nuovo record per le esportazioni agroalimentari totali nel 2025, ma il settore vinicolo ha dovuto affrontare sfide significative. Secondo il rapporto, le esportazioni di vino e prodotti a base di vino dell'UE hanno raggiunto un valore di 16,418 miliardi di euro nel 2025, in calo rispetto ai 17,456 miliardi di euro del 2024. Ciò rappresenta un calo di 1,037 miliardi di euro, pari al 6%, rendendo il vino la seconda categoria più colpita dopo l'olio d'oliva in termini di riduzione del valore delle esportazioni.

Il vino e i prodotti a base di vino rappresenteranno il 7% di tutte le esportazioni agroalimentari dell'UE nel 2025, mantenendo la loro posizione di terza categoria di esportazione del blocco, dopo i preparati di cereali e i prodotti lattiero-caseari. Il calo del valore delle esportazioni è dovuto principalmente all'indebolimento della domanda da parte dei mercati chiave, in particolare gli Stati Uniti. Le esportazioni verso gli Stati Uniti, che rimangono il principale mercato dell'UE per il vino, sono diminuite di 721 milioni di euro, con un calo del 14%. Nonostante questo calo, gli Stati Uniti hanno comunque importato vino e prodotti a base di vino per un valore di 4,4 miliardi di euro, pari al 27% delle esportazioni totali dell'UE in questa categoria.

Anche altre importanti destinazioni hanno registrato un calo. Le esportazioni verso il Regno Unito sono diminuite di 148 milioni di euro (4%), mentre le vendite verso la Cina sono calate di 113 milioni di euro (21%). Le esportazioni verso la Russia sono diminuite di 97 milioni di euro (15%). Il rapporto attribuisce questi cali al cambiamento dei modelli di domanda globale e all'aumento della concorrenza nei mercati tradizionali.

Per contro, alcune regioni hanno registrato una crescita. Le esportazioni verso l'Africa subsahariana sono aumentate di 62 milioni di euro (14%) e le vendite in Oceania sono cresciute di 40 milioni di euro (11%). Questi guadagni non sono stati sufficienti a compensare le perdite nei mercati più grandi, ma indicano le opportunità emergenti per i produttori dell'UE in cerca di diversificazione.

Il rapporto sottolinea che, mentre le esportazioni agroalimentari complessive dell'UE hanno raggiunto il record di 238,4 miliardi di euro nel 2025, la contrazione delle esportazioni di vino ha contribuito in modo significativo alla riduzione dell'avanzo commerciale agroalimentare dell'UE. Il surplus per il vino e i prodotti a base di vino si è attestato a 14,970 miliardi di euro nel 2025, con una riduzione di 943 milioni di euro o 963 milioni di euro rispetto al 2024, a seconda della sezione del rapporto a cui si fa riferimento - una discrepanza rilevata all'interno del documento stesso.

Le importazioni di uva nell'UE sono aumentate di 238 milioni di euro (13%) nel 2025, grazie all'aumento dei prezzi e dei volumi. Le importazioni di vino e prodotti a base di vino sono state pari a 1,449 miliardi di euro. Nonostante queste importazioni, il vino rimane una delle categorie più forti dell'UE in termini di bilancia commerciale, con solo i preparati di cereali e i prodotti lattiero-caseari che registrano eccedenze maggiori.

Il rapporto sottolinea inoltre che, mentre i mercati tradizionali come il Nord America e l'Europa occidentale rimangono dominanti per le esportazioni di vino dell'UE, vi è una chiara necessità di diversificazione del mercato. Il forte calo delle vendite in Cina prosegue una tendenza in atto dal 2020, che riflette i più ampi spostamenti delle dinamiche commerciali e di consumo globali.

Gli accordi di libero scambio hanno svolto un ruolo di stabilizzazione per alcuni mercati. La Svizzera e il Giappone, entrambi partner di accordi di libero scambio, sono rimasti tra le prime cinque destinazioni per le esportazioni agroalimentari dell'UE, con la Svizzera che ha registrato un aumento del 7% delle importazioni totali dall'UE e il Giappone che ha mantenuto una forte domanda di vino europeo.

L'Unione Europea rimane il primo esportatore agroalimentare del mondo in generale, superando altri importanti attori come gli Stati Uniti e la Cina, che hanno entrambi registrato un calo del valore delle proprie esportazioni nel 2025. Tuttavia, la performance del settore vitivinicolo sottolinea le vulnerabilità legate all'eccessiva dipendenza da alcuni grandi mercati ed evidenzia l'importanza di espandersi in nuove regioni.

I dati relativi al 2025 suggeriscono che, sebbene il vino dell'UE continui a essere un simbolo della qualità e del patrimonio europeo e un importante motore economico, il settore si trova ad affrontare le sfide derivanti dal cambiamento della domanda globale e dall'aumento della concorrenza. Il rapporto della Commissione europea richiama l'attenzione su queste tendenze, mentre i politici e i leader del settore valutano le strategie per sostenere la crescita e mantenere la competitività sui mercati internazionali.

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