Il valore delle esportazioni di vino tedesco cala del 3% nonostante le spedizioni stabili nel primo semestre

Le spedizioni restano a 600.000 ettolitri, ma i progressi nei Paesi nordici non compensano il calo dell’11% delle vendite negli Stati Uniti

giovedì 29 ottobre 2026

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Nel primo semestre del 2026 le esportazioni di vino tedesco sono rimaste stabili in volume, ma il settore ha incassato meno, poiché la debolezza di alcuni mercati chiave ha annullato i progressi registrati altrove. È quanto emerge dai dati diffusi mercoledì 28 ottobre dal Deutsches Weininstitut, o DWI.

Da gennaio a giugno 2026 il settore ha esportato 600.000 ettolitri di vino, lo stesso volume registrato nel medesimo periodo dell’anno precedente, ha dichiarato il DWI. Il valore delle esportazioni è diminuito del 3%, attestandosi a 186 milioni di euro. Sulla base di questi totali, il ricavo medio dalle esportazioni è stato di circa 3,10 euro al litro, anche se questo dato complessivo non permette di capire in che misura la variazione sia dovuta ai prezzi, al mix di prodotti o agli effetti valutari.

I dati indicano un mercato che si dimostra resiliente in termini di volumi, ma sotto pressione sul fronte dei ricavi. Per i produttori, ciò significa che mantenere le spedizioni non è bastato a proteggere il fatturato. I dati evidenziano inoltre una netta differenza tra le aree in cui il vino tedesco continua a crescere e quelle che restano difficili.

Il punto più critico sono stati gli Stati Uniti. Secondo il DWI, nel primo semestre del 2026 le esportazioni verso gli Stati Uniti sono diminuite dell’11% sia in volume sia in valore. L’istituto ha collegato il calo ai dazi ancora in vigore e a un contesto di mercato difficile. Nel periodo, gli Stati Uniti hanno rappresentato il 9% dei volumi esportati di vino tedesco, segno che il loro peso nel mix delle esportazioni è ormai inferiore a quello di diversi mercati del Nord Europa nel loro insieme.

I mercati nordici hanno acquisito importanza. Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca hanno rappresentato complessivamente un quarto di tutte le esportazioni di vino tedesco nel primo semestre del 2026, secondo il DWI. Questa quota rende la regione uno dei principali punti di sostegno per il settore, in un momento in cui i consumi mondiali di vino sono in calo.

La Svezia si è distinta anche all’interno di questo gruppo. Nel corso di un forum sull’export citato nel comunicato del DWI, Jan Dworsky, responsabile della sede di Wines of Germany a Stoccolma, ha dichiarato che nei primi nove mesi del 2026 le vendite di vino tedesco attraverso Systembolaget, il rivenditore statale di alcolici svedese, sono aumentate del 10% in volume e dell’11% in valore. La crescita si è registrata nonostante il mercato svedese del vino nel suo complesso si sia contratto del 2% nello stesso periodo, ha affermato il DWI.

Secondo l’istituto, la domanda di vini bianchi più leggeri e freschi ha aiutato gli esportatori tedeschi a ottenere risultati migliori rispetto al mercato complessivo in alcuni Paesi. Melanie Broyé-Engelkes, direttrice generale del DWI, ha dichiarato che mantenere i volumi di export dovrebbe essere considerato un risultato solido, alla luce della tendenza globale a consumare meno vino. La Germania è da tempo associata ai vitigni a bacca bianca, in particolare al Riesling, e secondo l’istituto questo profilo si adatta alle preferenze in evoluzione dei consumatori in diversi mercati di esportazione.

I dati del primo semestre mostrano tuttavia che la stabilità della domanda di vino tedesco non si è tradotta in maggiori ricavi. Un calo del 3% del valore delle esportazioni a fronte di volumi invariati suggerisce prezzi medi effettivi più bassi, un orientamento verso prodotti meno costosi o entrambe le cose. Il comunicato del DWI non riporta i totali assoluti delle esportazioni da gennaio a giugno 2025 né suddivide i dati del primo semestre per trimestre, limitando così la possibilità di ricostruire più nel dettaglio l’andamento mese per mese.

Il comunicato è stato diffuso mentre il DWI sfruttava un forum di settore per promuovere le opportunità di export per i produttori tedeschi e presentare le possibilità di partecipazione a missioni commerciali e fiere organizzate dal Ministero federale tedesco dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e degli Affari rurali. La coincidenza sottolinea la pressione più ampia che spinge le aziende vinicole a cercare opportunità di crescita all’estero, anche se alcuni mercati internazionali diventano più difficili da servire.

Per i produttori tedeschi, il quadro delle esportazioni nel primo semestre del 2026 è stato quindi contrastante. I volumi si sono mantenuti a 600.000 ettolitri, pari a 60 milioni di litri, ma i ricavi sono scesi a 186 milioni di euro. La maggiore domanda in Svezia e nel più ampio mercato nordico ha contribuito a compensare il calo negli Stati Uniti, ma non è bastata a evitare una diminuzione del valore complessivo delle esportazioni.

I dati suggeriscono inoltre che la geografia delle esportazioni di vino tedesco continui a cambiare. Il Nord Europa svolge un ruolo crescente nel sostenere le spedizioni, mentre gli Stati Uniti restano importanti ma rappresentano un mercato più difficile. Per le aziende vinicole alle prese con il calo dei consumi globali, la capacità di difendere lo spazio sugli scaffali nei mercati più stabili e di crescere in quelli più ricettivi potrebbe contare più dell’affidarsi a un’unica grande destinazione.

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