23-04-2026

La Sicilia sta puntando con sempre maggiore decisione sull’enoturismo, e i numeri sembrano indicare che la strategia stia dando risultati. In una recente presentazione a Verona, Assovini Sicilia, l’associazione che rappresenta oltre 100 delle principali cantine dell’isola, ha spiegato che la regione sta attirando più visitatori, più prenotazioni online e una spesa più alta per prenotazione mentre costruisce un modello turistico strettamente legato a vino, cibo, paesaggio e cultura.
L’incontro, intitolato “Viaggio in Sicilia: le nuove frontiere dell’enoturismo”, è stato presentato con la moderazione del direttore del Tg1 Marco Chiocci. Mariangela Cambria, alla guida di Assovini Sicilia, ha detto che l’enoturismo è diventato uno dei modi più efficaci per raccontare l’identità enologica e la biodiversità siciliana. Ha aggiunto che il gruppo sta lavorando per rafforzare il profilo internazionale della Sicilia e creare un sistema più integrato che colleghi vino, cultura e ospitalità.
I dati presentati da Filippo Galanti, cofondatore di WineSuite, hanno mostrato che il valore medio delle prenotazioni enoturistiche è salito da 28,8 euro nel 2022 a 39,4 euro nel 2025, con un aumento di oltre il 35%. La quota di prenotazioni effettuate online ha raggiunto il 68,7%, a conferma di quanto rapidamente i canali digitali siano diventati centrali per visite in cantina e degustazioni.
Sta cambiando anche il pubblico di queste esperienze. Le donne hanno rappresentato il 60,7% delle prenotazioni e la fascia d’età più ampia è stata quella dei viaggiatori tra i 31 e i 45 anni. In Sicilia, la spesa media pro capite ha raggiunto 34,4 euro nel 2025, sotto la media nazionale di 39,7 euro ma comunque considerata dai leader del settore un segnale di margini di crescita se le cantine continueranno a migliorare qualità e posizionamento.
La Sicilia si colloca ormai tra le destinazioni enogastronomiche più attrattive d’Italia. In questa categoria è seconda solo alla Toscana ed è particolarmente apprezzata dai viaggiatori stranieri. L’interesse dei turisti francesi e americani è stato indicato sopra il 60%, a conferma di una forte domanda di viaggi centrati su esperienze locali autentiche. Una domanda che attraversa tutta l’isola, dall’Etna a Marsala fino a Pantelleria, dove le cantine affiancano sempre più spesso alle degustazioni visite che valorizzano storia, paesaggio e cucina locale.
L’attrattiva dell’isola è legata anche alla stagionalità. Agosto resta il mese più intenso per le visite in cantina, con il 18,4% delle presenze, al di sopra della media nazionale. Questa concentrazione rafforza sia la forza del turismo estivo siciliano sia una delle sue principali sfide: estendere la domanda oltre i mesi di punta.
Luca Sammartino, assessore regionale all’Agricoltura della Sicilia, ha detto che il governo continuerà a sostenere il settore con misure orientate alla competitività, alla produzione di qualità e agli investimenti nell’ospitalità e nell’innovazione. Ha aggiunto che l’enoturismo trae forza dalla combinazione di vigneti, cultura gastronomica, paesaggio ed eredità storica che definisce l’isola.
Francesca Planeta, alla guida dell’azienda Planeta e membro del consiglio di La Sicilia di Ulisse, ha detto che il viaggiatore di oggi cerca molto più di una destinazione. Ha descritto un visitatore alla ricerca di benessere, autenticità, identità gastronomica e un legame più profondo con il luogo. In Sicilia, ha osservato, questi elementi esistono già naturalmente e non devono essere inventati: vanno solo riconosciuti e comunicati meglio.
Galanti ha detto che i dati mostrano come l’enoturismo non sia più un’attività accessoria per le cantine ma una leva strategica. Ha richiamato l’attenzione sul valore crescente delle prenotazioni e sull’aumento delle vendite online come prova del fatto che accesso digitale e qualità dell’esperienza sono ormai fattori decisivi. Ha aggiunto che la Sicilia compete già bene a livello internazionale ma potrebbe crescere ancora ampliando l’offerta, adeguando i prezzi e riducendo la dipendenza dai viaggi nei mesi di punta.
Federica Fina, presidente del Movimento Turismo del Vino Sicilia, ha detto che l’enoturismo resta uno degli strumenti più forti per comunicare il vino e avvicinarvi nuovi pubblici. Filippo Magnani, fondatore di Fufluns Wine Tours e autore specializzato in wine travel, ha spiegato che la sua società riceve sempre più richieste da collezionisti e appassionati di tutto il mondo che vogliono esplorare la Sicilia proprio perché i suoi vini hanno ormai uno status globale pur offrendo ancora un buon rapporto qualità-prezzo rispetto ad aree più affollate.
L’evento ha affrontato anche il ruolo dei media di viaggio nel plasmare la percezione delle regioni del vino. Il giornalista Federico Geremei ha parlato di come i paesaggi del cibo e quelli mediatici continuino a cambiare mentre evolve il racconto del viaggio. L’editore Giulio Perrone ha chiuso la conferenza descrivendo la Sicilia come un luogo dotato di una forza narrativa insolita grazie alla sua storia multiculturale e ai forti legami letterari.
Per le cantine dell’isola, questa combinazione di immagine, accessibilità ed esperienza sta diventando centrale per il business. I voli diretti della regione per New York City sono stati citati come un esempio di come una migliore connettività possa aiutare ad attirare visitatori ad alto valore aggiunto e rafforzare il ruolo della Sicilia come destinazione mediterranea costruita attorno al vino.
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