31-03-2026

L'industria vinicola italiana sta affrontando uno dei periodi più difficili della sua storia recente. In occasione del recente evento "Oltre i confini del vino. Strategie per la promozione del Made in Italy enogastronomico", organizzato dall'ICE presso la Masseria Li Reni di Manduria, si sono riunite personalità di spicco del settore per discutere le strategie da adottare per superare questo difficile momento. Il forum, che fa parte di una serie di incontri di carattere economico e politico condotti dal giornalista ed enologo Bruno Vespa, ha riunito protagonisti come il presidente dell'ICE Matteo Zoppas, Albiera Antinori di Marchesi Antinori e Federvini, Lamberto Frescobaldi di Frescobaldi e Unione Italiana Vini (UIV), Federico Bricolo di Veronafiere e Andrea Cipolloni di Eataly.
Un tema centrale è stata la necessità di adattare la produzione alle attuali realtà di mercato. Lamberto Frescobaldi ha sottolineato che è necessario ridurre le rese per ettaro, poiché le cantine sono piene e la domanda è rallentata. Ha sottolineato che la sovrapproduzione porta a un calo dei prezzi, mentre la riduzione dell'offerta può contribuire a stabilizzare il mercato. Secondo i dati di "Cantina Italia", le scorte di vino bianco sono aumentate significativamente tra febbraio 2025 e febbraio 2026. Frescobaldi ha sostenuto la necessità di bloccare i nuovi impianti e di ridurre le rese, soprattutto nelle regioni in cui la produzione supera la domanda. Ha inoltre evidenziato un cambiamento generazionale: i giovani di oggi raggiungono la stabilità economica più tardi rispetto alle generazioni precedenti, il che influisce sulle loro abitudini di consumo. Ha citato uno studio che indica che i tavoli da cucina non sono più un acquisto di base, e molte persone mangiano invece su divani o letti.
Albiera Antinori ha sottolineato l'importanza di promuovere la tradizione italiana del consumo moderato di vino durante i pasti, che la distingue da altri Paesi. Ha fatto riferimento a un recente studio di Federvini e dell'Università La Sapienza che dimostra che l'80% del vino in Italia viene consumato con il cibo, contribuendo all'elevata aspettativa di vita del Paese. Antinori vede in questo un'opportunità di comunicazione e marketing, soprattutto perché la cucina italiana è stata riconosciuta come patrimonio dell'UNESCO. Ha anche chiesto un sostegno istituzionale per l'enoturismo, suggerendo che la responsabilità di questo settore dovrebbe tornare al Ministero dell'Agricoltura.
Matteo Zoppas ha osservato che l'ICE sta aumentando il suo sostegno alle esportazioni di vino in questo periodo di crisi. Ha individuato tre sfide principali: tariffe, tassi di cambio euro-dollaro e cambiamento del comportamento dei consumatori. Nel gennaio 2026, le esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti sono calate del 35%, anche se questo dato è falsato da un'impennata delle scorte in vista dei dazi previsti per il gennaio 2025. Depurato da queste anomalie, il calo reale è più vicino al 16%. Zoppas ha dichiarato che l'ICE sta lavorando per compensare le tendenze negative aumentando la partecipazione di acquirenti internazionali a fiere come Vinitaly, che quest'anno ha visto un aumento del 20% della partecipazione. Ha inoltre sottolineato le opportunità emergenti nei Paesi del Mercosur, in India e in Australia.
Federico Bricolo ha sottolineato il ruolo di Vinitaly nella promozione dei vini italiani a livello globale, con acquirenti provenienti da 130 Paesi attesi alla prossima edizione di Verona. Ha sottolineato l'unicità della biodiversità e del patrimonio culinario italiano come punti di forza per la promozione internazionale. Bricolo ha anche chiesto un migliore supporto normativo per l'enoturismo in Italia.
Andrea Cipolloni ha descritto i rapidi cambiamenti nelle abitudini culinarie degli Stati Uniti dopo la pandemia. I ristoranti ora registrano un picco di attività all'inizio della serata, con poca attività dopo le 21.00, il che costringe a modificare i menu e influisce sulle vendite di vino. Ha inoltre rilevato una crescente tendenza dei consumatori americani a scegliere in modo attento alla salute.
Raffaele Alajmo, fondatore e amministratore delegato del Gruppo Alajmo, ha osservato che i consumatori più giovani sono più attenti ai prodotti biologici e naturali, ma ha sottolineato l'importanza di preservare l'esperienza unica offerta dai ristoranti italiani. Ha avvertito che molte strutture tradizionali a conduzione familiare potrebbero non sopravvivere se non si adattano a nuovi modelli di business o si uniscono a gruppi più grandi.
Le discussioni alla Masseria Li Reni riflettono un consenso sul fatto che il settore vinicolo italiano deve bilanciare tradizione e innovazione. Ridurre la produzione dove necessario, investire nella qualità piuttosto che nella quantità, promuovere un consumo responsabile legato alla cultura del cibo ed esplorare nuovi mercati sono considerati passi essenziali per garantire la futura vitalità del vino italiano sia in patria che all'estero.
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