Il consumo di vino in Argentina scende ai minimi storici mentre le tendenze salutistiche cambiano le abitudini

I produttori si trovano di fronte a sfide crescenti, mentre le vendite sul mercato interno calano del 2,5% nel 2025 e il consumo pro capite raggiunge i minimi storici.

12-03-2026

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Argentina’s Wine Consumption Drops to Historic Low as Health Trends Shift Habits

L'Argentina, nota per la sua ricca cultura vinicola e come uno dei principali produttori di vino al mondo, sta affrontando un significativo calo del consumo di vino a livello nazionale. Secondo i recenti dati dell'Istituto Nazionale di Viticoltura (INV), il consumo di vino pro capite in Argentina è sceso a 15,77 litri all'anno, segnando il livello più basso registrato da decenni. Nel 1970, gli argentini consumavano ben 90 litri all'anno per persona. Negli ultimi cinque anni, il consumo di vino è diminuito del 22,6%. L'ultimo anno con una crescita positiva è stato il 2020, all'inizio della pandemia, quando le serrate hanno portato molti argentini a trascorrere più tempo a casa e a riscoprire piaceri tradizionali come cucinare e bere vino. Da allora, tuttavia, la tendenza al ribasso è proseguita senza interruzioni.

Nel 2025, le vendite di vino in Argentina sono diminuite del 2,7%, dopo un calo dell'1,2% nel 2024, del 6,3% nel 2023, dell'1,3% nel 2022 e una forte diminuzione dell'11,1% nel 2021. Sebbene la crisi economica in corso in Argentina abbia colpito molti settori, gli esperti del settore e i produttori concordano sul fatto che la ragione principale del calo del consumo di vino non è da ricercare nelle difficoltà economiche o nell'inflazione. Al contrario, essi indicano un crescente movimento salutista che scoraggia il consumo di alcolici.

Questo cambiamento non riguarda solo l'Argentina. L'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV) ha riferito che nel 2025 il consumo globale di vino ha raggiunto il punto più basso dal 1961, con soli 214 milioni di ettolitri consumati in tutto il mondo. Anche mercati importanti come gli Stati Uniti e la Cina hanno registrato un calo, dovuto sia a fattori economici sia a un cambiamento di atteggiamento culturale, soprattutto tra le giovani generazioni. In Europa, il consumo di vino è diminuito di circa il 25% dal 2000.

La tendenza verso stili di vita più sani si è accelerata dopo la pandemia. Molti consumatori sono ora più attenti all'attività fisica, alle diete equilibrate e alla moderazione in tutti gli aspetti della vita. Ciò ha portato a una riduzione volontaria dell'assunzione di alcolici, in quanto le persone cercano di privilegiare la qualità rispetto alla quantità ed evitano le bevande ad alto contenuto alcolico o eccessivamente caloriche.

Un altro fattore che contribuisce al calo è l'applicazione più rigorosa delle leggi sulla guida in stato di ebbrezza in tutta l'Argentina. Diciotto province hanno adottato una politica "zero alcol" per i conducenti, lasciando solo la città di Buenos Aires e Mendoza con un limite legale di 0,5 grammi di alcol per litro di sangue. Le sanzioni per le violazioni sono severe, con multe che raggiungono i milioni di pesos e maggiori controlli di polizia sulle strade. I dati ufficiali mostrano una consistente riduzione dei test alcolemici positivi da quando queste misure sono state implementate nel 2020.

L'impatto sull'industria vinicola argentina è stato grave. Oltre al calo delle vendite sul mercato interno (- 2,5% nel 2025), i produttori stanno lottando contro i costi elevati, i bassi prezzi all'esportazione dovuti alla debolezza del dollaro e il calo delle esportazioni in generale. L'anno scorso le esportazioni di vino sono diminuite del 7,2%, raggiungendo il livello più basso degli ultimi due decenni. Molte aziende vinicole stanno affrontando difficoltà finanziarie; alcune hanno venduto attività o accettato investimenti da gruppi stranieri per rimanere a galla.

Anche il cambiamento delle priorità dei consumatori ha giocato un ruolo importante. Con l'aumento dei costi delle utenze, del carburante e dei servizi essenziali, le famiglie argentine spendono meno per beni non essenziali come bevande alcoliche, dolci e cosmetici. Il vino è sempre più considerato un lusso piuttosto che un bene di prima necessità.

Nonostante queste sfide, ci sono segnali che indicano che il settore si sta adattando. I formati informali, come i vini in scatola o le bottiglie più piccole, stanno guadagnando popolarità tra i consumatori più giovani e le donne, soprattutto durante gli incontri sociali dove il vino viene talvolta mescolato ad altre bevande.

La situazione rimane difficile per i produttori di vino argentini, che devono affrontare sia le tendenze globali che le sfide locali che minacciano una delle industrie più iconiche del Paese.

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