Le vendite e i profitti di Moët Hennessy sono in forte calo, mentre LVMH affronta il rallentamento del lusso globale

La domanda di cognac cala negli Stati Uniti e in Cina, mentre le tensioni commerciali e il cambiamento delle preferenze dei consumatori pesano sulle performance

28-07-2025

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Moët Hennessy sales and profits fall sharply as LVMH faces global luxury slowdown

Moët Hennessy, la divisione vini e liquori di LVMH, ha registrato un forte calo delle vendite e dei profitti nella prima metà dell'anno, diventando così il più debole tra i gruppi di beni di lusso del mondo. Le vendite della divisione sono calate dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un calo delle vendite organiche del 7%. Gli utili delle operazioni ricorrenti sono scesi del 33%, evidenziando le sfide che il nuovo team di gestione, subentrato all'inizio dell'anno, deve affrontare.

La principale fonte di difficoltà è stata il Cognac Hennessy, che ha registrato un calo significativo della domanda nei suoi due principali mercati, Stati Uniti e Cina. I consumatori di entrambi i Paesi si sono allontanati dal Cognac, causando un calo delle vendite del 15% a 1,2 miliardi di euro. Gli utili delle operazioni ricorrenti nel Cognac e negli altri alcolici sono diminuiti del 38%. L'azienda ha citato le continue tensioni commerciali e il cambiamento delle preferenze dei consumatori come fattori chiave del crollo.

Le vendite di champagne hanno fornito una certa stabilità a Moët Hennessy, con ricavi stabili nel periodo. Tuttavia, anche i profitti delle operazioni ricorrenti nello Champagne sono scesi del 33%. LVMH ha notato alcuni segnali di miglioramento per lo Champagne negli Stati Uniti e in Europa tra aprile e giugno, ma ha affermato che le continue dispute commerciali con gli Stati Uniti e la Cina continuano a pesare sulla domanda di Cognac.

Cecile Cabanis, direttore finanziario di LVMH, ha espresso un cauto ottimismo sui negoziati commerciali in corso tra l'Unione Europea e l'amministrazione statunitense. Ha detto di aspettarsi presto notizie positive e ha suggerito che un'aliquota tariffaria generale del 15% sulle esportazioni dell'UE verso gli Stati Uniti sarebbe gestibile per la maggior parte dei marchi di LVMH. Cabanis ha aggiunto che, al di fuori dei vini e degli alcolici, molti marchi LVMH potrebbero utilizzare il loro potere di determinazione dei prezzi per compensare l'eventuale impatto delle tariffe.

Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato di LVMH, ha dichiarato ai giornalisti che sta spingendo attivamente per un accordo con i funzionari statunitensi per risolvere le questioni commerciali. Ha sottolineato la sua fiducia nelle prospettive a lungo termine di LVMH nonostante le attuali pressioni del mercato.

I risultati di LVMH nel suo complesso riflettono un più ampio rallentamento della spesa per il lusso a livello mondiale. Le vendite del secondo trimestre sono scese del 4% a 19,5 miliardi di euro, mancando le aspettative degli analisti che prevedevano un calo minore. La divisione moda e pelletteria del gruppo, che genera la maggior parte dei profitti, ha registrato un calo delle vendite del 9%, peggiore delle previsioni.

Arnault ha descritto la performance dell'azienda come un segnale di "solidità" a fronte delle attuali incertezze. Ha dichiarato che LVMH rimarrà vigile in vista della seconda metà dell'anno, ma ha mantenuto la fiducia nel potenziale a lungo termine del gruppo. L'azienda continua a monitorare con attenzione le condizioni economiche globali e gli sviluppi commerciali, mentre naviga in un ambiente difficile per i beni di lusso.

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