27-07-2024

La Svezia, nota per i suoi paesaggi mozzafiato e il suo ricco patrimonio culturale, sta facendo passi da gigante in un settore inaspettato: la viticoltura. Lontano dai tradizionali vigneti mediterranei, una fiorente comunità di viticoltori sta esplorando il potenziale di questo Paese nordico per la produzione di vino di qualità. Tra questi pionieri c'è Lena Magnergård che, insieme al marito Erik Björkman, nel 2019 ha fondato un vigneto sull'isola di Selaön, a un'ora a ovest di Stoccolma. Questo vigneto, considerato il più settentrionale della Svezia, si estende su circa 1.000 viti, un inizio modesto ma ambizioso in una regione non abituata alla coltivazione della vite.
Il viaggio di Lena Magnergård nella viticoltura è tanto stimolante quanto non convenzionale. Con una formazione in comunicazione politica, Magnergård è passata alla viticoltura, spinta dalla passione per questo mestiere e dal potenziale che vedeva nel clima fresco della Svezia. Nonostante abbia prodotto il primo vino tre anni fa, Magnergård ammette di essere ancora in fase di apprendimento. La sua formazione come sommelier le fornisce una base sul vino, ma riconosce i limiti della conoscenza dei libri rispetto all'esperienza pratica tramandata da generazioni nelle regioni vinicole più affermate. Per colmare questo divario, Magnergård guarda alla Francia, rinomata per la sua ricca tradizione enologica, come fonte di ispirazione e guida.
L'espansione della viticoltura nel Nord Europa, compresa la Svezia, deve molto allo sviluppo di nuove varietà di uva adatte ai climi più freddi. Una di queste varietà, il Solaris, è una pietra miliare del vigneto di Magnergård. Conosciuta per la sua resistenza alle malattie e la capacità di crescere a temperature più basse, la Solaris ha un ciclo di crescita più breve, che la rende adatta al clima nordico, dove le estati sono brevi e le temperature possono essere rigide. Queste caratteristiche sono fondamentali per regioni come la Svezia, dove i vitigni tradizionali potrebbero faticare a maturare.
Più a sud, nella penisola di Bjäre, Thora Vingård coltiva Solaris su 11 ettari, accanto a varietà più tradizionali come il Pinot Nero. Questo vigneto, fondato nel 2015 da una coppia svedese-americana, è una testimonianza della potenziale diversità delle uve che possono essere coltivate in Svezia. Romain Chichery, viticoltore francese che collabora con Emma Berto, descrive la Svezia come un "nuovo campo da gioco" per la viticoltura, con un potenziale non ancora sfruttato.
La crescita della viticoltura in Svezia è evidente, con un crescente interesse da parte delle comunità locali e internazionali. Chichery osserva che hanno persino convinto un agricoltore vicino a piantare 200 viti accanto alla sua azienda lattiero-casearia, indicando una crescente curiosità e volontà di sperimentare la coltivazione della vite. Tuttavia, Chichery riconosce anche che c'è molto lavoro da fare per elevare la qualità del vino prodotto nella regione.
Una delle sfide più importanti che i viticoltori svedesi devono affrontare è la rigida normativa del Paese in materia di vendita di alcolici. Attualmente, i visitatori devono ordinare il vino attraverso il monopolio statale, Systembolaget, che limita l'accesso diretto ai vini di produzione locale. Tuttavia, c'è una speranza all'orizzonte. Il governo svedese ha annunciato l'intenzione di prendere in considerazione la possibilità di vendere direttamente dai vigneti a partire dal 2025, con un limite di tre litri di vino per acquisto. Questo potenziale cambiamento di politica potrebbe aumentare in modo significativo la visibilità e l'accessibilità dei vini svedesi, consentendo loro di competere più direttamente con quelli dei Paesi produttori affermati.
Nonostante sia agli inizi, la viticoltura svedese mostra una crescita promettente. Thora Vingård, ad esempio, ha prodotto 10.000 bottiglie l'anno scorso e punta a raddoppiare la produzione a 20.000 bottiglie entro la vendemmia del 2024. Pur essendo ancora un piccolo attore sulla scena mondiale, il settore in crescita sta raccogliendo attenzione ed entusiasmo, sia a livello nazionale che all'estero.
Murre Sofrakis, una figura di spicco della viticoltura svedese, riflette sui due tipi di persone attratte da questo settore in piena espansione: gli imprenditori in cerca di nuove opportunità e coloro per i quali la viticoltura è uno stile di vita. Sofrakis, che possiede un vigneto di due ettari nel sud della Svezia, ritiene che il potenziale dell'industria vitivinicola svedese sia vasto, ma che rimangano delle sfide, soprattutto in termini di sensibilizzazione del pubblico e di accesso al mercato.
Mentre il cambiamento climatico rimodella le regioni vinicole tradizionali, il Nord Europa, compresa la Svezia, emerge come una nuova frontiera per la viticoltura. Con varietà di uve innovative, pionieri appassionati e un panorama normativo in lenta evoluzione, il viaggio della Svezia nella viticoltura è all'insegna dell'adattamento, della resilienza e, soprattutto, dell'esplorazione. Il futuro è roseo per i vini svedesi, che si stanno ritagliando un posto unico nel panorama enologico mondiale.
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