08-02-2024

Il caso di Masaru Okunishi, un uomo condannato negli anni '60 per l'omicidio di cinque donne tramite vino avvelenato, rimane una delle battaglie legali più controverse e dibattute della storia della giustizia penale giapponese. Questo caso di lunga data, che si estende per oltre mezzo secolo, è una complessa narrazione di confessioni, ritrattazioni, rovesci legali e l'incessante ricerca di giustizia, che mette in luce le complessità del sistema legale giapponese e le più ampie implicazioni per la pena di morte e i processi postumi.
Nel 1961, un tragico evento si verificò nella città di Nabari, dove una riunione della comunità si trasformò in una tragedia mortale, poiché i partecipanti furono avvelenati da un vino contenente pesticidi. Masaru Okunishi, che si trovò al centro di questa catastrofe, inizialmente confessò il crimine, adducendo come movente un'agitazione personale derivante da un triangolo amoroso. Tuttavia, prima della sua incriminazione, Okunishi ritrattò la sua confessione, portando a un'iniziale assoluzione da parte del Tribunale distrettuale di Tsu nel 1964 a causa dell'insufficienza delle prove.
Questa assoluzione, tuttavia, non fu la fine ma solo l'inizio di una lunga saga legale. L'Alta Corte di Nagoya, con un sorprendente capovolgimento, dichiarò Okunishi colpevole nel 1969, un verdetto successivamente confermato dalla Corte Suprema nel 1972. Questa decisione condannò Okunishi a morte, una sentenza che avrebbe definito il resto della sua vita e le battaglie legali che seguirono.
Nonostante il braccio della morte, il caso di Okunishi è stato oggetto di una serie di richieste di nuovo processo, la più recente delle quali è emersa dopo la sua morte nel 2015, sotto la guida della sorella Miyoko Oka. La dedizione di Oka al caso del fratello ha introdotto nuove prove che suggeriscono una possibile manomissione della bottiglia di vino, un argomento che, nonostante le sue potenziali implicazioni, non ha convinto la Corte Suprema. Questo fermo rifiuto di riconsiderare il caso sottolinea le sfide affrontate da coloro che cercano di ottenere un processo postumo, un'impresa legale rara e complessa in Giappone.
La perseveranza del team legale di Okunishi, contrapposta ai ripetuti rifiuti da parte della magistratura, dipinge il quadro di un sistema legale alle prese con l'equilibrio tra finalità e giustizia. L'introduzione di nuove prove nel 2005, che suggerivano un'errata identificazione del pesticida utilizzato per l'avvelenamento, ha momentaneamente offerto una speranza per il caso di Okunishi. Tuttavia, anche questa prova è stata annullata dalle obiezioni dell'accusa, rafforzando ulteriormente la complessità delle battaglie legali nei casi di pena capitale.
Il recente rifiuto della Corte Suprema di riaprire il caso di Okunishi, con un notevole dissenso da parte di un giudice, evidenzia il dibattito in corso all'interno del sistema giudiziario sulla soglia per i nuovi processi. Questa decisione non solo chiude il capitolo della battaglia legale di Okunishi, ma solleva anche questioni importanti sulla natura delle prove, sul diritto a un nuovo processo e sulle implicazioni morali della pena di morte.
Il caso di Masaru Okunishi è una cupa riflessione sull'intersezione tra legge, moralità e ricerca della giustizia. Sottolinea il profondo costo umano dei procedimenti giudiziari, la continua ricerca della verità e le intricate dinamiche del sistema giudiziario penale giapponese, che rimane sotto esame sia a livello nazionale che internazionale.
Fondata nel 2007, Vinetur® è un marchio registrato di VGSC S.L. con una lunga storia nel settore vinicolo.
VGSC, S.L. con partita IVA B70255591 è una società spagnola legalmente iscritta nel Registro delle Imprese della città di Santiago de Compostela, con il numero di registrazione: Bollettino 181, Riferimento 356049 nel Volume 13, Pagina 107, Sezione 6, Foglio 45028, Iscrizione 2.
Email: [email protected]
Sede e uffici a Vilagarcia de Arousa, Spagna.