Scoperta una cantina di 1.900 anni nella Valle del Rodano in Francia

Scoperta una cantina del 1° secolo nella Valle del Rodano

21-12-2023

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Nei paesaggi lussureggianti e ricoperti di vigneti della Valle del Rodano in Francia, una regione famosa per la produzione di alcuni dei vini più apprezzati al mondo, una scoperta straordinaria ha portato alla luce un capitolo nascosto della storia della viticoltura. L'Institut National de Recherches Archéologiques Preventives (INRAP), sotto gli auspici del Ministero della Cultura francese, ha recentemente annunciato un importante ritrovamento archeologico: una cantina di 1.900 anni fa nei pressi di Laveyron, nel dipartimento della Drôme del Rodano. Questa scoperta non solo aggiunge una nuova dimensione alla nostra comprensione delle antiche pratiche di vinificazione, ma ci collega anche alle profonde radici storiche di questa celebre regione vinicola.

Gli scavi, iniziati nel maggio 2023, hanno portato alla luce l'antica cantina in un sito di 4 acri, inizialmente destinato a un parcheggio per mezzi pesanti da Saica Group, un importante produttore di carta riciclata. Gli archeologi, che prevedono di completare il loro lavoro entro il gennaio 2024, hanno portato meticolosamente alla luce rovine che offrono uno sguardo affascinante sulle tradizioni vinicole di un'epoca passata.

I primi risultati suggeriscono che la cantina risale al primo secolo d.C., con possibili fondamenta che risalgono a tempi ancora più lontani. Pascale Réthoré, responsabile delle operazioni e della ricerca dell'INRAP, ha evidenziato la scoperta di buche per pali che potrebbero indicare la presenza di una palizzata costruita dalla cultura La Tène dell'Età del Ferro, potenzialmente intorno al 50 o 30 a.C. Quest'epoca, ricca di progressi culturali e tecnologici, rivela ora le sue connessioni con la viticoltura, parte integrante del patrimonio della regione.

Le testimonianze del sito includono dolia in ceramica (grandi recipienti di terracotta utilizzati nell'antica vinificazione) e frammenti di anfore nelle discariche vicine, che suggeriscono una tradizione consolidata di produzione e conservazione del vino. Gli antichi Romani, noti per il loro contributo alla viticoltura, aggiunsero una struttura di tre stanze, un cortile, camminamenti e gallerie durante il regno dell'imperatore Augusto, tra il 27 a.C. e il 14 d.C. Gli approfondimenti di Réthoré sullo sviluppo del sito nel corso del tempo, compresa l'espansione della cantina con botti di legno, presse, cantine e bacini di raccolta del succo d'uva, sottolineano il successo commerciale e la raffinatezza di questa antica impresa.

L'ubicazione della cantina nel territorio degli Allobroge, un popolo gallico famoso per la produzione del vinum picatum, un vino favorito dai Romani, sottolinea l'importanza di questa scoperta. L'apprezzamento dei Romani per i vini della regione potrà essere ulteriormente confermato da future analisi dei residui di succo e dei semi d'uva, potenzialmente portati alla luce nei prossimi scavi. L'entusiasmo di Réthoré per l'eccezionalità del sito riflette il persistente interesse per la viticoltura antica e il riconoscimento della qualità e del terroir della regione fin dall'antichità.

Nonostante l'importanza storica di questo ritrovamento, il progetto di sviluppo del sito procederà una volta terminati gli scavi archeologici. Questa imminente perdita sottolinea la natura transitoria di tali scoperte e la continua tensione tra conservazione e progresso. L'addio a questa antica cantina ci ricorda il ricco, ma spesso effimero, arazzo della storia dell'uomo racchiuso nei terreni della Valle del Rodano.

Alzando un bicchiere di Syrah, rendendo omaggio a questa antica cantina, ci vengono in mente le parole senza tempo: "Tempus fugit". La natura fugace del tempo si riflette in modo toccante in questa straordinaria scoperta, che colma il divario tra passato e presente e lascia un segno indelebile negli annali della viticoltura.

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