L'Arabia Saudita consente ai ricchi residenti stranieri di acquistare alcolici dopo 70 anni di divieto

Riyadh apre un discreto negozio di alcolici per selezionati espatriati non musulmani come parte delle riforme economiche che mirano a talenti e investimenti globali

11-02-2026

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Saudi Arabia Permits Wealthy Foreign Residents to Buy Alcohol After 70-Year Ban

L'Arabia Saudita ha iniziato a permettere a un gruppo selezionato di ricchi residenti stranieri di acquistare legalmente alcolici per la prima volta in oltre 70 anni. Questo sviluppo, che non è stato formalmente annunciato dal governo saudita, è stato confermato da diversi organi di informazione internazionali, tra cui la BBC e Bloomberg. Il cambiamento sta avvenendo nel quartiere diplomatico di Riyadh, dove un negozio discreto vende ora bevande alcoliche ai residenti stranieri non musulmani che soddisfano criteri specifici.

La vendita di alcolici è vietata in Arabia Saudita dal 1952, a seguito di un decreto reale del re Ibn Saud. Il divieto è stato applicato rigorosamente in base alla legge islamica e ha plasmato per decenni le norme sociali conservatrici del Paese. Fino a poco tempo fa, anche i diplomatici potevano accedere agli alcolici solo attraverso spedizioni diplomatiche o canali illegali.

La nuova politica è iniziata in sordina nel gennaio 2024 con l'apertura di un negozio di alcolici nel quartiere diplomatico di Riyadh. Inizialmente, solo i diplomatici non musulmani potevano acquistare birra, vino e alcolici, e anche in questo caso a condizioni rigorose. Nel corso del tempo, l'accesso si è esteso ai ricchi espatriati non musulmani in possesso dello status di residenza privilegiata o in grado di dimostrare un reddito mensile elevato.

Secondo quanto riportato da Arab Times Online e da altre fonti, l'idoneità all'acquisto di alcolici è legata al possesso di uno speciale permesso di residenza noto come "residenza premium". Questo permesso è stato introdotto nel 2019 come parte degli sforzi per attrarre nel Regno professionisti, investitori e imprenditori qualificati. I richiedenti devono spesso dimostrare di avere un reddito mensile di almeno 50.000 riyal (circa 13.300 dollari) per avere accesso.

Il negozio opera sotto stretta sorveglianza e non è contrassegnato. I clienti sono sottoposti a controlli di idoneità prima di entrare. All'interno dei locali è vietato fotografare e i visitatori non possono portare telefoni all'interno del negozio.

Questa cauta apertura è vista come parte di riforme più ampie guidate dal principe ereditario Mohammed bin Salman. Queste riforme mirano a diversificare l'economia saudita, dipendente dal petrolio, e ad attrarre investimenti e talenti stranieri nell'ambito del piano Vision 2030. Vision 2030 ha già portato cambiamenti significativi, come l'abolizione del divieto di guida per le donne e l'organizzazione di grandi eventi di intrattenimento.

La decisione di consentire una vendita limitata di alcolici riflette un approccio pragmatico da parte delle autorità saudite. Limitando l'accesso ai ricchi stranieri non musulmani e mantenendo controlli severi, il governo cerca di bilanciare la modernizzazione economica con i valori culturali tradizionali. La mossa ha anche lo scopo di rendere l'Arabia Saudita più attraente per gli uomini d'affari internazionali e gli espatriati di lungo corso che altrimenti potrebbero essere scoraggiati dalle rigide norme sociali del Paese.

Sebbene le autorità saudite non abbiano rilasciato dichiarazioni ufficiali su questo cambiamento di politica, la sua attuazione segna un cambiamento significativo in una delle società più conservatrici del mondo. L'espansione dell'accesso agli alcolici rimane limitata e altamente regolamentata, ma segnala la volontà dei leader sauditi di adattare alcune regole di vecchia data per perseguire la crescita economica e l'impegno globale.

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