22-06-2026
Le esportazioni italiane di alimenti e bevande hanno raggiunto 59,3 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 5,1% rispetto all’anno precedente, con l’Europa a guidare la crescita mentre le spedizioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 4,5% a causa degli effetti negativi dei dazi, secondo l’osservatorio di Nomisma per Italia del Gusto.
I dati mantengono l’Italia al sesto posto mondiale nelle esportazioni agroalimentari, con una quota del 4,6% del commercio globale del settore. L’Europa è stata il principale motore della crescita, con esportazioni verso la regione in aumento del 7,3%, mentre gli Stati Uniti si sono distinti come il principale punto debole tra i mercati di destinazione dei prodotti alimentari italiani.
Nomisma ha affermato che il contesto più ampio resta disomogeneo. Il PIL mondiale è atteso in crescita del 3,3% nel 2025, ma le performance differiscono nettamente da una regione all’altra. Le economie emergenti continuano a trainare l’espansione, mentre l’area euro mostra una crescita più debole e frammentata. Anche l’inflazione si muove a velocità diverse, con una normalizzazione più avanzata nei Paesi sviluppati e una pressione sui prezzi ancora presente in alcuni mercati emergenti, influenzando domanda e comportamento dei consumatori.
Anche i consumi di alimenti e bevande divergono per area geografica. Nei mercati emergenti, soprattutto India e Cina, il consumo pro capite è aumentato del 26% nel periodo 2019-2024, mentre la crescita è stata più limitata nelle economie mature, secondo il rapporto.
Il commercio globale resta fortemente concentrato. Stati Uniti, Germania, Cina, Regno Unito e Francia rappresentano circa tre quarti della domanda mondiale. Francia e Germania restano particolarmente legate all’offerta agroalimentare italiana: il 9,9% delle importazioni francesi di alimenti e bevande proviene dall’Italia, così come il 9,3% di quelle tedesche.
Tra i singoli mercati, la Polonia ha registrato una crescita del 21,6% e la Spagna del 13%, mentre la domanda è risultata più debole in alcuni sbocchi tradizionali. Nomisma ha inoltre evidenziato il Giappone come una delle principali economie di riferimento per i prodotti alimentari premium e uno dei Paesi con la spesa alimentare pro capite più elevata.
Il rapporto afferma che l’Italia resta competitiva in segmenti globali chiave tra cui caffè, prodotti da forno, cioccolato e formaggi. Questo conta anche per i produttori di bevande, perché una domanda europea più forte e consumi in aumento in Asia possono sostenere una maggiore presenza a scaffale e distribuzione per vino italiano, acqua minerale, caffè e spirits, mentre la debolezza della domanda statunitense indica un contesto più difficile per i marchi beverage esposti a quel mercato.
Italia del Gusto, consorzio privato di aziende italiane del food and wine fondato nel 2006 dall’imprenditore della pasta Giovanni Rana, ha celebrato questa settimana a Roma il suo 20° anniversario al Chiostro del Bramante. Il gruppo comprende ora 30 aziende in 38 categorie di prodotto, con ricavi complessivi pari a 22 miliardi di euro e oltre 53.000 dipendenti.
Tra i membri figurano grandi marchi alimentari ma anche realtà del vino rappresentate da Terra Moretti Group, le cui partecipazioni includono Bellavista e Contadi Castaldi in Franciacorta, Petra a Suvereto, Acquagiusta-Tenuta La Badiola in Maremma, Sella & Mosca in Sardegna e Teruzzi a San Gimignano. Tra i membri legati alle bevande figurano anche San Benedetto, Caffè Borbone e Vecchia Romagna.
All’evento per l’anniversario hanno partecipato le aziende del consorzio e rappresentanti delle istituzioni italiane tra cui il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il presidente ICE Matteo Zoppas, il direttore generale della Farnesina Mauro Battocchi e il vicedirettore generale Alfredo Conte.
Giacomo Ponti, presidente di Italia del Gusto e alla guida di Ponti e Federvini, ha detto che l’esperienza del consorzio dimostra che lavorare insieme non è solo una scelta organizzativa ma uno strumento strategico per competere e crescere all’estero. Ha aggiunto che le aziende associate hanno ampliato il proprio business internazionale combinando esperienza, competenze e visioni diverse, rafforzando al tempo stesso la posizione dei prodotti italiani all’estero.
Lollobrigida ha detto che l’Italia dispone di un sistema resiliente capace di affrontare pressioni commerciali e geopolitiche. Ha inoltre richiamato ColtivaItalia, un programma da 1 miliardo di euro volto a rafforzare le filiere agroalimentari strategiche e a sostenere i comparti più esposti alle fasi difficili del mercato.
Nel corso dell’evento, Lollobrigida ha consegnato a Rana una moneta commemorativa dedicata al riconoscimento UNESCO della cucina italiana. Rana ha detto di restare ottimista nonostante l’incertezza internazionale, sostenendo che il cibo italiano continua a essere molto apprezzato nel mondo.