19-06-2026
I produttori di vino italiani stanno spingendo per un credito d’imposta per i ristoranti che inseriscono vini DOP locali, sostenendo che la misura potrebbe contribuire a rilanciare i consumi deboli e rafforzare il legame tra ristorazione e identità vinicola regionale.
La proposta è emersa dal congresso nazionale di Donne del Vino, l’associazione italiana delle donne del vino, che ha chiesto quello che ha definito un patto con il settore della ristorazione in un momento in cui le vendite di vino sono sotto pressione. L’idea è concedere un incentivo ai ristoranti che includano nelle proprie carte vini a denominazione di origine protetta del proprio territorio.
I sostenitori affermano che la misura punterebbe al consumo di qualità più che ai volumi, utilizzando il canale Horeca per riconnettere i clienti con vini legati al territorio. In pratica, incoraggerebbe i ristoranti a riservare più spazio alle denominazioni locali e potrebbe migliorare la visibilità delle etichette DOP, che competono sia con alternative a prezzo più basso sia con prodotti commercializzati all’estero attraverso marchi dal suono italiano.
La proposta arriva mentre il settore vitivinicolo italiano affronta un più ampio rallentamento dei consumi interni. Produttori e associazioni di categoria hanno cercato modi per sostenere la domanda senza fare affidamento solo sulle promozioni al dettaglio o sulla crescita dell’export. Concentrandosi sulle carte dei vini dei ristoranti, il piano punta a uno dei principali canali attraverso cui i consumatori incontrano vini premium e regionali in un contesto selezionato.
Per l’industria delle bevande, la misura potrebbe avere un peso oltre il valore simbolico. Se adottata, potrebbe aumentare la presenza dei vini DOP nei menu, rafforzare il posizionamento territoriale e potenzialmente sostenere prezzi e domanda dei vini di qualità nei ristoranti. Potrebbe anche offrire ai piccoli produttori una migliore possibilità di raggiungere i consumatori attraverso i locali del territorio, dove le scelte sul vino spesso plasmano la percezione della cultura enogastronomica di una regione.
I sostenitori presentano inoltre la proposta come parte di una più ampia difesa della produzione italiana autentica. Collegare l’agevolazione fiscale ai vini provenienti dal territorio circostante premierebbe l’origine tracciabile e potrebbe aiutare a contrastare la confusione creata da prodotti che evocano l’Italia senza rispettarne gli standard produttivi.
Al momento non erano disponibili dettagli sull’entità del credito d’imposta proposto, su come verrebbero definiti i criteri di ammissibilità o sul fatto che la misura abbia il sostegno del governo italiano. Ma l’iniziativa si aggiunge a un dibattito crescente in Italia su come le politiche pubbliche possano sostenere il consumo di vino in modi che favoriscano i vini a denominazione, le filiere locali e gli operatori della ristorazione alle prese con margini ridotti.