La flavescenza dorata minaccia i vigneti ungheresi di Tokaj, mettendo in pericolo un'industria vinicola da 270 milioni di litri

20-10-2025

La regione storica iscritta nell'elenco dell'UNESCO si trova ad affrontare misure di contenimento a causa della diffusione della malattia causata dal clima, che mette in allarme produttori e autorità

L'Ufficio nazionale ungherese per la sicurezza alimentare ha annunciato che i vigneti del nord-est del Paese, compresi quelli che producono il rinomato vino dolce Tokaj, sono stati infettati dalla flavescenza dorata. Gli ispettori hanno raccolto campioni da due località diverse e i test di laboratorio hanno confermato la presenza dell'agente patogeno in entrambe le regioni. L'agenzia ha reso note queste informazioni mercoledì, sollevando le preoccupazioni dei produttori di vino e delle autorità locali.

La regione vinicola di Tokaj, una delle più antiche al mondo, è stata ufficialmente riconosciuta come area protetta da un decreto imperiale nel 1737. Dal 2002 il suo paesaggio è stato inserito nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. Il recente rilevamento della flavescenza dorata minaccia non solo la produzione dei vigneti, ma anche il significato culturale e storico dell'area.

Le autorità ungheresi hanno risposto istituendo zone di contenimento intorno agli appezzamenti colpiti. All'interno di questi perimetri, i funzionari stanno ispezionando le viti e rimuovendo le piante infette per prevenire un'ulteriore diffusione della malattia. La flavescenza dorata è una malattia delle piante trasmessa principalmente da un insetto cavalletta. Negli ultimi anni, la sua diffusione in Europa centrale è stata collegata al cambiamento delle condizioni climatiche, che ha permesso all'insetto vettore di prosperare in nuove aree.

La malattia rappresenta un grave rischio per la produzione di uva perché può causare danni significativi alle viti, riducendo le rese e compromettendo la qualità del vino. La regione di Tokaj è particolarmente vulnerabile a causa della sua reputazione internazionale per la produzione di vini dolci di alta qualità.

Secondo i dati dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), l'Ungheria ha prodotto 270 milioni di litri di vino l'anno scorso, diventando il 14° produttore mondiale di vino. L'industria vinicola del Paese è una parte importante della sua economia e della sua identità culturale, e i vini di Tokaj occupano un posto speciale sia a livello nazionale che all'estero.

I produttori locali stanno lavorando a stretto contatto con le agenzie governative per monitorare la situazione e attuare misure di controllo. Gli esperti avvertono che sarà necessaria una continua vigilanza per proteggere i vigneti ungheresi da ulteriori focolai. La risposta attuale prevede ispezioni regolari, la rimozione delle viti infette e la limitazione del movimento di materiale vegetale dalle aree colpite.

La diffusione della flavescenza dorata in Ungheria riflette le sfide più ampie che la viticoltura europea deve affrontare a causa dei cambiamenti climatici che alterano i modelli di parassiti e malattie. I produttori di vino di tutto il continente sono costretti ad adattare le loro pratiche per salvaguardare le colture e mantenere i livelli di produzione.

Per ora, le autorità ungheresi sono concentrate sul contenimento dell'epidemia a Tokaj e nelle regioni circostanti. I prossimi mesi saranno cruciali per determinare se questi sforzi potranno prevenire danni più ampi a uno dei paesaggi vinicoli più storici d'Europa.