Nel 2025 l’utile lordo di Molson Coors nel Regno Unito è calato del 7,8%
Molson Coors attribuisce il calo alla minore spesa nei pub e allo spostamento degli acquisti verso i supermercati, dove i margini sono più bassi
mercoledì 21 ottobre 2026

Nel 2025 l’attività britannica di Molson Coors ha registrato un calo delle vendite e una flessione più marcata dell’utile lordo, complice la minore spesa nei pub e lo spostamento degli acquisti verso supermercati e altri canali retail, che ha messo sotto pressione i margini.
Dai bilanci depositati presso Companies House emerge che il fatturato è sceso del 4,2%, a 1,56 miliardi di sterline, nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2025. L’utile lordo è diminuito del 7,8%, a 283,5 milioni di sterline. Il produttore di birra ha indicato tra i principali rischi per la redditività il continuo spostamento delle vendite dai pub e dai bar verso i rivenditori, dove i margini sono solitamente più bassi.
La società ha dichiarato che, se il passaggio dalle vendite nel canale on-trade a quelle nel canale off-trade dovesse proseguire o accelerare, la redditività potrebbe subire ulteriori pressioni. Molson Coors ha affermato di voler limitare l’impatto investendo nei propri marchi, gestendo i ricavi in modo più rigoroso e puntando maggiormente sui prodotti premium.
I dati delineano un contesto commerciale difficile per uno dei maggiori produttori di birra del mercato britannico, il cui portafoglio comprende Carling, Coors Light, Madri e Rekorderlig. Riflettono inoltre una questione più ampia per il settore delle bevande: una quota crescente delle vendite attraverso supermercati e negozi di prossimità può sostenere i volumi, ma ridurre la redditività rispetto alle vendite in pub, bar e ristoranti. Questo cambiamento può influire sulle strategie di prezzo dei produttori di birra e di altre bevande, sulle decisioni di investimento e sulla composizione dei portafogli.
Molson Coors ha dichiarato che il calo dell’utile lordo è stato determinato soprattutto dalla riduzione dei volumi di vendita, dalle difficili condizioni di mercato e dalle continue pressioni sui costi lungo tutta la catena del valore. L’utile ante imposte è rimasto pressoché invariato, a 40,17 milioni di sterline, rispetto ai 40,25 milioni dell’anno precedente. L’utile netto dell’esercizio è aumentato del 128%, a 19,7 milioni di sterline.
Il produttore di birra ha indicato anche l’inflazione e la crisi del costo della vita tra i rischi principali. Secondo la società, nel 2025 l’aumento del costo della vita ha ridotto il potere d’acquisto dei consumatori e frenato la domanda. L’azienda ha dichiarato di continuare a monitorare attentamente l’inflazione, soprattutto per quanto riguarda le materie prime e gli altri input principali, e di reagire con adeguamenti dei prezzi, modifiche alla catena di approvvigionamento e controlli sui costi. Ha inoltre avvertito che l’entità e la durata delle pressioni inflazionistiche restano incerte.
Nello stesso documento, Molson Coors ha affermato che le modifiche alle imposte, alle norme ambientali e ad altre regolamentazioni, compresi i livelli delle accise, potrebbero avere un impatto significativo sui risultati finanziari. Queste preoccupazioni emergono mentre i produttori di bevande nel Regno Unito continuano a fare i conti con costi operativi più elevati e con un’attenzione sempre maggiore a prezzi, imballaggi e tassazione degli alcolici.
Guardando al futuro, il produttore di birra prevede che le condizioni commerciali resteranno difficili, a causa della debolezza della domanda dei consumatori e dell’intensificarsi della concorrenza. Ha tuttavia dichiarato di voler continuare a investire nei marchi, ampliare la gamma di prodotti e migliorare l’efficienza dell’intera attività.
In dichiarazioni riportate da The Morning Advertiser, un portavoce di Molson Coors ha affermato che i gusti dei consumatori continuano a cambiare e che la strategia dell’azienda punta a creare un portafoglio più ampio e diversificato, in grado di rispecchiare questa evoluzione. Il portavoce ha dichiarato che il produttore continua a investire non solo in Carling, definito il principale marchio britannico di lager mainstream, ma anche nei segmenti della birra premium, del sidro e della stout, rivolgendosi ai clienti di pub, bar, supermercati e negozi di prossimità.
La società sta modificando la propria gamma per rispondere ai cambiamenti della domanda. Nel 2025 ha lanciato Monte Carlo Beer nel segmento super-premium. Ha inoltre dichiarato che una modifica, introdotta in aprile, della gradazione alcolica di Coors ha rafforzato il posizionamento del marchio nel mercato retail, dove in seguito ha registrato una forte crescita dei volumi. All’inizio di quest’anno, il produttore ha lanciato anche Caffrey’s Black, puntando sul segmento della stout in crescita.
Queste iniziative indicano che Molson Coors sta cercando di cogliere le opportunità di crescita nei segmenti in cui i consumatori sono ancora disposti a spendere, nonostante la domanda complessiva resti sotto pressione. Per il settore delle bevande nel suo insieme, ciò potrebbe tradursi in una maggiore attenzione alle linee premium, a strategie di canale più mirate e a prodotti pensati sia per gli scaffali dei supermercati sia per le spine dei pub.
La società ha anche avviato una riorganizzazione delle proprie attività. Nel marzo 2026, Molson Coors ha annunciato un programma di ristrutturazione volto a rafforzare la competitività nel lungo periodo e a semplificare l’attività. I piani prevedevano la proposta di chiusura di Sharp’s Brewery in Cornovaglia.
I risultati più recenti mostrano che il produttore di birra deve gestire contemporaneamente due pressioni: la debolezza della spesa dei consumatori e il cambiamento dei canali in cui acquistano alcolici. Per un’azienda presente in modo capillare sia nei pub sia nel retail, trovare un equilibrio tra questi fattori è fondamentale per ricavi, margini e investimenti futuri, in un mercato britannico della birra e del sidro in cui la concorrenza resta intensa.