Il TTB dice che le etichette “Serving Facts” richiedono ancora l’indicazione del contenuto alcolico
Le linee guida dicono che i prodotti con oltre lo 0,5% di alcol in volume devono ancora indicare il tenore alcolico secondo le norme federali di etichettatura.
venerdì 2 ottobre 2026
L'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau ha chiarito che le norme federali sull'etichettatura degli alcolici continuano a richiedere un'indicazione del contenuto alcolico anche quando un prodotto riporta un riquadro “Serving Facts”, un punto che potrebbe incidere sul modo in cui i produttori presentano le informazioni su bottiglie, lattine e altri imballaggi venduti negli Stati Uniti.
In una guida pubblicata nelle sue FAQ sull'alcol, il bureau ha affermato che, quando su un'etichetta è richiesta una dichiarazione “Serving Facts”, quel riquadro deve includere il contenuto alcolico del prodotto. L'agenzia ha inoltre aggiunto che la distinta dichiarazione obbligatoria del contenuto alcolico deve comunque comparire nelle informazioni di etichettatura previste, sia su un pannello espositivo sia nel pannello delle informazioni nutrizionali quando lì è richiesta la dichiarazione “Serving Facts”.
Il chiarimento riguarda un problema pratico di conformità per le aziende che usano il formato in stile nutrizionale sulle bevande alcoliche. La risposta dell'agenzia chiarisce che un riquadro “Serving Facts” non elimina l'obbligo di indicare il contenuto alcolico in base alle regole del TTB. L'indicazione dell'alcol resta quindi una parte obbligatoria dell'etichetta e deve essere collocata in modo conforme ai regolamenti dell'agenzia.
Secondo il bureau, la dichiarazione del contenuto alcolico è richiesta per tutti gli alimenti e le bevande sotto la giurisdizione del TTB che contengono più dello 0,5% di alcol in volume. L'agenzia ha affermato che il contenuto alcolico deve essere espresso come percentuale in volume, con formule come “% alcohol by volume” o “% alc/vol”.
Il TTB non ha presentato la FAQ come un cambiamento di policy, ma come una spiegazione di come si applicano le norme esistenti. Tuttavia, la guida offre una lettura più chiara per importatori, imbottigliatori, aziende vinicole, birrifici e distillatori che stanno esaminando il packaging o preparando le richieste di approvazione delle etichette. In pratica, ciò potrebbe contribuire a ridurre il rischio che un'etichetta sia ritenuta non conforme perché un'azienda ha supposto che un riquadro “Serving Facts” da solo fosse sufficiente a soddisfare l'obbligo di indicare l'alcol.
Il bureau ha inoltre rimandato le aziende ai propri regolamenti più ampi per le norme specifiche di prodotto. Nella FAQ, l'agenzia ha detto che i requisiti esatti per le dichiarazioni del contenuto alcolico sono stabiliti nei regolamenti del TTB e devono essere seguiti in base alla categoria di prodotto e all'etichetta utilizzata. Ciò significa che i produttori devono comunque verificare gli standard applicabili al tipo di bevanda che vendono, poiché le regole su collocazione e formato possono variare.
L'agenzia ha affermato che il motivo dell'obbligo di dichiarazione è duplice: assicurare che i consumatori siano informati su quanta alcol contenga un prodotto e soddisfare requisiti legali e di sicurezza. Questa spiegazione è coerente con l'approccio federale più ampio all'etichettatura degli alcolici, che considera il contenuto alcolico un'informazione essenziale e non un dettaglio promozionale volontario.
Per il settore delle bevande, il punto è particolarmente importante mentre sempre più prodotti competono su etichettatura, indicazioni nutrizionali e claim di trasparenza. Una lettura più chiara da parte del TTB può aiutare le aziende a evitare costosi rifacimenti, ritardi nelle approvazioni o problemi di distribuzione legati a errori di etichetta. Offre inoltre ai team di conformità una base più solida per stabilire dove il contenuto alcolico debba comparire quando un prodotto utilizza il formato “Serving Facts”.
Il bureau ha detto che ulteriori risorse sono disponibili attraverso il proprio materiale di guida e le FAQ per i produttori e gli operatori del marketing che hanno bisogno di aiuto per rispettare le norme sull'etichettatura degli alcolici. Il messaggio immediato dell'agenzia è quindi chiaro: se un prodotto sotto la supervisione del TTB contiene più dello 0,5% di alcol in volume, l'indicazione del contenuto alcolico resta obbligatoria e le aziende che usano “Serving Facts” devono assicurarsi che tale informazione sia inclusa nell'etichetta nella forma richiesta dalle norme federali.