Cantina Rauscedo presenta il suo primo Rapporto di Sostenibilità nel 75° anniversario

La cooperativa friulana interpreta il traguardo come un punto di svolta verso investimenti, trasparenza e una presenza internazionale più forte.

05-08-2026

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Cantina Rauscedo presenta il suo primo Rapporto di Sostenibilità nel 75° anniversario

Cantina Rauscedo, la cantina cooperativa con sede a Rauscedo, in provincia di Pordenone, ha celebrato sabato il suo 75° anniversario con una festa pubblica che ha unito la cerimonia a un messaggio aziendale chiaro: il produttore sta usando il traguardo per presentare una nuova fase incentrata su investimenti, sostenibilità e un profilo internazionale più forte.

L’evento, ospitato nella sede della cantina nel Nordest d’Italia, ha riunito soci conferitori, dipendenti, amministratori locali e ospiti. Ha inoltre aperto un più ampio programma per l’anniversario che, secondo la cooperativa, proseguirà fino al 2026: una scelta significativa per una cantina fondata nel 1951 e oggi impegnata a collegare la propria storia a un più ampio percorso di riposizionamento.

Al centro della serata c’è stata la presentazione del primo Rapporto di Sostenibilità di Cantina Rauscedo, un documento che il presidente Antonio Zuliani ha descritto come parte di un impegno per rendere più misurabile e più trasparente il valore creato dalla cooperativa per i soci e per il territorio. Nel suo intervento, Zuliani ha detto che il piano di rilancio della cantina si basa sulla qualità ed è sostenuto da nuove assunzioni, aggiornamenti tecnici e formazione continua per i viticoltori.

Ha affermato che la cooperativa ha rafforzato la propria struttura produttiva inserendo nuovi professionisti accanto al personale di lunga esperienza e ha investito nella modernizzazione sia delle attività di cantina sia della gestione dell’uva. L’obiettivo, ha detto, è migliorare costantemente i processi e aiutare i soci a esprimere con maggiore chiarezza l’identità del territorio attraverso le proprie uve e i vini finiti.

L’anniversario arriva in un momento di cambio al vertice. Il direttore generale Flavio Geretto, nominato solo pochi mesi fa, ha colto l’occasione per delineare la strategia di sviluppo della cantina per i prossimi anni. Il suo intervento si è concentrato sull’equilibrio tra continuità e cambiamento: preservare le radici cooperative aggiornando al tempo stesso immagine, spazi di ospitalità e posizionamento di mercato.

Geretto ha detto che il restyling della sede è il primo passo visibile di un percorso più ampio per ridefinire il modo in cui Cantina Rauscedo si presenta. La cantina vuole rafforzare la propria identità come marchio friulano riconoscibile, capace di viaggiare con maggiore efficacia nei mercati esteri, ha spiegato, mantenendo però il legame con la comunità locale e con la base dei soci conferitori.

Un messaggio che pesa per una cooperativa delle dimensioni di Cantina Rauscedo. La cantina riunisce oltre 300 famiglie vitivinicole e opera su circa 2.000 ettari nella Grave friulana, la pianura alluvionale tra i fiumi Tagliamento, Meduna e Cellina. L’area è nota per i suoi terreni ghiaiosi e per vini che da tempo fanno parte della reputazione del Friuli-Venezia Giulia, soprattutto i bianchi. Cantina Rauscedo produce anche Prosecco e opera sia sul mercato nazionale sia su quello estero.

La cooperativa ha usato l’anniversario per sottolineare questa dimensione, evidenziando al tempo stesso la pressione che grava sulle imprese vitivinicole di media e grande dimensione in un mercato in evoluzione. Geretto ha detto che la cantina opera in un settore in cui la concorrenza arriva sempre più da operatori di maggiori dimensioni e in cui restare fermi non è un’opzione. In questo contesto, ha presentato la cooperazione non soltanto come un modello storico, ma come un modo concreto per creare valore lungo la filiera.

La serata è stata anche un’occasione di presentazione prodotto. Geretto ha svelato due magnum celebrativi realizzati per il 75° anniversario, uno di Refosco e uno di Sauvignon, ciascuno con un’etichetta speciale creata per l’occasione. Le varietà sono state scelte per il loro legame con il patrimonio enologico friulano, con il Refosco a rappresentare uno dei vitigni rossi più noti della regione e il Sauvignon a richiamare la tradizione dei vini bianchi che ha contribuito a definire la produzione friulana.

Il sostegno istituzionale è stato una parte visibile della celebrazione, a conferma del ruolo della cantina nell’economia vitivinicola regionale. Agli ospiti è stato mostrato un videomessaggio di Francesco Lollobrigida, ministro italiano dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste. Nel corso della serata è stato inoltre trasmesso un messaggio di Massimiliano Fedriga, presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. Altri contributi sono arrivati da Alessandro Ciriani, eurodeputato, e da Stefano Zannier, l’esponente regionale responsabile di agricoltura, foreste e pesca. Michele Leon, sindaco di San Giorgio della Richinvelda, ha portato i saluti della comunità locale che ospita la cooperativa da decenni.

La presenza delle autorità non aveva solo un valore cerimoniale. Rifletteva un tema più ampio emerso durante l’evento: l’idea che il vino resti un veicolo di identità locale, sviluppo economico e promozione culturale. Questo punto era collegato direttamente alla designazione di Pordenone come Capitale italiana della Cultura per il 2027, che la cantina considera un’opportunità per presentare il proprio territorio e i propri vini a un pubblico più ampio.

Geretto ha detto che la cooperativa si sta preparando a quell’appuntamento e ritiene che il vino possa agire come uno degli ambasciatori più diretti del territorio. Per una cantina del Friuli, dove il rapporto tra paesaggio, agricoltura e identità regionale è spesso centrale nel branding, il legame con un anno dedicato alla cultura nella vicina Pordenone offre una piattaforma concreta per l’ospitalità e la visibilità.

Il programma per l’anniversario non si è limitato ai discorsi. Gli ospiti hanno assistito a un video che ripercorreva la storia della cantina dalla fondazione nel 1951 a oggi. È stata svelata anche una nuova opera alla presenza dell’artista Giorgio Celiberti, che ne ha spiegato il legame con la storia e il territorio della cooperativa. I dipendenti si sono riuniti per una foto commemorativa e i visitatori sono stati invitati a una visita guidata della cantina per vedere da vicino gli spazi di produzione e il processo di vinificazione.

La dimensione sociale della serata è stata pensata per rafforzare il carattere comunitario della cooperativa. Dopo il programma ufficiale, la cantina ha offerto un buffet e gli ospiti si sono trattenuti fino a tarda notte tra musica e cocktail. Se quella parte della celebrazione aveva un tono festoso, il messaggio ufficiale restava concentrato sulle questioni di lungo periodo: come modernizzare l’azienda, come comunicare più chiaramente la sostenibilità e come mantenere allineati i soci in un periodo di cambiamento.

Queste domande non sono un’esclusiva di Cantina Rauscedo. In tutta Italia, le cooperative sono sotto crescente pressione per investire in tecnologia, migliorare l’ospitalità, rafforzare i marchi e rispondere a una domanda dei consumatori in evoluzione sia in Italia sia all’estero. Per le cantine con una base ampia di soci, qualsiasi cambio di direzione richiede il consenso non solo del management, ma anche dei viticoltori che conferiscono l’uva e dipendono dall’andamento di mercato della cooperativa.

Scegliendo il 75° anniversario per pubblicare il suo primo rapporto di sostenibilità e presentare una nuova strategia d’immagine, Cantina Rauscedo sembra voler segnalare che desidera essere giudicata non solo sui volumi produttivi e sulla storia, ma anche sulla governance, sulla trasparenza e sulla capacità di competere in un mercato più esigente. In questo senso, l’anniversario è stato meno una retrospettiva che una svolta orchestrata verso il prossimo ciclo di investimenti.

La cantina ha comunicato che la celebrazione dell’1 agosto è stata la prima di una serie di eventi legati all’anno dell’anniversario. Il prossimo è previsto per il 7 ottobre, quando Cantina Rauscedo intende ospitare una conferenza dedicata al futuro dell’industria del vino, riunendo di nuovo soci, istituzioni e comunità locale mentre la cooperativa continua il proprio sforzo per ridefinire il suo ruolo in Friuli e oltre.

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