Le cantine corrono a capire la ricerca AI

Un nuovo report rileva che la maggior parte dei vertici delle cantine sta sperimentando l’intelligenza artificiale, anche se molti chiedono prove che possa migliorare la visibilità online.

22-04-2026

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Wine Wineries Rush to Understand AI Search

Il settore del vino si sta muovendo rapidamente per capire l’intelligenza artificiale, ma molte cantine non hanno ancora chiaro quanto potrà incidere sul loro business, secondo un nuovo report diffuso martedì dal Weinheimer Group.

Il Wine Industry AI Marketing Readiness Report ha intervistato proprietari di cantine verificati, operatori e responsabili marketing, rilevando che il 93% sta già sperimentando l’AI o raccogliendo informazioni in merito. Solo il 7% ha detto che non è una priorità. Eppure, il report sottolinea che resta ancora un ampio divario tra interesse e azione, soprattutto quando si tratta di usare l’AI per migliorare il modo in cui le cantine vengono trovate online.

Migliorare la reperibilità è stata indicata come la principale opportunità dal 60% degli intervistati. Allo stesso tempo, il 36% ha detto che il maggiore ostacolo è non sapere cosa sia reale e cosa sia hype, mentre il 29% ha affermato che prima di fare il primo passo avrebbe bisogno di prove chiare del ritorno sull’investimento.

Tim Weinheimer, brand-AI marketing strategist e creatore di Vintage2, ha detto che il settore è arrivato a un punto in cui l’AI non può più essere considerata un tema del futuro. Ha spiegato che la ricerca basata sull’AI e i motori generativi stanno già diventando il primo luogo in cui consumatori e buyer del trade cercano informazioni, e che le cantine non visibili in quei sistemi rischiano di perdere attenzione prima ancora che inizi una conversazione.

Il report è stato pubblicato insieme al lancio di Vintage2, un sistema educativo alimentato da GEOGrow pensato per aiutare le cantine a capire come l’AI stia cambiando la discovery e come possano reagire. Il programma si concentra sul comportamento di ricerca nell’AI, sugli audit della visibilità del brand, sull’allineamento narrativo e sulla Generative Engine Optimization, o GEO, che l’azienda descrive come un modo per assicurarsi che un marchio sia compreso, ritenuto affidabile e citato dalle piattaforme guidate dall’AI.

Weinheimer ha detto che Vintage2 è concepito come un sistema educativo più che come un prodotto software, con l’obiettivo di aiutare i team delle cantine a costruire competenze di lungo periodo invece di affidarsi soltanto a strumenti esterni.

Il report include anche i commenti di professionisti del settore vinicolo secondo cui la visibilità nell’AI sta già influenzando il loro lavoro di marketing. Valerie Elkins, direttrice delle membership presso William Chris Wine Company, ha detto che un workshop sulla readiness per l’AI ha aiutato il suo team a capire come i consumatori stiano trovando le cantine attraverso la ricerca guidata dall’AI e dove l’azienda abbia l’opportunità di comparire con maggiore continuità.

Vinoth Rajkumar, titolare di Cork2Glass, ha detto che la sua nuova attività ha considerato fin dall’inizio cruciale la visibilità nelle notizie, nelle valutazioni e recensioni online e nella ricerca AI. Ha aggiunto che in cinque mesi l’azienda ha registrato una visibilità costante che ha sostenuto la crescita iniziale.

I risultati arrivano mentre le cantine sono sotto pressione per adattare le proprie strategie digitali, con lo spostamento della scoperta da parte dei consumatori sempre più verso strumenti di ricerca che utilizzano l’AI generativa. Per molti nel settore, la domanda non è più se l’AI influenzerà il marketing del vino, ma quanto rapidamente riusciranno ad adeguarsi prima che i concorrenti ottengano un vantaggio nei sistemi che oggi determinano ciò che gli acquirenti vedono per primo.

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