22-04-2026

Una nuova analisi genetica di antichi vinaccioli suggerisce che la viticoltura in Francia sia iniziata più di 4.000 anni fa e che alcune varietà di uva oggi associate ai vigneti francesi fossero già presenti nel Medioevo.
I risultati, pubblicati su Nature Communications, arrivano da uno studio su 49 vinaccioli recuperati in siti archeologici, per lo più in Francia, e datati dall’età del Bronzo al tardo Medioevo. Sequenziando il DNA conservato all’interno dei semi, i ricercatori sono riusciti a ricostruire le relazioni tra viti antiche e moderne, a individuare tracce di scambi di piante a lunga distanza e a ricostruire pratiche agricole iniziali che hanno contribuito a plasmare la viticoltura europea.
Il lavoro aggiunge una dimensione molecolare a quanto gli archeologi avevano già ricostruito sulla base della forma dei semi e di altre evidenze materiali. Gli studi precedenti avevano mostrato che in Francia convivevano viti selvatiche e domesticate e che la coltivazione si espanse con i commerci mediterranei intorno al 600 a.C. I nuovi risultati del DNA confermano questa cronologia e suggeriscono che i coltivatori stessero già spostando piante e conoscenze nella regione molto prima di quanto documentato finora.
I ricercatori hanno spiegato che i semi provenivano da contesti archeologici umidi, che hanno favorito la conservazione di materiale genetico fragile. Il DNA è stato estratto in un laboratorio specializzato in DNA antico a Tolosa e poi letto con metodi di sequenziamento ad alta processività, capaci di ricostruire genomi quasi completi da campioni degradati. Nel complesso, il team ha analizzato circa 500 milioni di lettere genetiche.
Questo livello di dettaglio ha permesso agli scienziati di confrontare viti antiche e moderne e di inferire come venissero propagate. Alcune erano probabilmente ottenute tramite incrocio, che mescola i tratti di piante diverse. Altre sembrano essere state mantenute per via clonale attraverso talee, propaggini o innesto, un metodo che conserva geneticamente invariata nel tempo una varietà apprezzata.
Una delle evidenze più nette è stata un vinacciolo medievale che appare geneticamente identico al moderno pinot noir, l’uva strettamente legata alla Borgogna. Il risultato suggerisce che almeno alcune varietà emblematiche siano rimaste stabili per secoli.
Lo studio segnala anche ampie connessioni tra Europa e Mediterraneo. Le firme genetiche indicano influenze dalla Penisola Iberica, dai Balcani e dal Vicino Oriente, riflettendo il movimento di viti e pratiche agricole su lunghe distanze. Questo scambio ha contribuito a costruire la diversità delle uve coltivate in Francia e altrove.
Secondo i ricercatori, l’approccio potrebbe fare molto più che confermare una storia già nota. Il DNA antico potrebbe infatti aiutare un giorno a identificare caratteristiche come il colore degli acini o tratti legati al sapore in varietà scomparse, offrendo indizi su come le uve si siano adattate ai climi del passato e su come le società antiche le abbiano selezionate per la coltivazione.
I risultati arrivano mentre le regioni vitivinicole affrontano la pressione delle temperature in aumento e delle condizioni di crescita in cambiamento. Documentando come la diversità dell’uva si sia evoluta nel corso dei millenni, hanno detto i ricercatori, il DNA antico può contribuire a fornire un quadro più profondo di resilienza, selezione e cambiamento in una delle tradizioni agricole più importanti della Francia.
Fondata nel 2007, Vinetur® è un marchio registrato di VGSC S.L. con una lunga storia nel settore vinicolo.
VGSC, S.L. con partita IVA B70255591 è una società spagnola legalmente iscritta nel Registro delle Imprese della città di Santiago de Compostela, con il numero di registrazione: Bollettino 181, Riferimento 356049 nel Volume 13, Pagina 107, Sezione 6, Foglio 45028, Iscrizione 2.
Email: [email protected]
Sede e uffici a Vilagarcia de Arousa, Spagna.