21-04-2026

Pernod Ricard ha ottenuto il sostegno della famiglia Brown nella sua corsa a Brown-Forman, secondo quanto riportato da Bloomberg, mentre il gruppo francese degli spirits cerca un’operazione che unirebbe due dei nomi più noti del settore e potrebbe mettere in secondo piano una controfferta di Sazerac.
I colloqui, che non sono stati confermati pubblicamente da nessuna delle società coinvolte, ruotano attorno a una possibile “fusione tra pari” tra Pernod Ricard e Brown-Forman, la società del Kentucky che controlla Jack Daniel’s e Woodford Reserve. La famiglia Brown, che controlla Brown-Forman da cinque generazioni sin dalla fondazione della società nel 1870, sarebbe favorevole a questa struttura rispetto all’offerta interamente in contanti di Sazerac, che valuta Brown-Forman circa 15 miliardi di dollari.
Sazerac, altra società americana degli spirits controllata da una famiglia, ha messo sul tavolo circa 32 dollari per azione per Brown-Forman, al di sopra del prezzo di chiusura di 28,94 dollari registrato lunedì a Wall Street. Alla chiusura, la capitalizzazione di mercato di Brown-Forman era di circa 13,47 miliardi di dollari, contro i 17 miliardi di euro, pari a circa 20,01 miliardi di dollari, di Pernod Ricard.
Persone vicine ai colloqui affermano che i Brown vedono vantaggi strategici in una combinazione con Pernod Ricard, che considerano dotata di un portafoglio marchi globale più ampio e di una rete distributiva internazionale più forte rispetto a Sazerac. Preferiscono inoltre una struttura che lascerebbe loro una quota nella società risultante attraverso uno scambio azionario anziché una cessione totale in contanti.
Secondo una delle ipotesi in discussione, circa l’80% del corrispettivo sarebbe pagato in azioni e il resto in contanti, garantendo agli azionisti di Brown-Forman un premio rispetto ai livelli a cui il titolo trattava quando Pernod Ricard si è avvicinata per la prima volta alla società. La componente cash aumenterebbe l’indebitamento di Pernod Ricard, anche se il gruppo francese potrebbe cercare altre strade per mantenere il rapporto debito/patrimonio netto vicino ai livelli attuali.
Brown-Forman non ha commentato pubblicamente le trattative. Anche Pernod Ricard non ha confermato alcun colloquio sull’operazione. La società ha dichiarato soltanto di riesaminare regolarmente opzioni strategiche e scelte sulla struttura del capitale per creare valore per azionisti, dipendenti, clienti e altri stakeholder, sottolineando però che non è stata presa alcuna decisione su specifiche iniziative.
L’interesse riportato per Brown-Forman arriva mentre Pernod Ricard sta valutando anche se quotare la propria attività in India, mossa che le darebbe accesso a uno dei mercati a più rapida crescita e potrebbe raccogliere capitale in un momento in cui i gruppi globali degli spirits sono sotto pressione per rendere i portafogli più selettivi e gestire con maggiore attenzione il debito.
L’India è il secondo mercato di Pernod Ricard ed è uno dei più redditizi. Nell’ultimo trimestre, le vendite organiche nel Paese sono aumentate dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025. La società ha riconosciuto le speculazioni di mercato su una possibile offerta pubblica iniziale della sua affiliata indiana, ma non ha confermato alcun piano.
Una quotazione parziale avvicinerebbe Pernod Ricard al modello di Diageo in India, dove Diageo controlla United Spirits attraverso una partecipazione del 55,58% acquisita dopo l’acquisizione nel 2013 della holding di Vijay Mallya. Per Pernod Ricard, qualsiasi mossa in India si inserirebbe inoltre in un quadro più ampio di interrogativi su quanto aggressivamente intenda impiegare capitale mentre valuta uno dei maggiori potenziali deal nel settore degli spirits quest’anno.
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