L’industria vinicola italiana accelera la stagione delle acquisizioni

Dazi, export più deboli e passaggi generazionali spingono i produttori ad acquistare etichette premium e a costruire portafogli più ampi.

14-04-2026

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Italy’s wine industry accelerates a wave of takeovers

L’industria vinicola italiana sta entrando in una fase di ristrutturazione, con un’accelerazione delle acquisizioni, un indebolimento dell’export e una competizione sempre più intensa nei principali mercati esteri. A guidare il cambiamento sono una combinazione di passaggi generazionali nelle famiglie, l’interesse degli investitori per le etichette premium e la pressione dei dazi e della domanda in evoluzione all’estero.

L’ultimo raccolto dà la misura del settore. La vendemmia 2025 dell’Italia è stimata a 47,4 milioni di ettolitri, davanti ai 37,4 milioni della Francia e ai 29,4 milioni della Spagna. Ma la leadership produttiva non si è tradotta in leadership nei ricavi. L’Italia vende ancora più vino di qualsiasi altro Paese, ma incassa meno della Francia, che genera oltre 11 miliardi di euro dall’export con volumi inferiori.

Il quadro commerciale nel 2025 è stato difficile. Le esportazioni italiane di vino sono scese del 3,7% a 7,8 miliardi di euro, mentre i volumi sono calati a 21 milioni di ettolitri. Gli Stati Uniti sono stati il principale freno alla performance. Le vendite lì sono scese a 1,76 miliardi di euro, in calo del 9,2%, pari a 178 milioni di euro, con l’entrata in vigore dei dazi sui vini europei il 3 aprile 2025. Il valore complessivo dei dazi applicati al vino è aumentato bruscamente, da 81,8 milioni di dollari a 492,2 milioni.

Il contesto tariffario resta incerto. Dal 24 febbraio 2026 è in vigore un dazio del 10% su tutte le importazioni europee negli Stati Uniti, misura destinata a scadere il 24 luglio 2026. Il presidente Trump ha detto di voler riportare l’aliquota al 15%, anche se finora non è stato emesso alcun ordine esecutivo formale. Federvini, l’associazione italiana del settore vinicolo, ha avvertito che il 2026 sarà “l’anno della verità”, con i primi sei mesi attesi come quelli in cui emergerà il reale impatto delle nuove condizioni commerciali.

L’Europa ha contribuito ad attenuare il colpo. Le esportazioni verso i mercati europei sono aumentate leggermente dello 0,7% e gli spumanti hanno registrato una forte crescita tra il 2019 e il 2025, pari al 72%. Anche l’Europa orientale ha mostrato dinamismo, con Polonia, Repubblica Ceca, Romania e Bulgaria, insieme a destinazioni emergenti come Brasile e Vietnam.

In questo contesto è iniziata una ondata di fusioni e acquisizioni che sta ridisegnando la mappa del vino italiano. Le operazioni condividono una logica comune: il capitale si sta spostando verso denominazioni ad alta reputazione, vitigni distintivi e marchi già posizionati nel segmento premium.

La più recente grande operazione risale al 31 marzo, quando Angelini Wines & Estates ha acquisito una quota di maggioranza in Arnaldo Caprai. Angelini ha comprato le quote detenute da parte della famiglia fondatrice non attiva in azienda e dal fondo Orlean. Marco Caprai, che ha contribuito a trasformare il Sagrantino di Montefalco da vitigno quasi dimenticato in una denominazione riconosciuta a livello internazionale, ha aumentato la propria partecipazione dal 25,5% al 35% e resta presidente e amministratore delegato.

Angelini Wines & Estates comprende ora sei cantine, circa 1.700 ettari complessivi e all’incirca 460 ettari vitati. Produce circa 4 milioni di bottiglie l’anno e dichiara ricavi per 25 milioni di euro. La divisione vino fa capo ad Angelini Industries, gruppo con ricavi per 1,6 miliardi di euro tra farmaceutica, macchinari, profumi e vino.

Nel Sud Italia, la Campania ha visto due movimenti rilevanti nel 2025. Tenuta Ulisse, cantina abruzzese il cui azionista di maggioranza è White Bridge Investments II, ha acquisito Montevetrano, una delle etichette più riconoscibili della regione. Fondata da Silvia Imparato nei primi anni Novanta e nota per un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Aglianico sviluppato con Riccardo Cotarella, Montevetrano fa ora parte di una strategia più ampia per costruire una piattaforma multiregionale focalizzata sulle eccellenze dell’Italia centrale e meridionale. Tenuta Ulisse aveva già acquistato Cirelli in Abruzzo.

Sempre in Campania, Galardi è entrata in Tenute Capaldo nel 2023.

In Puglia, Tommasi Family Estates ha acquistato Tenuta Eméra nella provincia di Taranto e Cantina Moros nel Salento, entrambe concentrate su Primitivo e Negroamaro di fascia alta. Le proprietà vitate del gruppo superano ora gli 800 ettari. Nella stessa regione, Cantine PaoloLeo ha acquisito Candido, storico produttore salentino, mentre la famiglia Liantonio ha riacquistato il controllo di Torrevento nell’Alta Murgia.

In Piemonte, Oniwines, il veicolo d’investimento della famiglia Veronesi che controlla anche la catena di wine bar Signorvino, ha acquisito Pico Maccario a Mombaruzzo nel luglio 2025. L’azienda dispone di oltre 100 ettari e produce vini che spaziano dal Barbera d’Asti DOCG e Nizza fino a Gavi, Moscato e Barolo. Si è trattato della terza acquisizione in un anno per Oniwines dopo Villa Bucci nelle Marche e Podere Guardia Grande in Sardegna. All’inizio del 2026 è entrata anche in ERT1050, una cantina situata a un’altitudine di 1.050 metri.

A Pantelleria, Pasqua Vini ha acquistato una quota del 75% di Serraglia, precedentemente appartenuta all’attrice Carole Bouquet e nota per i vini da Zibibbo. Paolo Scudieri ha acquisito Abraxas, un altro produttore di riferimento dell’isola. Veraison Group ha chiuso il 2025 con tre operazioni: un investimento in Cantine Alcesti in Sicilia, una joint venture con Vallebelbo in Piemonte e la gestione del marchio Conti Sertoli Salis in Valtellina. Il gruppo ha già annunciato altri due accordi per l’inizio del 2026.

Tre forze stanno alimentando questa concentrazione.

La prima è il cambio generazionale. Molte cantine familiari italiane stanno affrontando passaggi proprietari che aprono naturalmente la porta a capitali esterni. Il caso Caprai ne è un esempio: l’ingresso di Angelini ha risolto una questione interna alla proprietà familiare dando al tempo stesso alla cantina accesso alle risorse distributive e finanziarie necessarie per competere a livello internazionale nella fascia premium.

La seconda è la strategia di portafoglio. I gruppi attivi stanno costruendo collezioni complementari tra regioni diverse, varietà d’uva e fasce di prezzo: rossi strutturati, spumanti, etichette iconiche e vini territoriali. La diversificazione non è un fine in sé; è una risposta alla volatilità del mercato e alla dipendenza eccessiva da un solo Paese o da una sola denominazione.

La terza è il posizionamento qualitativo. Nei mercati occidentali maturi il consumo pro capite è in calo, ma i consumatori restano disposti a spendere di più per vini di qualità superiore. Il fine wine continua a mostrare resilienza e ad attrarre investimenti. Il mercato globale del fine wine è stimato intorno ai 30 miliardi di euro ed è previsto crescere tra il 4% e il 6% l’anno fino al 2030.

Potrebbero seguire altre operazioni. Sono circolate indiscrezioni su interessamenti per Schiopetto e Volpe Pasini in Friuli Venezia Giulia; Garofoli e Chiacchiarini-Sartarelli nelle Marche; mentre diverse cantine familiari produttrici di Barolo, Chianti Classico e Brunello di Montalcino in Toscana e Piemonte avrebbero ricevuto offerte da gruppi più grandi.

A Vinitaly questa settimana a Verona, il settore si presenta come grande ma frammentato: 14 miliardi di euro di ricavi diretti, oltre 530.000 imprese e circa 870.000 lavoratori nell’intero sistema allargato. Eppure solo circa 46.000 cantine imbottigliano vino su una scala tale da garantire loro una reale presenza globale.

La questione centrale non è il volume ma il valore. La Francia incassa più dall’export pur vendendo meno vino all’estero. La risposta dell’Italia finora è stata la concentrazione: acquistare marchi con identità più forti, costruire portafogli premium e distribuire il rischio tra regioni e mercati mentre i dazi ridisegnano i flussi commerciali all’estero.

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