La commissione del Parlamento europeo fa pressione per l'introduzione di avvertenze sanitarie obbligatorie sulle etichette degli alcolici

La bozza di rapporto sollecita una rapida azione legislativa mentre i tassi di cancro aumentano e gli sforzi di prevenzione si arenano in tutta l'Unione Europea

09-04-2026

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European Parliament Committee Presses for Mandatory Health Warnings on Alcohol Labels

Il dibattito sulle avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche è tornato al centro delle discussioni politiche europee dopo la pubblicazione di una bozza di relazione da parte della Commissione per la salute pubblica del Parlamento europeo. Il documento, pubblicato a fine marzo, fa parte della revisione in corso del Piano europeo per la lotta contro il cancro (BECA), un quadro globale lanciato nel 2021 per affrontare la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e la sopravvivenza del cancro in tutta l'Unione europea.

La bozza di relazione esorta la Commissione europea a procedere "senza ulteriori ritardi" con le proposte legislative che richiederebbero l'obbligo di avvertenze sanitarie sulle etichette degli alcolici. Questa raccomandazione arriva dopo i precedenti ritardi, tra cui la decisione dell'Irlanda di rinviare le proprie norme sull'etichettatura dal 2026 al 2028. La questione sembrava risolta da tempo, ma è riemersa in seguito alle crescenti preoccupazioni sui tassi di cancro e sul ruolo dell'alcol come fattore di rischio.

Il cancro rimane una delle principali cause di morte in Europa. Nel 2022, a 2,7 milioni di europei è stato diagnosticato il cancro e 1,3 milioni sono morti a causa della malattia. Le proiezioni indicano che entro il 2040 i nuovi casi di cancro aumenteranno del 18% e i decessi del 26%. Anche l'impatto economico è significativo, con costi annuali che superano i 100 miliardi di euro e gli Stati membri che perdono l'equivalente di 1,1 milioni di lavoratori a tempo pieno ogni anno.

Il rapporto sottolinea che la prevenzione è la strategia più efficace in termini di costi per il controllo del cancro. Rileva che il 40% dei casi di cancro potrebbe essere evitato affrontando fattori di rischio come l'uso di tabacco, il consumo di alcol, l'obesità, l'inquinamento ambientale e l'esposizione a sostanze pericolose. In particolare, si afferma che il tabacco causa il 27% di tutti i tumori e che tre decessi su dieci dovuti all'alcol sono dovuti al cancro.

Nonostante queste statistiche, i progressi nell'implementazione di avvertenze sanitarie obbligatorie per le bevande alcoliche sono stati lenti. La Commissione aveva promesso di agire entro il 2023, ma non ha ancora presentato proposte concrete. Il progetto di relazione esprime rammarico per questo ritardo e chiede un'azione legislativa immediata.

L'industria del vino e degli alcolici in Europa ha espresso preoccupazione per questi sviluppi. I produttori sostengono che le avvertenze sanitarie obbligatorie potrebbero penalizzare ingiustamente un settore economicamente importante e culturalmente significativo in molti Paesi dell'UE. Essi sottolineano che dibattiti simili si sono già svolti in passato, in particolare durante la spinta dell'Irlanda per leggi più severe sull'etichettatura, che ha incontrato una forte opposizione da parte di diversi Stati membri e gruppi industriali.

Il piano BECA è di ampia portata, con 4 miliardi di euro stanziati per la prevenzione (49,4%), lo screening (24,9%), il trattamento (13,9%), la qualità della vita (6,8%) e la riduzione delle disuguaglianze (4,6%). Secondo il rapporto, oltre il 90% delle azioni pianificate sono state completate o sono in corso. Tuttavia, il rapporto rileva anche che la maggior parte dei finanziamenti è diretta alla ricerca piuttosto che all'attuazione clinica diretta o agli interventi di salute pubblica.

Negli Stati membri dell'UE persistono disparità nell'incidenza, nella diagnosi, nel trattamento e nella sopravvivenza dei tumori. Ad esempio, i tassi di screening del cancro al seno variano notevolmente, da meno del 10% a più del 90%, e i tassi di sopravvivenza per alcuni tipi di cancro variano fino al 20% tra i vari Paesi. Il rapporto chiede interventi mirati per affrontare queste disuguaglianze e migliorare l'accesso alle cure per i gruppi svantaggiati.

La bozza affronta anche altre misure preventive oltre all'etichettatura degli alcolici. Chiede di accelerare il lavoro sull'etichettatura nutrizionale nella parte anteriore della confezione e sulle strategie per ridurre il consumo di alimenti ad alto contenuto di grassi e ultra-lavorati, soprattutto tra i giovani. Le campagne di vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV) e l'epatite B sono evidenziate come strumenti importanti per prevenire alcuni tipi di cancro.

Un tema chiave del rapporto è la necessità di migliorare il monitoraggio e la valutazione dei risultati, piuttosto che limitarsi a verificare se le azioni sono state avviate. La Corte dei conti europea ha recentemente criticato la mancanza di indicatori di risultato coerenti nell'attuazione del piano BECA.

I prossimi passi dipenderanno da come la Commissione europea risponderà a queste raccomandazioni e se avanzerà proposte legislative sull'etichettatura degli alcolici. La questione rimane controversa sia nei circoli politici che nelle industrie interessate.

Per ora, la rinnovata attenzione alle avvertenze sanitarie indica che il dibattito sul ruolo dell'alcol nella salute pubblica - e sulla sua regolamentazione - rimane irrisolto ai più alti livelli della politica europea. Poiché i tassi di cancro continuano ad aumentare e la prevenzione diventa una priorità ancora più importante, è probabile che misure come l'etichettatura obbligatoria continuino a essere prese in considerazione, nonostante la resistenza di alcuni settori dell'economia.

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