La commissione commercio del Parlamento europeo appoggia il piano per tagliare la maggior parte dei dazi sulle merci statunitensi

Le proposte passano all'esame dell'intero Parlamento: i legislatori cercano di rafforzare i legami commerciali transatlantici, aggiungendo al contempo salvaguardie per le industrie dell'UE

23-03-2026

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European Parliament Trade Committee Backs Plan to Cut Most Tariffs on U.S. Goods

I membri della Commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo hanno votato a favore di due proposte legislative che eliminerebbero la maggior parte delle tariffe sui prodotti industriali e agricoli provenienti dagli Stati Uniti. La votazione, svoltasi la scorsa settimana a Bruxelles, ha visto 29 voti a favore, 9 contrari e un'astensione. Le proposte fanno parte degli sforzi in corso per rafforzare le relazioni commerciali transatlantiche e affrontare le dispute di lunga data sulle tariffe.

Bernd Lange, relatore del Parlamento per la questione, ha dichiarato dopo il voto che la commissione ha raggiunto un'ampia maggioranza a sostegno di un testo forte, volto a garantire stabilità ed equità nel commercio con gli Stati Uniti. Ha sottolineato che il Parlamento intende mantenere il controllo sulla decisione finale e sull'attuazione di qualsiasi accordo. Secondo Lange, è stata stabilita una rete di sicurezza chiara e graduale per affrontare le principali carenze della proposta originaria della Commissione europea.

Uno dei punti principali evidenziati da Lange è che qualsiasi tariffa imposta all'UE o ai suoi Stati membri come risultato di decisioni di politica estera sarebbe inaccettabile. Per questo motivo, la commissione ha aggiornato e rafforzato la clausola di sospensione. In caso di imposizione di tali tariffe, i lavori legislativi per l'attuazione delle preferenze tariffarie per i prodotti statunitensi verrebbero immediatamente sospesi. Lange ha dichiarato che le minacce di tariffe contro uno Stato membro sono considerate minacce contro tutti.

Il comitato ha inoltre concordato una clausola di entrata in vigore immediata. Ciò significa che, mentre la legislazione potrebbe essere adottata per implementare l'accordo, le preferenze tariffarie per i prodotti statunitensi entrerebbero in vigore solo quando gli impegni presi a Turnberry saranno pienamente rispettati dagli Stati Uniti. Un'altra condizione per l'attuazione è la riduzione delle tariffe sui prodotti dell'UE contenenti meno del 50% di acciaio o alluminio, dal 50% al 15%.

Lange ha spiegato che queste nuove condizioni integrano elementi precedentemente negoziati che riguardano cinque aree chiave: una soluzione specifica per l'acciaio e l'alluminio, una clausola di scadenza, una disposizione di sospensione, un meccanismo di salvaguardia e un articolo di sospensione rafforzato. Ha inoltre avvertito che se gli Stati Uniti dovessero aumentare le attuali tariffe della Sezione 122 dal 10% al 15% su tutta la linea, la maggior parte dei prodotti dell'UE si troverebbe ad affrontare tariffe effettive superiori al limite del 15% a causa delle regole della nazione più favorita. Tale aumento comporterebbe anche la sospensione dei lavori legislativi su questi dossier.

Il voto era stato originariamente programmato per gennaio, ma è stato rinviato due volte a causa delle minacce statunitensi contro la Groenlandia e dell'incertezza conseguente alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti. Lange ha espresso la speranza che quest'ultimo voto promuova uno slancio positivo per la cooperazione, riduca le minacce tariffarie e consenta alle imprese e ai consumatori di entrambe le sponde dell'Atlantico di pianificare il futuro con maggiore certezza.

Le due proposte legislative saranno ora sottoposte al voto dell'intero Parlamento europeo il 26 marzo. Se approvate, inizieranno i negoziati con i governi dell'UE sulla versione finale della legislazione. Il risultato potrebbe avere implicazioni significative per i produttori agricoli sia in Europa che negli Stati Uniti, nonché per le più ampie relazioni commerciali tra i due blocchi economici. I gruppi agricoli europei hanno già espresso preoccupazione per i potenziali impatti sui produttori locali se i prodotti statunitensi otterranno un accesso più facile ai mercati dell'UE con tariffe ridotte. Si prevede che il dibattito continuerà mentre i legislatori soppesano i vantaggi economici rispetto ai possibili rischi per le industrie nazionali.

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