La Cina impone tariffe di ritorsione sul brandy europeo

Le tariffe dell'UE sui veicoli elettrici scatenano la risposta cinese

08-10-2024

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Chinese sommelier evaluates a brandy
Sommelier cinese valuta un brandy

La Cina inizierà a imporre ulteriori tariffe sul brandy europeo a partire dall'11 ottobre, come reazione alla recente decisione della Commissione Europea di procedere con tariffe sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi. Il Ministero del Commercio cinese ha annunciato martedì l'attuazione di misure antidumping provvisorie sulle importazioni di brandy dall'Unione Europea. Tali misure richiederanno agli importatori il pagamento di depositi cauzionali presso le dogane cinesi a partire da venerdì prossimo. Secondo il comunicato del Ministero, l'indagine sul brandy europeo è iniziata il 5 gennaio 2023 ed è giunta alla conclusione che il prodotto veniva venduto sul mercato cinese con margini di dumping compresi tra il 30,6% e il 39%, costituendo una minaccia significativa per l'industria locale cinese del brandy.

Inizialmente, alla fine di agosto, le autorità cinesi avevano dichiarato che non avrebbero imposto dazi provvisori, nonostante fossero state riscontrate prove di dumping. Tuttavia, la situazione è cambiata dopo che la Commissione europea ha deciso di anticipare i suoi piani di imposizione di tariffe sui produttori cinesi di veicoli elettrici, che Pechino vede come una mossa di ritorsione. Le nuove misure si applicheranno a tutte le importazioni europee di brandy, colpendo soprattutto i prodotti francesi come il cognac e l'armagnac. Gli importatori di questi alcolici dovranno effettuare depositi equivalenti al livello tariffario medio del 35% annunciato il 29 agosto. Questo ha causato preoccupazione tra i produttori francesi, soprattutto quelli del settore del cognac. Il Bureau National Interprofessionnel du Cognac (BNIC), che rappresenta i produttori di cognac francesi, ha chiesto al governo francese di intervenire, affermando che il settore è diventato "ostaggio" di una più ampia disputa commerciale tra Unione Europea e Cina.

Le nuove tariffe arrivano in un momento di forti tensioni commerciali tra l'UE e la Cina. Il conflitto si è inasprito dopo che Bruxelles ha avviato un'indagine di nove mesi sui veicoli elettrici cinesi, concludendo che l'industria automobilistica cinese riceveva un sostanziale sostegno statale, distorcendo così la concorrenza nel mercato europeo. In risposta, la Commissione europea ha proposto livelli diversi di tariffe in base all'entità degli aiuti di Stato forniti ai diversi produttori: 7,4% per BYD, 20% per Geely e fino al 38,1% per SAIC. Le case automobilistiche occidentali che operano in Cina, come Tesla e BMW, dovrebbero pagare un dazio del 21%. Le tariffe proposte hanno suscitato reazioni contrastanti in Europa. La Francia ha appoggiato la misura, definendola "proporzionata e calibrata", mentre la Germania ha espresso preoccupazione per il potenziale impatto sulla sua industria automobilistica.

La decisione della Cina di applicare queste tariffe provvisorie sul brandy europeo viene vista come una risposta diretta alle azioni dell'UE contro i veicoli elettrici cinesi. Il BNIC ha avvertito che questi nuovi dazi potrebbero avere un impatto devastante sul settore del brandy francese, uno dei principali esportatori in Cina. Il BNIC esorta le autorità francesi a proteggere l'industria, affermando che l'escalation del conflitto commerciale mette i produttori francesi in una posizione precaria per una questione che non hanno contribuito a creare. Secondo il BNIC, le tariffe potrebbero danneggiare gravemente sia i produttori di brandy sia le regioni francesi che fanno grande affidamento sulle esportazioni di brandy.

Sebbene le misure attuali siano provvisorie, la Cina ha indicato che potrebbe imporre tariffe permanenti sugli alcolici dell'UE non appena l'Unione Europea emanerà formalmente le proprie tariffe sui veicoli elettrici cinesi. Ciò potrebbe accadere già alla fine di ottobre. Se queste tariffe venissero applicate, segnerebbero un inasprimento del conflitto commerciale tra la Cina e l'UE, con potenziali ripercussioni non solo sul settore del brandy, ma anche su una serie di altre industrie di entrambe le parti. Allo stato attuale, i produttori francesi, in particolare quelli del segmento premium del cognac, si preparano a subire perdite significative in uno dei loro mercati più redditizi.

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