22-02-2024

Il mondo del vino è un'affascinante miscela di tradizione e innovazione, in cui pratiche secolari incontrano tecnologie all'avanguardia per creare magia in bottiglia. Tra le miriadi di sfide che i viticoltori devono affrontare, il controllo del Brettanomyces, colloquialmente noto come "Brett", si distingue come un avversario formidabile nella ricerca di una produzione vinicola di qualità. Questo lievito, pur contribuendo talvolta alla complessità dell'aroma di un vino in piccole quantità, può diventare l'incubo dei viticoltori, trasformando un vino potenzialmente squisito in un vino con odori prepotenti e spesso sgradevoli che ricordano il cuoio, l'aia o le qualità medicinali, se non viene controllato. L'evoluzione della tecnologia nel campo dell'enologia, in particolare per quanto riguarda la comprensione e la gestione di Brett, illustra una storia avvincente di progresso scientifico che incontra l'artigianato.
Il ruolo di Brettanomyces nella vinificazione è un'arma a doppio taglio. Da un lato, la sua presenza a bassi livelli può aggiungere caratteristiche desiderabili a certi vini, fornendo complessità e profondità. Dall'altro, quando le popolazioni esplodono, gli aromi che ne derivano possono dominare e rovinare il delicato equilibrio di un vino, causando perdite economiche significative e danneggiando la reputazione di una cantina. La sfida, quindi, non sta nell'eradicazione completa di Brett (che potrebbe diminuire la complessità del vino), ma nella sua gestione meticolosa per garantire che contribuisca positivamente senza sopraffare il profilo sensoriale del vino.
I progressi nella comprensione genetica di Brettanomyces sono stati a dir poco rivoluzionari. Le scoperte sulla poliploidia e sulle variazioni fenotipiche all'interno della specie hanno aperto nuove porte per una gestione più efficace di questi microrganismi in cantina. Questa conoscenza genetica ha portato allo sviluppo di nuove strategie e strumenti analitici per il rilevamento e il controllo di Brett, evidenziando l'importanza della precisione nella vinificazione. La resistenza di Brett alle misure di controllo tradizionali, come l'anidride solforosa (SO2), e la sua capacità di aderire alle superfici della cantina, sottolineano la necessità di approcci innovativi alla sua gestione.
Uno dei progressi tecnologici più significativi in questa battaglia contro il Brett è l'applicazione della tecnologia PCR digitale. Ispirata dal suo utilizzo durante la pandemia di COVID-19, la PCR digitale offre un livello di sensibilità senza precedenti nel rilevare e quantificare le popolazioni di Brettanomyces. I metodi tradizionali di PCR potevano solo indicare la presenza o l'assenza del DNA bersaglio, ma con l'evoluzione verso la PCR quantitativa, e ora la PCR digitale, i viticoltori possono monitorare i livelli esatti di Brett, consentendo interventi tempestivi e precisi.
Questa precisione è fondamentale, soprattutto se si considerano i fattori che aumentano la vulnerabilità di un vino alla contaminazione da Brett, come i livelli di pH più elevati, gli zuccheri residui e la presenza di precursori fenolici nelle uve più mature. La capacità di monitorare le popolazioni di Brett in tempo reale e con grande precisione consente ai viticoltori di adottare strategie preventive più efficaci, riducendo al minimo il rischio di deterioramento.
Inoltre, il perfezionamento di queste tecniche, compresa la capacità di identificare ceppi specifici di Brettanomyces, offre un approccio più sfumato alla gestione di questi lieviti. Lo sviluppo di strumenti come TYP\Brett, che fornisce informazioni non solo sulla popolazione totale di Brett, ma anche sulla percentuale di ceppi con caratteristiche particolari (come la resistenza alla SO2 o la propensione ad aderire alle superfici), rappresenta un cambiamento paradigmatico nel settore. Questo livello granulare di comprensione consente interventi mirati, riducendo la dipendenza da pratiche ad ampio spettro che possono avere conseguenze indesiderate sulla qualità del vino.
L'evoluzione della tecnologia in enologia, in particolare nella lotta contro il Brettanomyces, esemplifica il delicato equilibrio tra il mantenimento della tradizione e l'adozione dell'innovazione. I progressi nella comprensione genetica e negli strumenti analitici hanno dato ai viticoltori la possibilità di affinare le loro pratiche, garantendo la produzione di vini di alta qualità che esprimono il meglio di ciò che i loro terroir hanno da offrire. Con la continua evoluzione della tecnologia, l'industria del vino si trova sulla soglia di nuove possibilità, dove il controllo del Brettanomyces è solo un esempio di come il progresso scientifico possa migliorare l'arte della vinificazione.
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