Amarone della Valpolicella Valpantena 2018 di Costa Arènte

La prima annata interamente prodotta nella tenuta di Grezzana

23-08-2023

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Grezzana - Quest'anno Costa Arènte presenta con orgoglio l'Amarone della Valpolicella Valpantena 2018, la prima etichetta prodotta interamente all'interno della tenuta, anche grazie al fruttaio inaugurato nel 2018 e alla nuova barricaia. Icona del suo territorio, l'Amarone è un rinomato vino nobile, uno dei più grandi rossi italiani. La filosofia di Costa Arènte parte dall'attenta cura dei vigneti che promuove il rispetto della natura attraverso la viticoltura integrata e preserva le tradizioni secolari della zona, come l'utilizzo della pergola veronese e del solaio per l'appassimento. Tutte le operazioni in vigna sono svolte manualmente, privilegiando le varietà autoctone e mantenendo basse rese per trasferire appieno le caratteristiche delle uve e del terroir della Valpantena in bottiglia. Il legno viene utilizzato con saggezza, esclusivamente durante l'affinamento dei vini, e senza esagerare.

"L'uscita dell'Amarone 2018 è il completamento di un percorso che in realtà è un punto di partenza. Ci ha portato a conoscere e riscoprire le potenzialità del territorio e dei nostri vigneti, non solo per quanto riguarda l'intero ciclo produttivo ma anche per quanto riguarda lo stile autentico di Costa Arènte, definendo sempre di più la nostra missione: produrre un Amarone elegante e beverino che non rinunci alla complessità, alla struttura e al potenziale di invecchiamento." Dice Giovanni Casati, Enologo e Agronomo Capo del Gruppo e Direttore della Tenuta di Costa Arènte. "Questa etichetta mi riempie di gioia e di orgoglio perché è stato un po' come prendersi cura del primo figlio. Abbiamo visto crescere i grappoli, li abbiamo curati fino alla vendemmia e poi li abbiamo messi a riposare nel nuovo fruttaio per l'appassimento fino alla vinificazione, prestando attenzione a ogni varietà per ottenere il blend di uve perfetto." Aggiunge Casati.

VALPANTENA: nobile longevità

Il blend dell'annata 2018 è composto per il 50% da Corvina, per il 40% da Corvinone e per il 10% da Rondinella. "Utilizziamo varietà locali veronesi, in particolare Corvina e Corvinone, che hanno nel loro DNA caratteristiche nobili come il Nebbiolo e il Sangiovese e sono in grado di dare vini adatti all'invecchiamento". Spiega Giovanni Casati.

Le uve sono state coltivate in Valpantena, a Costa di Romagnano, nel comune di Grezzana, su pendii collinari che si elevano fino a 600 m, ma che si trovano prevalentemente a 100-250 m s.l.m.. Il substrato è costituito da marne calcaree, è argilloso-limoso con reazione sub-alcalina e ricco di minerali come potassio, manganese, calcio, ferro, zinco; è frequente anche la presenza di fossili. Questo tipo di terreno garantisce un'elevata acidità che conferisce al vino eleganza e capacità di invecchiamento, a parità di grado alcolico e struttura. Il metodo di allevamento della vite utilizzato è la tradizionale pergola veronese - sia semplice che doppia - con viti che vanno dai 10 ai 25 anni di età.

NOTE SULLA VENDEMMIA E SULLA VINIFICAZIONE 2018

Un nuovo fruttaio e un sapiente uso del legno per un'annata sorprendente

Quella del 2018 si è rivelata un'annata sorprendente vista la criticità dell'anno precedente: caratterizzato da gelate, forte caldo e una grandinata che ha distrutto circa il 70% del raccolto. Le piante hanno recuperato pienamente la loro salute, riprendendosi dallo stress subito e riprendendo completamente un ciclo vegetativo ottimale. Il 2018 è stata un'annata regolare che non ha registrato particolari siccità o stress; la maturazione e lo sviluppo vegetativo sono proceduti in condizioni normali. L'allevamento a pergola ha protetto la salute delle viti dalle forti piogge di fine agosto, che hanno causato gravi allagamenti nella valle di Negrar. Nonostante ciò, i grappoli hanno raggiunto una perfetta maturazione, acquisendo la giusta concentrazione zuccherina, il colore e l'affinamento dei tannini.

Dopo un'attenta vendemmia manuale, con selezione dei grappoli, le uve sono state portate a riposare nel fruttaio - inaugurato nel 2018 - dove hanno appassito sull'altopiano per almeno 3 mesi, perdendo in media il 40% del loro peso. I processi enzimatici e lo sviluppo della muffa nobile hanno completato il processo di appassimento; a questo è seguita la diraspatura verso dicembre, la selezione sul tavolo di cernita e la pressatura. Una breve macerazione a freddo ha preceduto la fermentazione alcolica, durata circa due settimane, con frequenti rimontaggi. Seguono la svinatura, la fermentazione malolattica e l'affinamento per due anni in tonneaux e poi per almeno un anno in botti di rovere di Slavonia. Questo ha garantito una micro-ossigenazione lenta e costante ma non invasiva, evitando così che il lavoro svolto in vigna venisse coperto da sentori di spezie e legno, rischiando di nascondere le caratteristiche delle uve utilizzate.

"Questa annata ci ha permesso di utilizzare il nuovo fruttaio per l'appassimento e la barricaia. Ci ha anche permesso di osservare un uso attento del legno che - secondo la nostra filosofia - deve solo accompagnare il processo di invecchiamento e non alterare il vino stesso", dice Giovanni Casati. "Utilizziamo solo tonneaux da 500 litri realizzati con rovere francese proveniente dalle foreste di Allier. Grazie alla sua caratteristica grana compatta e non porosa, questo legno è perfetto per sostenere gli aromi naturali del vino e la sua potenza tannica."

L'affinamento in bottiglia è durato un anno, prima del lancio sul mercato.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

la vivace agilità di un rosso rubino

Rosso rubino intenso, tendente al granato, denso e profondo con un'unghia vivacemente granata. Elevata gradazione alcolica che si può osservare anche nelle lacrime fitte e strette del vino. Naso complesso con immediati sentori fruttati di ciliegia scura. L'appassimento delle uve rivela note di marasca e fico secco candito, seguite da note terziarie di tostatura, pepe nero, cannella, liquirizia e cacao.
Amarone 2018 ha una bocca piena ma non stancante, grazie alla sua vivace acidità. Il tannino delicato è dato essenzialmente dalle bucce, apparendo pastoso e vellutato, e capace di esaltare i diversi aromi presenti. La caratteristica acidità del Costa Arènte assicura un sorso rinfrescante, accennando a un notevole potenziale di invecchiamento, anche grazie a un pH estremamente basso per un Amarone: prova dell'assenza di contaminazioni da Brettanomyces. Un retrogusto incredibile: estrema freschezza, amarena e marasca, seguite da note tostate. Il vino invoglia a un altro sorso, a riprova della sua importanza.

"Il nostro obiettivo è quello di rendere vini importanti come questo Amarone più facili da abbinare ai piatti e quindi più facili da consumare" commenta Giovanni Casati. L'Amarone 2018 si sposa bene con piatti semplici, come carne alla griglia, pasta al ragù o gulasch. Un abbinamento inaspettato è quello con l'arancia candita ricoperta di cioccolato fondente.

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