03-07-2023

All'ombra del Vesuvio, un tempo eruttivo, gli archeologi continuano a svelare i misteri dell'antica città di Pompei. Nonostante i due millenni trascorsi dalla sua catastrofica sepoltura nella cenere vulcanica, vengono alla luce nuove scoperte che ci illuminano sullo stile di vita e sui gusti di chi vi abitava. Nell'ultima scoperta, i ricercatori hanno portato alla luce un affascinante affresco che ritrae una tavola culinaria, illustrando ulteriormente l'eredità gastronomica dell'Impero Romano.
"Pompei non smette mai di stupire, è uno scrigno che rivela sempre nuovi tesori", ha dichiarato recentemente il ministro italiano della Cultura, Gennaro Sangiuliano. I suoi commenti fanno eco al sentimento globale verso il sito ricco di storia, che continua ad affascinare studiosi e turisti. Oggetto di un'intensa attenzione archeologica, i nuovi tesori di Pompei testimoniano il suo valore duraturo.
L'affresco in questione è stato scoperto nell'atrio di una casa della X sottosezione, detta anche "insula", della più ampia Regio IX di Pompei. Questo murale rappresenta un ritrovamento eccezionale, che offre una vivida finestra sulle antiche abitudini culinarie romane.
L'affresco appena scoperto presenta un'intrigante natura morta. Un calice di vino d'argento è appoggiato accanto a una focaccia ben condita su un piatto d'argento, a testimonianza della propensione dei Romani per la gastronomia. Mentre la focaccia rotonda adornata di condimenti potrebbe essere scambiata per un predecessore della pizza, l'assenza di mozzarella e pomodori - questi ultimi giunti in Europa solo nel Rinascimento - indica che questo piatto sarebbe stato più vicino a quello che oggi conosciamo come focaccia.
Queste pitture murali, note come motivi xenia, sono rappresentazioni dell'ospitalità offerta agli ospiti dai proprietari di casa romani, una pratica adottata dalla cultura greca ellenica. In questo affresco, le offerte raffigurate includono non solo la focaccia e il vino, ma anche melograni, una varietà di spezie, un condimento tipo pesto e forse datteri. Questo affresco fornisce un ulteriore contesto all'impegno dei Romani nell'ospitalità, rispecchiando la loro generale raffinatezza sociale.
Come riflette Gabriel Zuchtriegel, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, questo pasto umile, contrapposto al lusso dei vassoi d'argento e alla raffinatezza artistica, dipinge l'immagine di una società che apprezzava sia la semplicità che l'opulenza. E aggiunge: "Come non pensare alla pizza, anch'essa nata come piatto 'povero' nel Sud Italia, che ora ha conquistato il mondo e viene servita nei ristoranti stellati Michelin?".
È sorprendente che la casa in cui è stato ritrovato l'affresco sembra essere stata collegata a un panificio, evidenziando ulteriormente il legame culinario. Scoperto inizialmente nel XIX secolo, il murale è stato scoperto solo in un recente scavo iniziato a gennaio, aggiungendo un boccone unico al già ricco menu di rivelazioni storiche di Pompei.
Secondo il Parco Archeologico di Pompei, questo affresco si aggiunge alla schiera di circa 300 altre pitture murali scoperte in siti antichi nelle vicinanze del Vesuvio, ognuna delle quali contribuisce alla nostra comprensione della vita e dei tempi degli abitanti dell'antica Pompei. Queste continue scoperte rafforzano la posizione di Pompei come risorsa inestimabile per la ricerca archeologica, mentre continuiamo a scavare più a fondo nel passato per comprendere le radici della nostra comune eredità umana.
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