El Niño accelera i calendari dei vigneti in entrambi gli emisferi

Secondo Ciatti, le vendemmie anticipate si scontrano con domanda debole, scorte abbondanti e prezzi del vino sfuso in calo.

giovedì 15 ottobre 2026

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El Niño sta accelerando i calendari dei vigneti in entrambi gli emisferi e aumentando la pressione su un mercato del vino sfuso già debole, secondo il rapporto globale di ottobre di Ciatti Company, pubblicato giovedì.

Il broker vinicolo con sede in California ha affermato che questo fenomeno climatico ha anticipato i cicli di crescita e di raccolta nelle principali regioni produttrici. Nell’emisfero settentrionale, la vendemmia 2026 era quasi terminata quando settembre ha lasciato il posto a ottobre, con diverse settimane di anticipo rispetto alla norma in alcune aree, secondo il rapporto. Nell’emisfero meridionale, la crescita vegetativa è già avanzata in Cile e in Sudafrica, dopo inverni più miti del normale: un primo segnale che anche il prossimo ciclo produttivo potrebbe procedere più rapidamente del consueto.

Il rapporto descrive un mercato alle prese con due criticità distinte ma collegate. La prima è il clima. La seconda è la debole domanda di vino, soprattutto nel segmento dello sfuso, in cui il prodotto viene scambiato in grandi volumi prima dell’imbottigliamento e della commercializzazione con un marchio. Secondo Ciatti, l’attività in questo mercato resta esitante, graduale e molto sensibile ai prezzi.

In Sud America, i viticoltori si preparano a una stagione in cui El Niño dovrebbe avere un ruolo importante. Il rapporto riferisce che i produttori di Argentina e Cile si aspettano condizioni più piovose. Per molti, questo avviene in un momento difficile. Ciatti ha spiegato che la riduzione delle risorse finanziarie espone maggiormente i produttori ai rischi legati alla pressione delle malattie, ai costi di gestione dei vigneti e ad altri problemi causati dalle condizioni meteorologiche durante la stagione vegetativa.

La società ha collegato il ritmo contenuto degli acquisti di vino sfuso alla debolezza dei consumi globali, all’inflazione elevata, ai tassi d’interesse alti e alle ingenti scorte residue delle annate precedenti. Secondo il rapporto, questi fattori hanno rallentato gli acquisti in entrambi gli emisferi e spinto al ribasso i prezzi del vino sfuso. Il mercato, si legge, è caratterizzato da acquirenti prudenti, che si muovono solo quando i prezzi sono interessanti.

Questa dinamica sta creando uno scenario disomogeneo per venditori e acquirenti. Per questi ultimi, scorte abbondanti e prezzi in calo possono aprire la strada a opportunità favorevoli, compresa la possibilità di stipulare contratti pluriennali a prezzi più bassi. Per i fornitori, le stesse condizioni comportano una concorrenza intensa e tempi più lunghi per concludere le vendite. Secondo il rapporto, i produttori potrebbero dover puntare con maggiore decisione sul rapporto qualità-prezzo e sullo stile dei vini, anziché fare affidamento soltanto sulla provenienza.

Ciatti ha affermato che parte dell’offerta disponibile potrebbe aiutare cantine e marchi a rivolgersi ai consumatori più giovani con vini più semplici e accessibili. Secondo il rapporto, il mercato offre attualmente spazio a «prodotti ben fatti, facili da capire e con un buon rapporto qualità-prezzo», in particolare a quelli capaci di attrarre consumatori più interessati al gusto e alle tendenze che alle tradizionali denominazioni. Questa formulazione riflette un cambiamento più ampio in alcune aree del commercio del vino, dove la chiarezza del marchio e il prezzo stanno diventando più importanti, mentre i consumi si indeboliscono in molti mercati maturi.

Il rapporto di ottobre della società include inoltre informazioni aggiornate sulle vendemmie 2026 in Europa e California, con dati sulle dimensioni del raccolto, sulla qualità e sui prezzi della nuova annata. L’anteprima gratuita pubblicata giovedì non riportava cifre dettagliate per queste regioni, ma chiariva che il quadro generale resta improntato alla cautela. Nel Nord, vendemmiare prima potrebbe aiutare alcuni produttori a evitare i rischi meteorologici di fine stagione, ma non risolve il problema più ampio delle scorte che si smaltiscono lentamente e dei consumi deboli.

Il rapporto indica che l’attuale eccedenza di offerta non riguarda in modo uniforme tutti i tipi di vino e tutte le provenienze. Secondo Ciatti, si registrano segnali di una dinamica moderatamente positiva per alcune varietà e tipologie. La società li collega a diversi anni di vendemmie generalmente inferiori alla media in alcune aree del mondo, a causa dell’estirpazione dei vigneti, di raccolti meno abbondanti e di perdite dovute alle condizioni meteorologiche. Anche le iniziative interne delle cantine per riequilibrare le scorte stanno cominciando a incidere sull’offerta di alcune categorie.

Il mercato, quindi, non sta semplicemente arretrando in tutti i segmenti. Anche in un contesto favorevole agli acquirenti, alcune categorie potrebbero diventare più rapidamente carenti se l’offerta è stata ridotta per diverse stagioni. Per ora, tuttavia, il quadro generale descritto da Ciatti è quello di un’abbondante disponibilità di vino, acquisti prudenti e persistenti pressioni al ribasso sui prezzi dello sfuso, mentre l’emisfero meridionale entra nel vivo di una stagione probabilmente influenzata da El Niño. In questo contesto, ha affermato la società, le opportunità si presentano solo a tratti e spesso riguardano varietà specifiche, anziché l’intero mercato.

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