Nel 2025 le vendite di distillati artigianali negli Stati Uniti sono calate dell’8%

Nel 2025 le chiusure hanno superato per la prima volta le nuove aperture, tra domanda più debole, accesso più difficile ai distributori ed export in calo.

mercoledì 7 ottobre 2026

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Nel 2025 le vendite di distillati artigianali negli Stati Uniti sono diminuite per il terzo anno consecutivo. I piccoli distillatori hanno dovuto fare i conti con una domanda più debole, esportazioni in calo, un ridimensionamento dell’occupazione e un accesso più difficile ai distributori, secondo i nuovi dati di settore diffusi martedì dall’American Craft Spirits Association e da Park Street.

Le due organizzazioni hanno riferito che nel 2025 il comparto dei distillati artigianali ha venduto 11,7 milioni di casse da 9 litri, contro i 12,7 milioni del 2024, con un calo dei volumi dell’8%. Il valore delle vendite è diminuito del 3,7%, a 7,3 miliardi di dollari. I dati sono stati presentati a Washington nell’ambito del 2026 Craft Spirits Data Project, uno studio annuale basato sui dati dei produttori e su altre fonti di settore.

Il rapporto segnala che la flessione iniziata nel 2023 si è accentuata nel 2025, riducendo la quota dei distillati artigianali sul mercato statunitense degli spirits nel suo complesso. In volume, la quota è scesa al 4,2% dal 4,5% dell’anno precedente. In valore, è passata al 7,3% dal 7,5%.

È diminuito anche il numero di distillerie artigianali attive. Ad agosto 2026 gli Stati Uniti ne contavano 2.131, il 6,6% in meno rispetto alle 2.282 dell’anno precedente, secondo il rapporto. ACSA e Park Street hanno dichiarato che per la prima volta le chiusure hanno superato le nuove aperture.

L’occupazione nel settore ha subito una forte contrazione. Nel 2025 il rapporto ha rilevato 21.285 addetti a tempo pieno negli Stati Uniti, il 25,6% in meno rispetto ai 28.628 del 2024. Le esportazioni, considerate da molti piccoli produttori un’opportunità di crescita, sono diminuite del 13,4%, a 123.000 casse da 9 litri.

I dati mostrano inoltre una riduzione degli investimenti da parte dei distillatori. L’investimento medio per produttore è sceso a 239.800 dollari nel 2025, dai 288.900 del 2024. Gli investimenti complessivi del comparto sono diminuiti a 526 milioni di dollari, dagli 811 milioni dell’anno precedente, segnando il secondo calo annuo consecutivo.

ACSA e Park Street hanno ricondotto gran parte delle difficoltà all’accesso al mercato. Secondo il rapporto, nel 2025 le vendite al di fuori dello Stato in cui ha sede il distillatore sono scese al 51% del totale delle vendite di distillati artigianali, dal 54% del 2020, mentre i distributori riducevano il numero di marchi in portafoglio e smaltivano le scorte in eccesso. Le due organizzazioni hanno inoltre indicato la contrazione dei mercati di esportazione a causa dei dazi e il fatto che la maggior parte degli Stati non consente ancora ai distillatori di vendere direttamente ai consumatori.

Nel frattempo, le vendite dirette nelle distillerie hanno continuato a svolgere un ruolo crescente. Secondo il rapporto, le vendite nelle sale degustazione e in loco sono passate dal 14% del totale delle vendite di distillati artigianali nel 2015 al 26% nel 2025: più di una bottiglia su quattro è stata quindi venduta direttamente ai visitatori in distilleria. Questo cambiamento suggerisce che molti piccoli produttori fanno sempre più affidamento sui propri locali, mentre diventa più difficile conquistare spazio sugli scaffali e l’attenzione dei distributori negli altri canali.

Poiché lo studio è stato realizzato da un’associazione di categoria e da una società specializzata nella logistica e nella conformità normativa per il settore delle bevande, i dati riflettono una lettura del mercato sostenuta dall’industria. Il rapporto offre comunque uno degli approfondimenti più dettagliati sull’attività delle distillerie artigianali negli Stati Uniti ed è seguito con attenzione nel settore delle bevande.

I risultati potrebbero attirare l’attenzione anche al di fuori del comparto degli spirits. La contrazione di vendite, occupazione e investimenti segnala un percorso più difficile verso il mercato per i piccoli produttori di bevande alcoliche. Una dinamica che potrebbe riguardare anche birrifici indipendenti, produttori di vino e altre aziende del settore, che per crescere dipendono dai distributori, dal turismo e dal rapporto diretto con i consumatori.

Il Craft Spirits Data Project definisce distillatori artigianali attivi i produttori statunitensi di spirits in possesso di licenza che estraggono dal deposito fiscale non più di 750.000 galloni proof, si presentano sul mercato come artigianali, non sono sotto il controllo manifesto di un grande fornitore e non hanno violato in modo comprovato il codice etico di ACSA. Il rapporto 2026 riguarda l’anno solare 2025 e si basa su dati raccolti da giugno ad agosto di quest’anno.

Il presidente di ACSA, Tom Bard, e l’amministratrice delegata, Emily Pennington, hanno presentato i risultati durante il briefing economico annuale dell’associazione. Le due organizzazioni hanno descritto la flessione del 2025 come la seconda fase, più marcata, della correzione iniziata due anni prima.

I dati diffusi martedì dal rapporto non indicano una ripresa nel breve termine. Mostrano invece un comparto sotto pressione su più fronti: meno casse vendute, minori ricavi, una quota di mercato più contenuta, meno distillerie operative, un rallentamento delle assunzioni, esportazioni più deboli e investimenti ridotti. Per un segmento cresciuto rapidamente nell’ultimo decennio, i dati più recenti indicano un ampio riassetto delle condizioni in cui operano le piccole distillerie statunitensi.

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