L’Australian Wine Research Institute pubblica la Technical Review di primavera 2026

Raccoglie studi su adattamento climatico, controllo della fermentazione, oidio e la prima rilevazione in Australia del GIN virus.

giovedì 1 ottobre 2026

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L’Australian Wine Research Institute ha annunciato giovedì che la sua Spring 2026 Technical Review è ora disponibile, offrendo a viticoltori, enologi e ricercatori un nuovo compendio di studi recenti in viticoltura ed enologia, insieme alle più recenti pubblicazioni prodotte dall’istituto.

La rassegna è stata pubblicata tramite la AWRI Library, nota anche come John Fornachon Memorial Library, presso Wine Innovation Central a Urrbrae, South Australia. Secondo l’istituto, il numero è stato curato dallo scienziato della viticoltura e AWRI emeritus fellow Dr. Peter Dry e dallo specialist in engagement Matt Holdstock. La pubblicazione è pensata per riunire ricerche selezionate che potrebbero incidere sulla gestione del vigneto, sulle pratiche di fermentazione, sulla stabilità del vino, sul controllo delle malattie e sull’adattamento alle pressioni climatiche.

Al centro del nuovo numero c’è una selezione di recenti ricerche AWRI. Tra gli articoli segnalati figura “Harvesting insights from recent advances in yeast genomics for predictable and precision wine fermentation”, pubblicato su Current Opinion in Biotechnology. In quella rassegna, Dariusz Kutyna e Isak Pretorius esaminano in che modo l’ingegneria genetica abbia cambiato la biologia dei lieviti da vino e lo sviluppo dei ceppi. L’articolo richiama inoltre i cromosomi sintetici di lievito come un passo verso un eucariote completamente sintetico, uno sviluppo che potrebbe avere ampie implicazioni per la fermentazione di precisione nel settore del vino.

La rassegna AWRI evidenzia anche un pratico articolo sulla gestione delle malattie, “Ask the AWRI: Powdery mildew - catch it early or chase it all season,” pubblicato su Australian & New Zealand Grapegrower & Winemaker. Il tema affronta uno dei problemi più persistenti nei vigneti e riflette il mix della rassegna tra scienza avanzata e consigli applicativi di campo. Altri contenuti collegati ad AWRI in questo numero includono uno studio crossover randomizzato controllato pubblicato su Food & Function su pane arricchito con farina di castagne e risposta glicemica post-prandiale in adulti sani, un articolo su Fermentation sull’uso della temperatura per limitare Hanseniaspora uvarum durante la fermentazione spontanea del vino, e un articolo su FEMS Yeast Research intitolato “Uncorking wine yeast genomics from grape to glass”.

La sezione viticola della nuova rassegna pone forte enfasi sulla resilienza del vigneto, sul controllo delle infestanti, sul rischio di malattie e sull’adattamento climatico. Uno degli studi segnalati, pubblicato su OENO One, valuta le colture di copertura sottofila nei vigneti di Riesling e confronta festuca rossa, timo selvatico, medicago nera e una miscela commerciale di erbe con la vegetazione spontanea, le lavorazioni meccaniche del suolo e i trattamenti erbicidi. Lo studio si concentra sulla soppressione delle infestanti e sui possibili effetti sulla resa e sulla qualità dell’uva, aspetti centrali per l’economia e la sostenibilità del vigneto.

Un altro articolo evidenziato prende in esame l’ombreggiamento della chioma come strategia per proteggere la composizione dell’acino in condizioni di deficit idrico. Lo studio, pubblicato su Environmental and Experimental Botany, si basa su un lavoro nella Yakima Valley, nel sud-est dello stato di Washington, su viti di Cabernet Sauvignon franco di piede di 12 anni. Separando gli effetti diretti e indiretti del deficit idrico, la ricerca aggiunge elementi a un corpus crescente di lavori volti ad aiutare le regioni vinicole a gestire condizioni più calde e più secche.

La rassegna segnala inoltre un report sulla prima rilevazione in Australia del GIN virus, uno sviluppo che attirerà probabilmente la stretta attenzione di viticoltori e operatori dei vivai. Quel contenuto appare su Australian & New Zealand Grapegrower & Winemaker. La selezione viticola comprende inoltre articoli sull’importanza degli studi di campo a lungo termine per l’adattamento al cambiamento climatico, sulla successione microbica dal vivaio al vigneto e sul suo effetto sulla resa dei giovani impianti, sulle pratiche di potatura e sulle malattie del legno della vite, e sull’uso dell’“idling” del vigneto come alternativa alla messa in naftalina per preservarne qualità e longevità.

Nella sezione enologica, AWRI ha raccolto studi incentrati sulle prestazioni fermentative, sulla gestione dell’acidità, sulla stabilità del vino, sulla riduzione dell’alcol, sul packaging e sul riutilizzo dei sottoprodotti di cantina. Uno degli articoli segnalati, pubblicato su VITIS Journal of Grapevine Research, indaga l’impatto dell’aggiunta di acido fumarico nelle prime fasi della produzione del vino. Lo studio esamina come tale aggiunta influenzi la vitalità e il comportamento fermentativo dei ceppi di Saccharomyces cerevisiae e di altre specie di lieviti utilizzate in enologia.

Un altro studio, pubblicato su Foods, prende in esame l’alginato di sodio come coadiuvante di processo per ridurre i livelli di calcio nel vino e possibilmente abbassare il rischio di instabilità da tartrato di calcio. La rassegna include anche lavori sulla valutazione della qualità del vino in vetro e in imballaggi alternativi durante lo stoccaggio, sulla bioacidificazione mediante ceppi di lievito che agiscono sulla degradazione dell’acido malico, sulla dealcolizzazione del vino tramite pervaporazione, sulla valorizzazione delle vinacce per l’impiego nella fermentazione malolattica e nella chiarifica, e una rassegna delle strategie emergenti di affinamento in bottiglia e di rifinitura del vino.

La pubblicazione della Spring 2026 Technical Review riflette il ruolo più ampio di AWRI come centro di ricerca e informazione per il settore vinicolo australiano. L’istituto ha affermato che i membri della biblioteca possono accedere a una banca dati con oltre 734 riviste e periodici digitali e impostare avvisi nelle principali aree di interesse. Ha inoltre aggiunto che i servizi bibliotecari sono forniti gratuitamente a tutti i viticoltori e enologi australiani, un aspetto che sottolinea la finalità pratica della rassegna come strumento di trasferimento delle conoscenze per il settore, piuttosto che come pubblicazione rivolta soltanto a lettori accademici.

AWRI ha affermato che i servizi informativi sono erogati dall’istituto e dalla John Fornachon Memorial Library. Il lavoro è finanziato da Wine Australia, mediante contributi di viticoltori e enologi e cofinanziamenti del governo australiano. L’istituto fa inoltre parte del Wine Innovation Cluster ad Adelaide.

La Spring 2026 Technical Review completa è disponibile tramite il sito web della AWRI Library, dove i lettori possono accedere al numero e seguire i link agli articoli delle riviste e alle pubblicazioni di settore segnalati.

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