Il Cile valuta una nuova categoria di vino per bottiglie a basso tenore alcolico
Una bozza di decreto consentirebbe ai vini con gradazione naturalmente più bassa di rientrare nella categoria a 8,5% vol., se i produttori non rimuovono l’alcol.
venerdì 4 settembre 2026
Il Cile sta valutando una nuova categoria legale per i vini con un contenuto alcolico più basso, una modifica che consentirebbe ad alcuni vini di essere venduti come vino anche quando scendono sotto l’attuale soglia minima alcolica del Paese, a condizione che non siano dealcolizzati.
Federvini ha riferito il 2 settembre, citando il mensile politico cileno El Mercurio, che il presidente José Antonio Kast ha predisposto una bozza di decreto per creare la categoria di “vino a basso contenuto alcolico”. La proposta si applicherebbe ai vini che hanno un tenore alcolico naturalmente più basso per effetto del modo in cui sono prodotti, e non perché l’alcol sia stato successivamente rimosso.
Secondo il resoconto, la bozza è all’esame della Contraloría General del Cile, l’organismo che verifica la legittimità degli atti amministrativi, e non è ancora stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Ciò significa che la misura è ancora in valutazione e non è ancora in vigore.
La modifica proposta emenderebbe il regolamento della legge 18.455, decreto n. 78. Secondo il testo della bozza citato da Federvini, la nuova categoria verrebbe definita come una bevanda ottenuta esclusivamente da mosto d’uva parzialmente o completamente fermentato, prodotta con pratiche enologiche autorizzate, con un titolo alcolometrico effettivo minimo dell’8,5% vol.
Ciò segnerebbe una netta svolta rispetto alla norma vigente in Cile, dove il vino deve avere un contenuto alcolico minimo dell’11,5% vol. La normativa cilena già riconosce il vino parzialmente dealcolizzato e il vino dealcolizzato, ma la bozza creerebbe uno spazio separato per i vini con tenore alcolico più basso per origine e processo, senza subire dealcolizzazione.
La distinzione è importante perché separa due modelli produttivi diversi. I prodotti dealcolizzati partono come vino convenzionale e poi subiscono la rimozione dell’alcol. La categoria in discussione in Cile coprirebbe invece i vini che arrivano a un livello alcolico più basso attraverso il normale processo di produzione. In pratica, ciò potrebbe includere scelte di vinificazione che portano a meno alcol pur utilizzando metodi enologici approvati.
Per le cantine, la proposta potrebbe aprire un nuovo percorso normativo per prodotti che oggi possono trovarsi in una posizione incerta tra vino standard e vino dealcolizzato. Potrebbe offrire ai produttori un modo più chiaro per descrivere e commercializzare vini più leggeri, prodotti senza rimozione dell’alcol dopo la produzione. La modifica potrebbe incidere anche sul linguaggio in ეტichetta, sulla registrazione del prodotto e sulle decisioni tecniche in cantina, soprattutto per le aziende che cercano di rispondere alla domanda di bevande con livelli alcolici più bassi.
I possibili effetti vanno oltre i produttori nazionali. Il Cile è un Paese vitivinicolo orientato all’export e le definizioni legali contano spesso in materia di commercio, conformità e pianificazione di portafoglio. Se la categoria venisse adottata, esportatori e importatori potrebbero dover rivedere il modo in cui i vini sono classificati per il mercato cileno e il modo in cui questi prodotti vengono presentati ad acquirenti e autorità di regolamentazione. Per i produttori che operano in più mercati, la misura potrebbe aggiungere un altro standard nazionale a una categoria che già si sta evolvendo in modo diverso da Paese a Paese.
La bozza rimanda anche a un dibattito più ampio all’interno del settore vinicolo su come le definizioni legali tradizionali debbano adattarsi ai cambiamenti nella produzione e nei consumi. I prodotti a gradazione più bassa hanno attirato un’attenzione crescente, ma le norme non si sono sempre mosse allo stesso ritmo. Nel caso del Cile, la soglia proposta dell’8,5% vol riconoscerebbe formalmente un tipo di vino che scende sotto l’attuale minimo dell’11,5% vol pur restando nella categoria del vino.
Per ora, la proposta resta una bozza. Finché la Contraloría General non avrà completato la propria revisione e il testo non sarà stato pubblicato ufficialmente, le norme vigenti del Cile resteranno in vigore.