Le chiusure dei birrifici britannici rallentano del 77% nel primo semestre 2026
Nel Regno Unito sono andati persi 16 birrifici in sei mesi, con la Scozia a -7,9% e l’Irlanda del Nord a -19%
mercoledì 12 agosto 2026
Il settore dei birrifici in Gran Bretagna ha perso meno imprese nel primo semestre del 2026 rispetto all’anno scorso, secondo i nuovi dati della Society of Independent Brewers and Associates, un gruppo di categoria che rappresenta i birrai indipendenti, ma il miglioramento a livello nazionale ha mascherato forti cali in alcune aree del Paese.
Il gruppo ha detto martedì che il numero di birrifici attivi nel Regno Unito è sceso a 1.550 al 30 giugno da 1.566 a fine 2025, per una perdita netta di 16 birrifici, pari all’1%, in sei mesi. Si tratta di un ritmo molto più lento rispetto al 2025, quando il Paese ha registrato una perdita netta di 137 birrifici sull’intero anno.
Misurato settimana per settimana, il tasso netto di chiusure è sceso a circa 0,6 birrifici alla settimana nel primo semestre del 2026, da circa 2,6 nel 2025, con un calo di circa il 77%. Il confronto si basa sui dati netti, cioè aperture meno chiusure, e mette a confronto un intero anno con un periodo di sei mesi.
Anche così, la tendenza più ampia è rimasta negativa. Rispetto a giugno 2025, il numero di birrifici operativi in tutto il Regno Unito era diminuito di 84, o del 5,1%, passando da 1.634 a 1.550, secondo i dati.
I dati offrono un quadro più stabile di quello visto lo scorso anno, quando molti birrai stavano ancora facendo i conti con gli alti costi dell’energia e delle materie prime, margini deboli e debiti accumulati negli anni della pandemia. Ma l’associazione di categoria ha detto che la ripresa del settore era incompleta e che molti birrifici continuavano ad affrontare pressioni strutturali, tra cui l’accesso limitato alle linee alla spina dei pub, le tasse e i costi di produzione.
Andy Slee, amministratore delegato di SIBA, ha detto che gli ultimi dati suggerivano che il numero di chiusure «potrebbe iniziare a stabilizzarsi» dopo diversi anni difficili, ma ha aggiunto che «per la maggior parte dei birrifici le difficoltà non sono ancora alle spalle».
L’associazione di categoria ha detto che la domanda di birra indipendente resta forte, ma che i piccoli birrai continuano ad avere difficoltà a far arrivare i propri prodotti nei pub. SIBA ha affermato che, in media, i suoi membri non riescono ad accedere al 62% dei pub nei loro mercati locali, un problema che, sostiene, favorisce i grandi marchi nazionali rispetto ai produttori più piccoli.
Il tema dell’accesso al mercato è diventato centrale nell’attività di lobbying del settore. SIBA chiede al governo britannico di ampliare l’agevolazione fiscale per la birra alla spina, che prevede un’aliquota più bassa per la birra venduta soprattutto nei pub, e di portare avanti una revisione che potrebbe migliorare l’accesso dei birrifici indipendenti ai pub.
La ripartizione regionale ha mostrato che il rallentamento delle chiusure nette è stato tutt’altro che uniforme. Quattro delle nove aree monitorate da SIBA hanno registrato una crescita netta del numero di birrifici nel primo semestre dell’anno. Il Nord-Ovest, il Sud-Est e il Galles hanno aggiunto ciascuno tre birrifici su base netta, mentre il Sud-Ovest ne ha aggiunto uno.
Altrove, le perdite sono rimaste pesanti. La Scozia ha registrato un calo netto di nove birrifici tra fine dicembre e fine giugno, pari al 7,9%, scendendo a 105 birrifici. L’Irlanda del Nord ha perso quattro dei suoi 21 birrifici nello stesso periodo, un calo del 19%, chiudendo giugno con 17. Il Nord-Est è sceso di otto birrifici, o del 3,5%, a 218. Le Midlands ne hanno persi quattro, o l’1,3%, e l’Inghilterra orientale uno, o lo 0,6%.
I dati anno su anno mostrano un restringimento ancora più marcato in alcuni mercati. La Scozia era in calo di 21 birrifici rispetto a giugno 2025, pari al 16,7%. L’Irlanda del Nord era in calo di cinque, o del 22,7%, nello stesso periodo. Le Midlands hanno perso 16 birrifici su base annua, il Nord-Est 14 e l’Inghilterra orientale 10. Anche le aree che hanno mostrato piccoli aumenti nel primo semestre del 2026 restavano comunque sotto i livelli di un anno prima. Il Sud-Est era in calo di 11 birrifici rispetto a giugno 2025, il Galles di quattro e il Nord-Ovest di due.
Le differenze regionali aiutano a spiegare perché il dato nazionale sembri migliore rispetto alla recente storia del settore, ma indichi comunque una base produttiva più ridotta di un anno fa. Nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, il numero di birrifici è salito a 182 al 30 giugno da 179 a fine 2025, ma restava comunque sotto i 184 operativi un anno prima. In Galles, l’aumento del primo semestre ha portato il totale a 91, rispetto agli 88 di fine scorso anno, ma in calo rispetto ai 95 di giugno 2025.
I dati sottolineano anche i limiti dell’uso del numero di birrifici come misura della salute del settore. Il monitoraggio di SIBA registra la variazione netta del numero di birrifici operativi, non la produzione di birra, i posti di lavoro persi o il fatturato perso. Un ritmo più lento di chiusure non significa necessariamente che la redditività sia tornata in tutto il settore, e le nuove aperture potrebbero essere realtà più piccole rispetto alle aziende che hanno chiuso.
Resta il fatto che, dopo le pesanti perdite del 2025, gli ultimi numeri suggeriscono che la fase più dura di chiusura delle attività potrebbe stare rallentando. SIBA ha detto che è un segnale incoraggiante, soprattutto nelle quattro regioni che hanno registrato un saldo positivo nei primi sei mesi dell’anno, ma ha anche chiarito che la stabilizzazione non si è ancora trasformata in crescita per il Paese nel suo complesso.
Il mercato birrario britannico si è espanso rapidamente negli ultimi due decenni grazie alla crescita dei produttori indipendenti e dei locali di mescita locali, ma negli ultimi anni questo modello è stato messo sotto pressione dall’inflazione, dall’aumento dei costi di indebitamento e dalla competizione per lo spazio nei pub e nei bar. I nuovi dati di SIBA suggeriscono che la pressione non è scomparsa, si è soltanto attenuata.