I produttori abruzzesi mettono il Cerasuolo sotto i riflettori in una degustazione a Roma

22-06-2026

Il consorzio ha riunito 20 cantine e sostenitori istituzionali per promuovere un riconoscimento più ampio del caratteristico vino rosato della regione.

Il Cerasuolo d’Abruzzo è stato al centro della scena a Roma il 18 giugno, quando il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo ha organizzato a Palazzo Ripetta una giornata di degustazione e confronto con l’obiettivo di accrescere il profilo del caratteristico vino rosato della regione.

L’evento ha riunito stampa, operatori del trade, creator e appassionati di vino per degustazioni guidate, incontri con i produttori e un panel dedicato all’identità del Cerasuolo d’Abruzzo DOC. Il consorzio ha presentato l’iniziativa come parte di un impegno più ampio per raccontare il patrimonio vitivinicolo abruzzese attraverso le sue categorie di punta, tra cui bianchi, rossi, spumanti e Cerasuolo, che i produttori descrivono come una delle espressioni più riconoscibili della regione.

Una degustazione walk-around ha visto la partecipazione di 20 cantine: Fontefico, Fattoria Nicodemi, Mastrangelo, Buccicatino, Barba, Talamonti, Lidia e Amato, Torre Zambra, Giuseppe Simigliani, Marramiero, Guardiani Farchione, Barone Cornacchia, Agricola Olivia, Citra, Casal Thaulero, Nododivino, Colle Moro, Vini Biagi, Tenuta Terraviva e Tenuta I Fauri.

Durante un incontro pomeridiano con la stampa, l’attrice e sommelier Francesca Valtorta ha detto che il Cerasuolo d’Abruzzo si distingue perché unisce caratteristiche spesso associate sia ai vini bianchi sia ai rossi. Lo ha descritto come fresco e acido come un bianco ma con una complessità più vicina a quella di un rosso, rendendolo versatile a tavola. Ha inoltre affermato che in Italia questo vino resta poco riconosciuto rispetto al suo potenziale.

Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, ha detto che il vino ha radici profonde nella vita quotidiana in Abruzzo, dove un tempo era considerato un “primo rosso” servito con semplici pasti familiari. Ha osservato che le attuali abitudini dei consumatori privilegiano vini fragranti, immediati e versatili e ha sostenuto che il Cerasuolo risponde bene a queste preferenze. Ha aggiunto che il consorzio sta lavorando anche a ricerche tecniche e scientifiche per definire con maggiore precisione gli elementi che rendono distintivo il vino, a partire dalla maggiore intensità cromatica rispetto ad altri rosati.

Alla discussione hanno preso parte anche Alessandro Scorsone, ufficiale cerimoniale dello Stato e storico master sommelier AIS, e Fabrizio Colaianni, head sommelier del Mirabelle. Scorsone ha chiesto un approccio al vino più naturale e accessibile, centrato sul piacere e sulla relazione. Colaianni si è concentrato sul profilo sensoriale del Cerasuolo d’Abruzzo, citando aromi di ciliegia e piccoli frutti rossi, oltre a freschezza, struttura e capacità di evolvere nel tempo mantenendo la propria brillantezza visiva.

Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore regionale all’agricoltura, ha detto che l’evento romano ha mostrato come il settore vitivinicolo abruzzese sia sempre più in grado di presentarsi con chiarezza e ambizione. Ha aggiunto che la giunta regionale continuerà a sostenere gli sforzi promozionali volti a rafforzare la posizione delle denominazioni abruzzesi sui mercati nazionali e internazionali.

La giornata si è conclusa con una degustazione serale e un abbinamento gastronomico nel cortile-giardino di Palazzo Ripetta costruiti attorno alla compatibilità del Cerasuolo d’Abruzzo con la cucina romana. Il ministro dell’Agricoltura italiano Francesco Lollobrigida ha partecipato insieme ad altri ospiti istituzionali provenienti da governo, agricoltura e media. Gli organizzatori Andrea Amoruso Manzari e Serena Scarpel hanno curato il programma romano nell’ambito della loro attività promozionale continua per i vini abruzzesi.