Il settore vitivinicolo dell'UE riceverà fino all'80% di finanziamenti per il clima grazie al nuovo accordo di riforma

04-12-2025

L'accordo provvisorio mira a promuovere la sostenibilità, semplificare l'etichettatura e sostenere le economie rurali mentre l'industria deve affrontare le pressioni globali.

I funzionari dell'Unione Europea hanno raggiunto un accordo provvisorio su un nuovo quadro politico volto a rafforzare e modernizzare il settore vinicolo dell'UE. L'accordo, annunciato a Bruxelles dopo i negoziati tra il Consiglio dell'Unione Europea e il Parlamento Europeo, introduce una serie di misure volte ad aiutare i produttori di vino ad adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato, ad affrontare le sfide climatiche e a sostenere le economie rurali.

L'accordo giunge in un momento in cui l'industria vinicola europea si trova ad affrontare pressioni significative. Tra queste, le mutevoli preferenze dei consumatori, i cambiamenti demografici, i rischi legati al clima e le incertezze del mercato. L'UE è responsabile di circa il 60% della produzione mondiale di vino ed è il terzo settore agroalimentare per esportazioni in Europa. Il settore svolge inoltre un ruolo chiave nel sostenere l'occupazione rurale e nel preservare il patrimonio culturale, con la maggior parte dei vigneti legati a indicazioni geografiche protette.

Con il nuovo quadro normativo, gli Stati membri avranno maggiore flessibilità nella gestione della domanda e dell'offerta. Una misura consente ai Paesi di sostenere la rimozione delle viti in eccesso per prevenire l'eccesso di offerta e mantenere la stabilità del mercato. La precedente data di scadenza dei diritti di impianto è stata eliminata a favore di un periodo di revisione di dieci anni, dando ai produttori maggiore certezza e adattabilità.

La resilienza climatica è un altro punto focale dell'accordo. Gli Stati membri possono ora aumentare il sostegno finanziario dell'UE per gli investimenti relativi alla mitigazione e all'adattamento al clima, coprendo fino all'80% dei costi ammissibili. L'obiettivo è accelerare la transizione verso pratiche di produzione vinicola più sostenibili.

Le norme sull'etichettatura saranno semplificate e armonizzate in tutta l'UE. Questo cambiamento mira a ridurre i costi amministrativi per i produttori e a rendere più facile per i consumatori l'accesso a informazioni chiare sui prodotti vinicoli. Nell'ambito di questo sforzo saranno introdotte etichette digitali e pittogrammi.

L'accordo prevede anche un sostegno mirato alle iniziative enoturistiche. Incoraggiando l'enoturismo, i funzionari dell'UE sperano di stimolare la crescita economica nelle regioni rurali in cui si trovano molti vigneti.

Le nuove regole chiariscono le modalità di etichettatura dei vini a ridotto o nullo contenuto alcolico. I prodotti con meno di 0,5% di alcol possono essere etichettati come "senza alcol", mentre quelli con meno di 0,05% possono usare "0,0%". I vini con un contenuto alcolico ridotto, definito come inferiore di almeno il 30% rispetto alla gradazione standard, avranno la denominazione "alcol ridotto", che sostituisce i termini precedenti come "alcol leggero".

Per i vini destinati all'esportazione al di fuori dell'UE, i produttori saranno esentati dall'elencare gli ingredienti e dal fornire le dichiarazioni nutrizionali richieste per il mercato interno. Questa mossa dovrebbe ridurre gli oneri amministrativi per gli esportatori.

L'accordo riguarda anche la salute delle piante, aumentando il sostegno alle azioni contro malattie come la flavescenza dorata, che minaccia i vigneti in tutta Europa. I finanziamenti saranno destinati al monitoraggio, alla diagnostica, alla formazione e alla ricerca.

L'innovazione nella produzione vinicola è incoraggiata da nuove regole che consentono ai vini rosati di servire da base per i prodotti vinicoli aromatizzati regionali. Questo cambiamento intende aiutare i produttori a rispondere all'evoluzione dei gusti dei consumatori e a sviluppare nuovi stili di prodotto.

Jacob Jensen, Ministro danese per l'Alimentazione, l'Agricoltura e la Pesca, ha dichiarato che l'accordo contribuirà a garantire che i produttori di vino europei possano adattarsi e competere a livello globale, proteggendo al contempo i mezzi di sussistenza rurali e mantenendo gli standard di qualità.

L'accordo provvisorio deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima di diventare legge. Il processo segue le raccomandazioni di un gruppo di alto livello sulla politica vitivinicola istituito dalla Commissione europea all'inizio di quest'anno.

I funzionari dell'UE affermano che queste riforme sono necessarie per aiutare il settore a rimanere competitivo in un mercato globale in rapida evoluzione, sostenendo al contempo le comunità locali e preservando le ricche tradizioni vinicole europee.