Lo Champagne Telmont ottiene la prima certificazione biologica rigenerativa al mondo, mentre solo l'8% della regione è biologico

16-01-2026

La mossa segnala un potenziale cambiamento negli standard di sostenibilità dello Champagne in un contesto di calo delle vendite e di aumento della domanda di vini ecologici

L'attore e attivista ambientale Leonardo Dicaprio è uno degli azionisti della Maison di Champagne Telmont.

All'inizio di gennaio 2026, lo Champagne Telmont ha annunciato di essere diventato il primo produttore di vino spumante al mondo a ottenere la certificazione biologica rigenerativa (ROC). Questo sviluppo segna un cambiamento significativo per la regione dello Champagne, dove la viticoltura biologica rimane rara. Attualmente, solo l'otto per cento circa dei vigneti della Champagne è certificato biologico, secondo i dati del Comité Champagne.

La certificazione ROC è stata creata nel 2017 dalla Regenerative Organic Alliance, una coalizione di agricoltori, leader aziendali ed esperti di salute del suolo, benessere animale ed equità sociale. A differenza di altri marchi di sostenibilità, la ROC richiede ai produttori di essere già in possesso della certificazione biologica prima di poterla richiedere. Il processo di certificazione valuta non solo le pratiche ambientali, ma anche i fattori sociali ed economici.

L'agricoltura rigenerativa ha guadagnato slancio nell'ultimo decennio, in quanto i governi e i consumatori hanno spinto per una produzione alimentare più sostenibile. Dopo l'Accordo di Parigi, è aumentata la pressione sui settori agricoli affinché riducano la loro impronta di carbonio e adottino pratiche più sane. L'Unione Europea ha risposto approvando una normativa che impone a tutti i produttori di vino di ottenere una certificazione di sostenibilità entro il 2030.

Nonostante queste tendenze, la maggior parte delle certificazioni di sostenibilità in Champagne si concentra principalmente su obiettivi ambientali. La principale certificazione ecologica della regione è la Viticulture Durable en Champagne (VDC), che copre circa il 43% dei vigneti. La VDC è più rigorosa dello standard nazionale Haute Valeur Environnementale (HVE) di livello 3, ma consente comunque un certo uso di pesticidi. La maggior parte delle principali case di Champagne incoraggia i propri coltivatori a ottenere la certificazione VDC, ma non richiede una conversione ecologica completa come parte dei contratti per le uve.

Alcuni produttori hanno cercato certificazioni più ampie che includono la responsabilità sociale. Negli ultimi anni, Piper Heidsieck e Charles Heidsieck sono state le prime case di Champagne a ottenere lo status di B-Corp, seguite da Bollinger e Mailly-Grand-Cru. La certificazione B-Corp misura le prestazioni sociali e ambientali, ma può essere difficile da implementare per le grandi aziende a causa dei suoi rigidi requisiti.

Produttori più grandi come Möet-Hennessy, che possiede diversi marchi leader nello Champagne ed è il più grande proprietario di vigneti della regione, hanno invece perseguito certificazioni rigenerative come RegenAgri. L'agricoltura rigenerativa si concentra sul ripristino della salute del suolo e sull'aumento della biodiversità, che possono migliorare la resistenza della vite e la qualità del raccolto. Tuttavia, questo approccio si scontra con le sfide della Champagne, dove l'uso di erbicidi rimane comune nonostante gli impegni assunti in precedenza per eliminarli gradualmente.

La regione si era impegnata a eliminare gli erbicidi entro il 2025, ma non è riuscita a raggiungere questo obiettivo. I rapporti della scorsa primavera indicavano che una parte significativa dei vigneti veniva ancora trattata con glifosato, talvolta in violazione della legge francese. Le ultime regole impongono una piccola zona cuscinetto intorno a ogni vite in cui non si possono spruzzare erbicidi, ma i critici sostengono che questo fa poco per promuovere una vera rigenerazione del suolo.

Il nuovo status ROC di Telmont potrebbe segnare una svolta per lo Champagne. La maison si è impegnata a convertire tutti i suoi viticoltori partner alla viticoltura biologica entro il 2031 e ora richiederà loro di rispettare anche gli standard ROC. Ciò comporta pratiche come piantare alberi, raccogliere l'acqua piovana, utilizzare colture di copertura, promuovere la biodiversità e garantire condizioni di lavoro eque per i dipendenti.

Questa mossa potrebbe incoraggiare altri coltivatori certificati biologici in Champagne a perseguire lo status di ROC. Eric Julion, dell'azienda Champagne Julion-Rigaut di Chamery, ha dichiarato di soddisfare già i requisiti ROC attraverso le sue pratiche biodinamiche e di voler aggiungere la certificazione ROC al suo attuale marchio Demeter. Con il sostegno di organizzazioni come Ecocert e l'Association des Champagnes Biologiques (ACB), gli osservatori del settore ritengono che la Champagne potrebbe diventare la più grande regione vinicola europea certificata ROC.

Attualmente, circa il 22% di tutti i vigneti francesi sono certificati biologici, quasi tre volte la percentuale della Champagne. La rapida transizione di Telmont dimostra che un cambiamento ecologico significativo è possibile in pochi anni piuttosto che in decenni.

Il momento potrebbe essere cruciale per il futuro della Champagne. Le vendite sono diminuite drasticamente negli ultimi tre anni, poiché i consumatori più giovani si sono allontanati dai marchi tradizionali che percepiscono come obsoleti o poco rispettosi dell'ambiente. Le ricerche di mercato indicano che i bevitori della Gen-Z e dei Millennial sono più propensi a scegliere vini con forti credenziali ecologiche.

I solidi risultati finanziari di Telmont nel 2023 e 2024 suggeriscono che l'adozione di pratiche rigenerative può avere anche un senso economico per i produttori. Investitori come l'attore Leonardo DiCaprio hanno sostenuto pubblicamente gli sforzi di Telmont, definendo questo risultato "un'importante pietra miliare sia per Telmont che per l'intera regione dello Champagne".

Gli analisti del settore stanno osservando con attenzione per vedere se altre case seguiranno l'esempio di Telmont. Se così fosse, potrebbe segnare l'inizio di una nuova era per una delle regioni vinicole più famose della Francia, definita sia dalla responsabilità ambientale che dal rinnovato interesse dei consumatori.