Il presidente dei Vini dell’Alentejo invita i produttori a puntare sul valore aggiunto
A Lisbona, Luís Sequeira ha indicato qualità, sostenibilità ed enoturismo come le migliori risorse dell’Alentejo per affrontare un mercato in trasformazione.
venerdì 9 ottobre 2026

Giovedì sera, El Corte Inglés a Lisbona ha ospitato un evento dedicato ai vini e alla gastronomia dell’Alentejo, in Portogallo, che ha riunito produttori, ospiti del settore retail e responsabili del turismo. Al centro del dibattito, le strategie con cui una delle regioni vinicole più note del Paese cerca di rispondere ai cambiamenti del mercato globale del vino.
La Vida Ibérica, Lda. e la sede di Lisbona di El Corte Inglés hanno organizzato l’incontro alle 18:30 nella Sala de Âmbito Cultural, al sesto piano del grande magazzino. L’evento rientrava nella rassegna “Sabores e Paladares Ibéricos” e si intitolava “Um Alentejano cai sempre bem”, una frase che legava la serata ai vini, alla gastronomia e all’identità regionale dell’Alentejo.
L’ospite principale era Luís Sequeira, presidente della Comissão Vitivinícola Regional Alentejana (CVRA), l’organismo regionale responsabile dei vini dell’Alentejo. La sua presentazione, intitolata “Wine Sector: Crisis or Opportunity”, si è concentrata sui profondi cambiamenti che, secondo gli organizzatori, stanno interessando il commercio del vino e sulle possibilità a disposizione dei produttori mentre cambiano le abitudini dei consumatori.
Secondo le informazioni diffuse dagli organizzatori, Sequeira ha esordito ripercorrendo l’evoluzione dei consumi globali di vino e ha sostenuto che la risposta dell’Alentejo dovrebbe puntare su un maggiore valore aggiunto, sulla qualità dei prodotti e su una più chiara differenziazione sul mercato. Il suo intervento ha sottolineato la necessità di rafforzare l’intera filiera vitivinicola dell’Alentejo, anziché considerare produzione, promozione e turismo come attività separate.
La presentazione ha affrontato anche il piano strategico del vino della regione, la sostenibilità, il marketing, i mercati di esportazione, l’enoturismo, la viticoltura, l’enologia, l’ispezione e la vigilanza, nonché la ricerca e lo sviluppo. Gli organizzatori hanno riferito che Sequeira ha inoltre promosso una visione più ampia dello sviluppo regionale, in cui il vino viene presentato insieme all’olio d’oliva, alla gastronomia, al patrimonio culturale e al turismo, come parte di un’unica esperienza per i visitatori.
Il messaggio riflette un dibattito più ampio in corso nelle regioni vinicole europee, dove i produttori valutano il calo dei consumi in alcuni mercati maturi, l’evoluzione dei gusti, le pressioni ambientali e la necessità di tutelare i margini con prodotti più distintivi. In Alentejo la questione è particolarmente importante, perché la regione ha lavorato per anni a costruire una forte immagine sul mercato interno e, al contempo, a migliorare la propria posizione sui mercati internazionali.
La serata ha incluso la degustazione di cinque vini, scelti per rappresentare diverse espressioni della vitivinicoltura contemporanea dell’Alentejo. I vini provenivano da Cananó, Rocim, Paço do Conde, Quinta da Pigarça e Adega das Flores. Gli organizzatori hanno spiegato che la selezione intendeva illustrare sia la varietà degli stili sia alcune delle priorità che orientano l’attuale strategia regionale, tra cui i Vinhos de Talha, ovvero i vini in anfora, la produzione da vecchie vigne e il PSVA, il programma di sostenibilità dei vini dell’Alentejo.
Anche gli abbinamenti gastronomici hanno avuto un ruolo centrale nell’evento. Agli ospiti sono stati serviti formaggi DOP di Évora e di Serpa, prosciutto di maiale nero e chorizo di maiale nero, accompagnati da olio d’oliva e miele di Paço do Conde. La formula della degustazione ha ribadito un messaggio spesso promosso dagli operatori regionali in Portogallo e Spagna: il vino si vende più facilmente se proposto nell’ambito di un’offerta più ampia di gastronomia e viaggi, soprattutto nelle regioni che dipendono dal turismo rurale e dai prodotti locali tutelati.
Anche la scelta della sede è stata significativa. Organizzando l’evento da El Corte Inglés a Lisbona, i promotori hanno portato una regione rurale a vocazione produttiva in uno dei luoghi commerciali più noti della capitale, sfruttando uno spazio retail e culturale per raggiungere un pubblico urbano composto potenzialmente sia da consumatori sia da operatori del settore. Non è stato comunicato il numero dei partecipanti, ma l’iniziativa è stata presentata come parte di una rassegna continuativa volta a far conoscere i territori iberici attraverso incontri, degustazioni e promozione turistica.
Nella parte finale, l’incontro si è spinto oltre i confini del Portogallo: alcuni rappresentanti del governo dell’Estremadura hanno presentato “Outono Mágico do Vale do Ambroz”, ovvero “Autunno magico della Valle dell’Ambroz”, un’iniziativa stagionale nella vicina regione spagnola. Secondo gli organizzatori, la presentazione mirava a creare un legame simbolico attraverso il confine iberico, mettendo in risalto due territori vicini, caratterizzati da forti tradizioni gastronomiche, paesaggi rurali condivisi e interessi turistici strettamente connessi.